Il parco archeologico

La unicità del caso di Venosa emerge dalle possibilità che questo centro offre avendo conservato una notevole parte dell’area urbanizzata nell’antichità priva di edilizia moderna; il comprensorio della SS. Trinità, ricco di testimonianze storiche, non ha subito il traumatico inserimento della città moderna ed offre dunque un esempio rarissimo di stratigrafia urbana antica e medioevale indistur-bata in un centro moderno. I modelli degli impianti abitativi verificabili nella zona della SS. Trinità si possono tradurre in chiave surreale con l’ausilio di documenti monumentali conservati a livello episodico e parziale negli isolati della città moderna; il rapporto tra gli spazi pubblici e privati nella stessa area-pilota può guidare l’analisi filologica del centro storico; la presenza di impianti speciali-stici (anfiteatro, terme) è indizio del livello di monumenti che non potevano essere assenti in un centro la cui immagine era di massimo rilievo nell’ideologia della whanitas antica.

Domus
Dall’ingresso sulla via basolata un breve corridoio immette nell’atrio con IMPLUVIUM o vasca al centro e pavimento a mosaico a motivi vegetali con tessere bianche e azzurre. Dei due vani laterali, forse aperti sulla strada, quello orientale conservava tracce dell’alloggiamento di grossi contenitori per derrate alimentari (DOLIA). Affacciano sull’atrio quattro stanze o CUBICULA , mentre sul lato di fondo si apre il vano principale, anch’esso mosaicato, da identificare con il TABLINUM fian-cheggiato dalle ALAE. Il settore orientale della casa, confinante con l’edificio termale, sembrerebbe destinato agli ambienti di servizio.

Terme
Dall’ingresso a sud-ovest si accede ad un confortevole ambiente probabilmente adibito a spogliatoio, al vano per i bagni freddi decorato con mosaico ad animali marini e provvisto di vasca semicircola-re. Un passaggio (oggi non più visibile) metteva in comunicazione con i vani riscaldati. Analogo si-stema era utilizzato nei due vani seguenti , rispettivamente un altro TEPIDARIUM o ambiente per la sauna (LACONICUM) e la stanza per i bagni caldi provvista di vasca in muratura. Il complesso comprendeva ambienti di servizio alle spalle del CALIDARIUM e un cortile porticato sul lato sud-ovest , forse palestra.

Complessi residenziali
Le strutture situate nell’isolato delimitato da due assi viari sono in gran parte relative ad edifici abi-tativi. Gli ambienti adiacenti alla strada meridionale, di difficile interpretazione, sembrerebbero adi-biti, almeno in parte, a funzione commerciale come TABERNAE. Sulla stessa via si affaccia una domus di grandi dimensioni, estesa fino al limite opposto dell’isolato. L’atrio, con pavimento a mo-saico, era provvisto di una vasca con cornice modanata (IMPLUVIUM) per la raccolta dell’acqua piovana. Ai lati si aprivano alcune stanze o CUBICULA, mentre sul fondo c’era la sala principale o TABLINUM; uno stretto corridoio immetteva in un cortile porticato o PERISTIYLIUM, messo in luce solo in parte, di cui si conservano tracce della pavimentazione e delle fondazioni di pilastri o colonne. Parte degli ambienti di fondo del portico erano aperti forse sulla strada adiacente (TA-BERNAE).
Complesso episcopale

In un’area già occupata da edilizia residenziale, di cui sono visibili alcuni resti murari e pavimentali sorse tra V e VI secolo la cattedrale di Venosa, comportando anche l’ammodernamento dell’asse stradale che definisce verso Ovest L’INSULA EPISCOPALIS. Il complesso che gli scavi hanno re-stituito si compone di due chiese, una visibile al disotto della chiesa della SS. Trinità, e l’altro sul suo fianco occidentale. Questo si configura in un edificio a terminazione trilobata con deambulato-rio esterno, contenente al centro una vasca battesimale esagonale, provvista di canale di deflusso, in passato interpretato come battistero.

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