Continua l’agitazione a Lagonegro per la temuta chiusura dell’ufficio dell’Acquedotto, in seguito al passaggio dalla società Acquedotto Pugliese S.p.a. alla società Acquedotto Lucano S.p.a. Sono sempre più insistenti le voci che l’ex sede di Acquedotto Pugliese verrebbe trasferita in un altro centro del lagonegrese. Sarebbe, in effetti, un altro brutto colpo per la comunità lagonegrese perdere altri uffici dopo quelli dell’A.S.L. Un brutto colpo per l’economia, per la dignità, per l’importanza strategica che da sempre ricopre la città di Monnalisa. Se da un lato, infatti, si ammette l’errore di aver puntato troppo sulla presenza istituzionale per far fronte alle gravi carenze occupazionali non incoraggiando troppo le realtà commerciali e imprenditoriali, dall’altro lato, invece, non si può non convincersi che l’attuale attività di smantellamento istituzionale va bloccata ad ogni costo. Per un obiettivo unico e senza colori partitici, ovvero, la sopravvivenza sociale.

Per affrontare la problematica relativa al mantenimento dell’ufficio lavori si è riunito nuovamente il Consiglio comunale, convocato dalla minoranza. AI termine della riunione l’intera assemblea ha deciso di far propria la richiesta del sindaco Francesco Costanza inviata al Presidente della Giunta regionale Filippo Bubbico affinché riceva in tempi brevi una delegazione del Consiglio comunale composta dallo stesso primo cittadino, dal Presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Basile e da altri 4 rappresentanti del Consiglio sia di maggioranza che di minoranza per trovare une soluzione che non penalizzi Lagonegro.

Inoltre, l’assemblea ha impegnato le forze politiche presenti in Consiglio, le associazioni di categoria e i sindacati a collaborare al fine di sensibilizzare i cittadini che entro la prossima settimana saranno convocati in un’apposita assemblea nella quale saranno discusse e organizzate eventuali altre forme di lotta e di protesta. Intanto si è avuta notizia, tramite il consigliere Antonio Carboni, che il Presidente dell’Aato, Prospero De Franchi, ha chiesto ad Acquedotto Lucano di conoscere le motivazioni dell’eventuale chiusura dell’ufficio lavori di Lagonegro.

E’ giusto ricordare come Acquedotto Lucano S.p.a. sia, dall’1 Maggio scorso, il gestore unico del servizio idrico integrato nei 131 comuni della Basilicata. Questo ha dato facoltà di sostituire la storica presenza di Acquedotto Pugliese, durata quasi 50 anni. L’accordo è stato sottoscritto il 30 Aprile a Matera, dal presidente di Acquedotto Lucano, Vincenzo Santochirico, dall’amministratore unico di Aqp, Francesco Divella, e dal presidente dell’Aato Basilicata, Prospero De Franchi.

L’accordo prevede anche che Acquedotto Lucano estenda l’erogazione dell’acqua potabile da 67 a 131 comuni, mentre l’attività di depurazione e fogna è svolta in via esclusa sin dal gennaio 2003. Ma i lavoratori? A tale proposito vi è un intesa sottoscritta tra Regione Basilicata, organizzazioni sindacali, Autorità territoriale ottimale e Acquedotto Lucano per l’inquadramento nella società idrica lucana del personale proveniente dall’Acquedotto Pugliese.

Intanto, Il Comune di Lagonegro ha chiesto sostegno proprio alle organizzazioni sindacali presenti sul territorio – le stesse non convocate all’elaborazione del bilancio previsionale 2004 – rilevando che “nella predetta struttura da molti decenni prestano servizio circa dieci unità di tecnici ed operatori con compiti di progettazione e di pronto intervento. Ad oggi, però, non è dato conoscere l’effettiva destinazione di questi Uffici, ragione per cui questa amministrazione recepisce le preoccupazioni del personale interessato e chiede un incontro urgente con codeste Organizzazioni sindacali per discutere dell’argomento”. Si attendono sviluppi.

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