Lo scrittore ferrandinese, corregionale di Sinisgalli, comunica attraverso una silenziosità che paradossalmente non tace ma in essa riesce a trasfondere tutto se stesso, abbandonandosi a toni malinconici e, nello stesso tempo, profondamente dolci.
Riaffiorano i ricordi e la mente va, rivivendo emozioni e sensazioni?

?Piccoli cimiteri lucani,
nascosti fra i monti
e nel verde delle valli,
io vi rivedo uno a uno,
e in questo fosco tramonto
che sale all?orizzonte
con un lungo singhiozzo,
io vi offro la tenue luce di un cero
e il mio pianto silenzioso
?.

I suoi versi si snodano lungo percorsi venati di semplicità ed autenticità. In ?Sotto il cielo del Sud? ed ancora ?Incontri alla sera? vi sono sentimenti puri, sinceri e profondi verso una persona enigmatica e misteriosa, una donna, Annamaria. Lo scrittore scrive una sorta di diario, un testamento spirituale al quale conferisce accenti di problematicità sin dall?inizio:

?Dimmi Annamaria, chi sei, un angelo o un demonio?
?qui, soltanto noi, seduti sull?arco amico del ponte?
non abbiamo bisogno di parole per comunicare
??

L?amore per la donna è forte, ne ama l?anima ed il corpo ma un?unica grande paura lo tormenta: il timore di perderla per sempre. Il tempo continua a scorrere inesorabilmente, il desiderio cresce ma un pensiero assillante si rende protagonista dei suoi giorni, la morte e un solo ed unico desiderio: lasciare questo mondo insieme alla donna amata, alla sua insostituibile compagna di vita.

?Annamaria
mi hai promesso che in un rosso tramonto d?estate,
darai insieme a me l?addio estremo al mondo
senza rimpianti
?

Il riferimento al colore rosso simboleggia un?emozione ed una passione che s?infiamma sempre più; l?accenno al tramonto forse non è tale, è l?alba di una vita che non s?interrompe ma continua in forme diverse. La poesia di Tilena s?inserisce in un filone nettamente crepuscolare; versi semplici carichi di rime e ritmi, ritualità e gestualità.Sono evidenti i richiami a Gozzano, poeta più rappresentativo del Crepuscolarismo ma anche primo poeta autentico del Novecento italiano.
Emerge un senso stanco e sfiduciato della vita dinanzi al quale non esistono più ideali né miti da celebrare, non si ha più fede in nulla, si rinuncia ad ogni impegno civile, politico e sociale.

Una differenza sostanziale separa i due scrittori: G. Gozzano, a differenza di Tilena ,vive l?esperienza crepuscolare con atteggiamento ambiguo, c?è un misto di partecipazione e distacco derivante dall?incapacità del poeta di aderire pienamente alla vita a causa della tisi che lo ha consumato lentamente. Il costante pensiero della morte gli rende man mano arido l?animo,incidendo negativamente sui rapporti intrapersonali ed interpersonali, principalmente l?amore.
Non dimentichiamo che la poesia crepuscolare nasce proprio dalla crisi della civiltà ottocentesca; non esistono più gli ideali romantici e l?incapacità di sostituirli genera un senso di aridità spirituale.

Come superare l?angoscia esistenziale se non legandosi alla semplicità e quotidianità delle piccole cose? Forte è il vagheggiamento di una vita modesta, provinciale, lontana dal frastuono della modernità. La poesia diventa straordinario mezzo di confessione,di analisi del proprio mondo interiore, ; non c?è alcun mito da celebrare se non la magicità di una terra amabile, la Lucania. Ancora irrompe il Sud, con la sua storia, le sue gioie, le certezze e i problemi.La poesia, in Tilena, diventa specchio di un?umile realtà quotidiana a cui dare non solo un taglio lirico-descrittivo ma anche rievocativo per conferire purezza ed armonia a forme ormai scomparse.

Da ricordare è il romanzo ?Via Veneto? nel quale l?autore insegue le diverse tappe della memoria con una vena nostalgica e malinconica; i personaggi sono diversi; contadini, artigiani, commercianti, giovani ragazzi arruolati nell?esercito e partiti per la guerra; tutti diversi,con una forte individualità, grandi principi, nobili ideali ma uguali dinanzi ad un dato di fatto incontrovertibile:la vita è dura e le illusioni rimangono tali. Per essere coerente con lo stile problematico del nostro scrittore, concludo l?articolo con una domanda: ? Ma è vero che i sogni muoiono all?alba??

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