Al grido: ?Scanziamo la solita politica?, noi a Rotondella ci siamo stati. E c?era tutta la popolazione del piccolo centro materano ad assistere alla mia prima esperienza di talk-showman. Un paese intero ad ascoltare le nostre domande, partecipare al nostro monitoraggio perentorio nel territorio delle scorie radioattive. Con l?importante collaborazione del Comitato NoScorieTrisaia, LucaniaNet.it ha portato sul palchetto paesano i due candidati alla carica di primo cittadino ?dell?Enea?. Tutto si è svolto sotto una sottile pioggia, all?ombra dei rifiuti e dell?incertezza per un futuro che potrebbe riservarci altre battaglie come quella di Scanzano Jonico. I due candidati a sindaco, Vito Agresti ed Enzo Francomano, se ne sono date di santa ragione, sul piano dialettico s?intende. I cittadini hanno potuto ascoltare i loro programmi e le loro idee: ultimo atto di una campagna elettorale che in quell?area risulta fondamentale. Ambiente, lavoro, rifiuti, agricoltura, acqua i temi affrontati. Ci sono stati interventi che suonavano come promesse e nulla è sfuggito agli occhi della nostra telecamera, pronti come sempre ad intervenire in caso di bugie buttate lì per convincere gli indecisi.

E di indecisi ce ne sono tanti, anche in altre aree della regione. Oggi come oggi è difficile schierarsi per una parte o per l?altra, perché per la maggiore vanno gli slogan elettorali riassunti in pochi manifesti per le strade, ma carichi di perplessità ed ironia. Dalle solite illusioni programmatiche, dai voti a rendere, dalle frasi fatte, dalle facce troppo losche, dagli interessi sottolineati in una riga dobbiamo difenderci. Come dobbiamo difenderci dalle facce vecchie, di quei sindaci che hanno già malgovernato, ma non ancora abbastanza per andare in pensione. In alcuni piccoli centri della maltrattata Lucania è successo anche che i tre sindaci degli ultimi trent?anni si ripresentano promettendosi battaglia, dove le forze fresche sono scartate a priori. E? proprio lì che ci si chiede come mai i giovani non partecipano più alla vita politica. I nostri politicanti – troppo attaccati alle comode poltrone del potere e del clientelismo – continuano a lavorare per loro senza preoccuparsi della successione. Gli avvicendamenti sono scontati, le cariche già decise. Ci conviene badare alle proposte serie, analizzare a fondo le alternative. Credere che una comunità nuova è possibile abbandonando le nostre capacità critiche non serve a nulla. Dobbiamo fare una cernita cosciente. Ci conviene in fondo puntare sui giovani, su quelli che hanno deciso di mettere a disposizione di tutti la loro intelligenza e la loro voglia di fare; su quelli che ragionano e che una volta al giorno, almeno, mettono in moto il loro cervello. Cervelli che hanno deciso di restare nonostante tutto, mettendo da parte i bagagli. Molte manovre ho visto in questo periodo, che non mi sono piaciute affatto. Le persone sulle quali non avresti scommesso un solo centesimo, oggi ti fermano per strada, ti offrono il caffè, ti parlano della loro idea di città, di provincia, di regione. Si riscoprono tutti militanti anti-scorie, anti-petrolio, anti-eolico, anti-elettrodotto, pro-lavoratori della Fiat, quando di tutte queste problematiche non se ne sono fregati mai niente. In fondo, sono candidati. E fioccano anche gli incarichi edilizi dell?ultima ora, semmai di lavori che non verranno mai approvati; si moltiplicano gli interventi urbani nei paesi: illuminazioni e strade, soprattutto. Ti fanno credere che il tuo contributo è fondamentale per una crescita comune; ti riempiono di pacche sulle spalle. I sindaci uscenti ti inviano fitte lettere a casa, focalizzando la tua attenzione sulle cose che hanno fatto e che solo loro sanno di aver realizzato. Diffidate.

Non nego che in pieno clima elettorale si entra in una condizione di diffidenza affermata, ma troppe volte abbiamo esercitato il nostro diritto al voto puntando su chi ci ha saputo riempire di chiacchiere. Tutto ci sembra becera propaganda. Anche in chi congela le graduatorie di concorsi pubblici già stilati da tempo, perché ha promesso quel posto di lavoro a centinaia di persone ed anche in chi lancia il secondo atto del progetto ?Un computer in ogni casa? ci appare come tale. E il passaggio tra l?essere e il non essere è sottile e viaggia attraverso cognizioni di causa. Si preferisce puntare maggiormente su progetti di facciata che dotano tutti di un computer, ma ci negano la possibilità di essere competitivi con i nostri connazionali per la mancanza di corsi seri di alfabetizzazione informatica, per l’assenza della banda larga. Nel frattempo, continueremo ad usare il nostro buon modem da 56kb ed assistere all?erogazione di altri superfondi per incentivare le reti wireless. Bisogna cambiare gradualmente la struttura per poter cambiare la sovrastruttura. E lo stesso bisogna fare in ambito politico. Via il marciume via gli affaristi: due e più scorie in ogni casa.

Io sono tra quelli che crede ancora in uno spiraglio di risveglio. Sono con quei cittadini di Rotondella e di tanti altri lucani – uomini, donne e bambini – che non hanno ancora perso la voglia di combattere, di pensare, di reagire ai sedativi politici, di alzare la testa, di difendere la nostra terra, di sostenere attivamente un?alternativa, anche al di là dell?appartenenza partitica. A pochi giorni dalle elezioni già decise ci resta solo la speranza.

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