Lo scorso 08 giugno il ?laboratorio politico?, quale luogo d?incontro e riflessione politica, ha assunto una veste tangibile e concreta. Il progetto è nato in seno al Ce.St.Ri.M., circa un anno fa, quando un nutrito gruppo di associazioni potentine (tra cui figurano WWF, Legambiente, ACLI, Cooperativa cantieri di giustizia, Azione cattolica, Consorzio territoriale per l?acqua, nonché Ce.St.Ri.M.), con l?intento di riflettere e confrontarsi con le classi politiche e dirigenziali, al fine di essere parte attiva e integrante del buon governo della città, ha proposto un incontro con i sei candidati alla carica di sindaco della città di Potenza. L?obiettivo tangibile del laboratorio politico è il documento politico-programmatico che è stato sottoposto alle emerite personalità lucane e l?eventuale sottoscrizione comporterà l?assunzione di una serie di impegni da rispettare nel corso del mandato politico, dopo le prossime elezioni 12-13 giugno.

Mimmo Sammartino, in qualità di mediatore, esordisce sintetizzando i punti salienti del documento politico-programmatico. I temi da trattare sono relativi alla scottante questione del popoloso e periferico quartiere del capoluogo lucano, ossia Macchia Romana, attorno al quale gravitano una serie di questioni e dilemmi irrisolti, di irregolarità e inefficienze più o meno manifeste. Il secondo argomento è il ponte attrezzato, che collegherà il centro storico con l?altrettanto affollato e suburbano rione Serpentone. Altra tematica in esame è la microcriminalità in continua crescita nella circoscrizione di Potenza e infine si discuterà sulle tematiche giovanili, dunque occupazione, spazi di aggregazione, offerta formativa?

Il primo candidato a riflettere sulle tematiche esposte è Vito Santarsiero (PRC, SDI, UDEUR, It. Val., Pat. S., VER., Margh., PCI, DS), il quale afferma che il ruolo di Potenza è duplice, in quanto chiamata a ?soddisfare le esigenze dei cittadini? e a ?guidare l?intera regione? di cui è capoluogo. L?esponente politico prosegue analizzando la questione di Macchia Romana, considerata ?un limite della cultura urbanistica, poiché priva di parcheggi o spazi di aggregazione?, bisognerebbe pertanto, prosegue Santarsiero, ?fornire risposte alle attese delle comunità?. Per quanto riguarda il ponte egli afferma: ?un?opera pubblica non può durare decenni e occupare una sezione della strada, ma bisogna recuperare l?intera area e regolare i flussi di traffico?, i quali non di rado congestionano e paralizzano i soliti punti nevralgici di Potenza. Per ciò che concerne i giovani, è necessario porre attenzione all?occupazione, all?educazione, alla cultura?

Prende poi la parola Nicola Savino (Altra Lucania) il quale sottolinea la ?disastrosa situazione in cui versa? il capoluogo lucano. ?La città va completamente ridisegnata ? prosegue il candidato ? perché in passato si sono costruiti palazzi e poi si è edificata la città?. Si chiede se va ripensata l?urbanistica, poi si interroga nuovamente sul perché bisogna ripensare l?urbanistica, ?non esistono dei legami tra le precedenti maggioranze e la coalizione che sostiene il candidato di centro-sinistra?? Il tono polemico di Savino non si arresta e prosegue chiedendo ?perché 9 liste sostengono un solo uomo? Si cerca di creare un governatore?? Poi rivolge un parola al sindaco uscente dell?urbe Gaetano Fierro, quasi a voler spezzare una lancia in suo favore, in quanto se l?uomo politico ha commesso errori come ogni uomo, ?può esistere solo l?errore, dimenticando da chi era appoggiato??

Il discorso passa a Luciano E. M. Petrullo (Nuovo PSI, AN, FI), il quale esordisce denunciando che 9 liste appoggiano un solo candidato. Per quanto riguarda Macchia Romana l?esponente politico ricorda di aver vissuto nel quartiere e rammenta il verde dominante iniziale e la successiva cementificazione, ?danno di chi ha governato per 15-20 anni?. Il candidato crede che ?l?interesse primario è il bene delle collettività?, così se si sono verificati dei disastri a Macchia Romana, bisogna ricordare che ?la coalizione è sempre la stessa?. Petrullo prosegue interrogandosi se ?sono state fatte delle indagini specifiche relative al ponte attrezzato? in costruzione. La risposta è ?no?. ?La legalità, continua il candidato, è un tema fondamentale, e se cresce il disagio aumenta anche la criminalità, poiché i giovani non hanno dei luoghi sani in cui crescere?.

Conclude la serie di interventi Vincenzo Lofrano (UDC), il quale si chiede ?la città è stata governata bene? Oggi esistono elementi di nuova povertà, disagio, usura, tassi di disoccupazione superiori alla media nazionale e pari al 15%?. Egli prosegue ricordando che ?la partecipazione viene dal basso, non si può imporre dall?alto, così il piano traffico o la rete dei mezzi di trasporto pubblico devono tenere conto delle esigenze della popolazione?. Analogo discorso per il quartiere Macchia Romana o per il ponte attrezzato. Quest?ultimo, prosegue Lofrano, ?ha subito variazioni, avrebbe dovuto essere già completato, ha inghiottito capitali pubblici e al momento i lavori di edificazione non sono neppure a metà?. Il candidato insiste denunciando ?la scarsa qualità della vita potentina, il calo della popolazione, il disagio giovanile [?], incrementati dalle precedenti legislature, le stesse che oggi appoggiano l?esponente politico di centro-sinistra?.

All?incontro-dibattito mancano Gianfranco Nardella (Lista Nardella) e Vincenza Spano (MCCR), così gli astanti possono intervenire. L?incisivo intervento di Rosario Gigliotti (Movimento di cittadini di Macchia Romana) non lascia adito a fraintendimenti di sorta e obbliga i candidati a riflettere, in quanto denuncia apertamente un?oscura situazione che danneggia le collettività e che pochi conoscono. Il cittadino, dopo ?aver aperto gli occhi?, si augura che in seguito alle prossime elezioni nella città di Potenza, partendo proprio da Macchia Romana, ci sia una ?rottura con il passato perché, prosegue Gigliotti, il quartiere è l?emblema di come la città non dovrebbe essere?. Il rione diviene l?iceberg di loschi movimenti e sotterranei accordi che consentono alle imprese di ottenere autorizzazioni, al fine di edificare palazzi in luoghi sottoposti a tutela.

Come è possibile che tutto ciò accada ancora nel III millennio, quando si investe e si punta sulle leggi in materia di chiarezza e trasparenza? Perché sembra che tale situazione non sia valida nel capoluogo lucano? A chi giova una città in cui la popolazione è insoddisfatta? Sono tutelati gli interessi dei molti? Aristotele diceva nel lontano IV secolo a.C.: ?lo Stato deve tutelare l?interesse comune?, una massima facile e antica che potrebbe divenire tangibile. La conclusione resta un auspicio, una speranza, affinché le parole spese in campagna elettorale non rimangano degli utopici sogni, fragili parole o vane promesse, ma abbiano un compimento reale e duraturo, a tutela delle collettività potentine.

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