Matera: dal 30 aprile al 12 maggio 2004

Cinema – Comunale
Piazza Vittorio Veneto
Tel:0835/334116 La Passione di Cristo
Orario spettacoli:
16.30 ? 19.00 ? 21.30
Prezzo biglietto: euro 5.50

Cinema ? Duni
Via Roma 58
Tel:0835/331812
Kill Bill: Volume 2
Orario spettacoli:
17.30 ? 19.50 ? 22.10
Prezzo biglietto: euro 5.50

Cinema ? Kennedy
Via Cappuccini 21
Tel:0835/310016
Scooby Doo2 ? Mostri scatenati
Orario spettacoli:
16.30 ? 18.00
Prezzo biglietto: euro 5.50

A/R Andata + Ritorno
Orario spettacoli:
19.30 ? 21.30
Prezzo biglietto: euro 5.50

 


Potenza fino all’11 maggio

 

Cinema ? Due Torri
Via Due Torri 5
Tel:097121960
La Casa dei Fantasmi
Orario spettacoli: 18.00
Prezzo biglietto : feriale euro 5.50 ? festivo e prefestivo euro 6.50 – ridotto:4.50

Il Siero della Vanità
Orario spettacoli: 20.00 ? 22.00
Prezzo biglietto: ——

Cinema – Principe Di Piemonte
Per informazioni rivolgersi allo stesso numero indicato per il cinema ?Le due torri?
Kill Bill: volume 2
Orario spettacoli: 19.30 ? 21.30
Prezzo biglietto: ——

 


Lagonegro (PZ): Fino al 12 maggio

 

Cinema ? Nuovo cinema IRIS
Via Napoli 27
Tel:0973/41410
Che ne sarà di noi
Orario spettacoli: 17.00 ? 19.15 ? 21.30
Prezzo biglietto: euro 4.50

 

 

LE RECENSIONI


La Passione di Cristo – The Passion of the Christ

 

lapassionedicristo.jpgMolti lo hanno considerato una provocazione, altri ancora un ottimo prodotto cinematografico , carico di simbologia, una simbologia non spicciola ma perfettamente coerente con il testo da cui è tratto. La passione di Cristo uscito nelle sale in Italia dal 07 aprile è il film del regista attore americano Mel Gibson. Il regista non lo considera solo un film ma il progetto più importante della sua vita. Ispirato liberamente ai Vangeli, racconta le ultime 12 ore della vita di Gesù Cristo nonché Messia per la religione Cristiana. Molte scene sono girate nel suggestivo paesaggio dei Sassi di Matera. Il film e’ parlato in latino antico, aramaico e greco. La Scelta dell?aramaico ha commosso soprattutto i siriani , ultimi a parlarlo. Fondamentale è sua somiglianza con l?arabo. Quando hanno torturato, Gesù Cristo quest?ultimo alza gli occhi al cielo per invocare << il suo Dio>>, dice <> e il pubblico a Bagdad sobbalza perché sono praticamente le stesse parole della perpetua invocazione islamica.

La passione di Gibson si è dimostrato un importante evento mediatico in grado di identificare per una sola volta se pure in forma illusoria popoli, con culture e tradizioni diverse. Oltre alla lingua che è sicuramente uno dei primi elementi che ha consentito agli islamici di proiettare le scene della loro storia religiosa c?è un?altra ragione di identificazione che è di carattere politico .La similitudine è evidente per chi la voglia leggere . C?è una terra d?oriente. Su quella terra comanda un impero che si è affermato grazie alla superiorità militare. L?impero tuttavia modella proprie scelte sul volere di una casta religiosa e per soddisfarla garantendone la sicurezza, decreta il martirio di un innocente portatore di verità rivelata. La madre del martire è una donna che soffre ma sa contenere il proprio dolore perché conosce la grandezza del sacrificio del figlio. Quale sia stata l?interpretazione in chiave moderna di Arafat e di molti altri è scontato. Ma neppure questo basta a spiegare la passione araba per la ?Passione? .

Regia: Mel Gibson
Interpreti:James Caviezel, Monica Bellucci, Claudia Gerini, Maia Morgenstern, Sergio Rubini, Toni Bertorelli, Roberto Bestazzoni, Francesco Cabras, Rosalinda Celentano, Emilio De Marchi, Luca Lionello, Hristo Shopov
Anno: 2004
Origine: Italia/USA
Durata: 127?
Genere: Drammatico

 


Kill Bill: volume 2

 

killbillvolume2.jpgGli piace giocare con i contrasti, gli piace raccontare le storie con dicomie, contrasti effetti di stile che sono comprensibili quando dopo aver visto il primo volume di Kill Bill si vede il secondo volume. I temi cambiamo, il gioco delle prospettive è identico: se nel primo volume il tema portante era la Morte, nel secondo abbiamo la Vita; dove c’era solo Vendetta, ora abbiamo anche l’Amore. E proprio a sottolineare il forte contrasto tra questi elementi che lega indissolubilmente le due parti, il finale del Vol. 1, grazie anche ad un’efficace colonna sonora e alla rivelazione finale riguardante la figlia creduta morta, dopo un’esplosione di violenza surreale e fortemente ironica lasciava spazio ad una velo di malinconia nella scena dell’aereo, in cui la protagonista componeva la sua “Death Five List” e noi rivivevamo per un breve attimo quello che sarebbe dovuto essere l’ultimo incontro tra la Sposa e Bill. Il secondo volume espande quell’attimo e ci mostra con un misto di dolcezza, crudeltà e ironia i tragici avvenimenti della Two Pines Wedding Chapel. Ci viene così finalmente mostrato il volto di Bill, veniamo a conoscenza dei primi dettagli relativi al rapporto tra Black Mamba e il suo maestro: un rapporto che va ben oltre il semplice odio e il desiderio di vendetta.

L?Amore poc?anzi accennato è l?amore della Sposa per la bambina, che ci viene mostrato in tutta la parte finale del film attraverso dei deliziosi ma ironici quadretti familiari e un flashback che ci svela finalmente tutti i retroscena di questa ?sanguinosa storia?. Ma per arrivare alla felice conclusione si deve passare attraverso gli ultimi due scagnozzi, ovvero il decaduto ma ancora letale Budd e la furiosa Elle Driver, oltre allo stesso Bill. La scelta di Tarantino per questo film è quella di immergerci sempre in prima persona nella narrazione: l?utilizzo di split screen, fotografia a tratti sgranata, a tratti in bianco e nero, cambi di formato, flashback e perfino un intero minuto con schermo completamente nero va di pari passo a scene con una regia molto più convenzionale e al servizio dei personaggi e della storia, ma comunque mai banale, grazie anche ad un montaggio superbo e ad una fotografia estremamente variegata e sempre ad altissimo livello.

Regia: Quentin Tarantino
Interpreti:Uma Thurman, David Carradine, Sonny Chiba, Vivica A. Fox, Daryl Hannah, Samuel L. Jackson, Caitlin Keats, Chiaki Kuriyama, Chia Hui Liu, Lucy Liu, Michael Madsen, Quentin Tarantino, Venessia Valentino
Anno: 2004
Origine: USA
Durata: 132?
Genere: Azione
Distribuzione: Buena Vista

 


Che ne sarà di noi

chenesaradinoi.jpgFaccio una piccola previsione su quali saranno le vostre impressioni dopo la visione del film. Non si tratta di stregoneria ma è normale prevedere i toni identificatori che vi apparterranno dopo che avrete visto questa storia. Riconosciamo che Silvio Muccino & Co., con la loro freschezza e naturalità e con una splendida recitazione, riescono a renderci partecipi delle loro sofferenze e a trasmetterci quella pulsione vitale e quella voglia di sperimentare che, seppure latente, scorre nelle loro vene.
Il nostro protagonista vuole andare proprio nell?isola di Santorini, solo ed esclusivamente perché è il luogo di villeggiatura di Carmen (Violante Placido), la ragazza di cui è innamorato. Tuttavia, il viaggio per mare, in cui pare non si scorga mai la terra di approdo, e l?isola, si rivelano metaforicamente come un tesoro di scoperte: le esperienze dei tre amici si tramutano in una riflessione esistenziale sulla loro condizione, senza per questo che il regista cada nel moralismo e nella banalizzazione che spesso trasudano dai film cosiddetti ?adolescenziali?: e così Paolo (Giuseppe Sanfelice) supera le proprie incertezze, Manuel sembra voler riallacciare il rapporto con la madre e Matteo torna in Italia senza la sua cara Carmen.

Non sappiamo come finirà la storia dei tre, e forse è proprio questo il suggerimento del regista: come fa a finire qualcosa se la nostra vita non è altro che un insieme di tappe? E anche se una di queste sembra esser definitiva, prima o poi cambiamo noi, o cambiano gli altri, e tutto intorno a noi muta ancora in maniera inaspettata. Non sapremo mai i risvolti del viaggio in Turchia di Paolo, né tantomeno se Manuel riuscirà a recuperare il rapporto con la madre; sulla nave di ritorno Matteo non sa se Carmen sarà in grado di amarlo, però è cosciente del fatto che non può più guardare indietro: il suo passo l?ha già fatto, ora è la ragazza che dovrà raggiungerlo e, forse insieme o forse no, potranno proseguire il cammino della vita verso quella terra sconosciuta chiamata destino. L?unico nostro compito è andargli incontro seguendo una direzione, proprio come fanno le navi.

Ultima scena. Matteo è radioso, lo sg guarda lontano, non si sa dove: e cosa potrebbe esser meglio di un fiero sorriso per uno spettatore che si aspettava un classico happy end e che si trova invece faccia a faccia con un finale senza fine?
Ma forse l?happy end è proprio questo, la gioia di vivere superando le paure e l?angoscia, impazienti di arrivare nell?isola che non si vede per salpare ancora un infinito numero di volte e viaggiare di nuovo? svegliandosi poi a trent?anni per scoprire ?che ne sarà di noi?…

Regia: Giovanni Veronesi
Interpreti: Silvio Muccino, Violante Placido, Giuseppe Sanfelice, Elio Germano, Valeria Solarino, Enrico Silvestrin, Katy Luoise Sanders, Myriam Catania
Anno: 2003
Origine: Italia
Durata: 100?
Genere: commedia
Distribuzione: Filmauro

 

 


La Casa dei Fantasmi

lacasadeifantasmi.jpgÈ proprio vero che non bisogna fidarsi degli annunci sui giornali: da un?offerta di lavoro come maggiordomo in una vecchia casa, ci si ritrova improvvisati acchiappafantasmi, assoldati dalla matrona della magione col compito di ripulire tutte le stanze dalle minacce del malefico Atticus Thorn.
Così, armato di una lampada scaccia spiriti, Zeke si dovrà avventurare per l?enorme castello a caccia di spettri, nel tentativo di farli tornare pacifici come lo erano un tempo, prima che Atticus Thorn cancellasse loro la memoria. La Casa dei Fantasmi ricorda molto da vicino Luigi?s Mansion e Grabbed by the Ghoulies, sia per quanto riguarda il tema – la casa infestata dai fantasmi – sia in termini di gameplay. Come il titolo di lancio GameCube, il protagonista usa un oggetto (una lampada) in grado di annientare i fantasmi e, alla stregua del sottovalutato Grabbed by the Ghoulies, dovrà ripulire interamente una stanza prima di passare a quella successiva.

La Casa dei Fantasmi sviluppa il proprio gameplay in due fasi fondamentali che ruotano attorno alla ricerca dell?interruttore che accende le luci nella stanza in cui ci si trova. Al buio, infatti, Zeke dovrà scacciare i fantasmi con l?uso della lampada e, una volta accesa la luce, dovrà invece assorbirne lo spirito. Il gameplay è semplice, ma i puzzle da risolvere per superare le varie stanze rendono il gioco interessante e avvincente. La Casa dei Fantasmi non raggiunge certo la brillantezza di design del titolo Rare o il divertimento di alcune situazioni provate in Luigi?s Mansion, ma riesce comunque a rendere una buona atmosfera e causare qualche salto dalla sedia. Non mancano inoltre idee bizzarre in sintonia con la fantasiosa ambientazione, come passaggi segreti all?interno di quadri, o libri che volano costruendo progressivamente un sentiero verso le piattaforme più alte.

Ispirato all?omonima attrazione Disneyana, La Casa dei Fantasmi si dilunga forse troppo nelle spiegazioni degli obiettivi e nella narrazione della blanda storia, che ben presto inducono il giocatore a premere il tasto per saltarle pur di passare all?azione. Complessivamente, la realizzazione tecnica è sufficientemente elaborata, un po? avara in quanto a poligoni, ma funzionale e, soprattutto, sorretta da un motore grafico inchiodato a 60fps. Fantasmatiche musiche si fanno sentire di tanto in tanto, in un gioco in cui regna il silenzio interrotto dai tipici crepitii spettrali e dai fantasmi che chiacchierano con voci italiane di buona fattura.

 

Regia: Rob Minkoff
Interpreti: Eddie Murphy, Terence Stamp, Jennifer Tilly, Nathaniel Parker, Marsha Thomason
Anno: 2003
Origine: Italia
Durata: 100?
Genere: commedia/horror
Distribuzione: Buena Vista


Il Siero della vanità

 

ilsierodellavanita.jpgEssere o apparire? Questo amletico quesito, sempre più imperante in una società che considera privo di valore chiunque non sia stato almeno una volta in televisione o sulle pagine di un qualsiasi giornale, viene esasperato nella nuova pellicola del regista di Almost blue. Dopo una missione finita con la morte di un giovane collega, la poliziotta Lucia Allasco (Margherita Buy – L’amore ritorna) si dedica ad analizzare le foto dei teppisti che ogni domenica devastano lo stadio. Quando però una serie di personaggi più o meno famosi inizia a sparire misteriosamente, viene richiamata in servizio. Pur con riluttanza, Lucia saprà individuare la pista giusta, che a partire da un noto talk show, condotto dalla spregiudicata e arrivista Sonia Norton (Francesca Neri – Per Sempre) si addentra nei bassifondi di una Roma buia e fatiscente. Affiancata da Franco Berardi (Valerio Mastandrea – Velocità massima) suo vecchio compagno di squadra, la donna si riprenderà la giusta rivincita, non solo nei confronti di tutti coloro che non credevano più nelle sue capacità, ma anche e soprattutto nei confronti della vita che l’aveva ingiustamente punita.

Tratto da un soggetto di Niccolò Ammaniti, Il siero della vanità non mantiene le promesse che lascia intravedere nei primi fotogrammi. Tutta la suspense svanisce nel giro di qualche minuto e ben presto ci si ritrova davanti agli occhi un prodotto sciapo, poco emozionante e addirittura avvilente. L’idea di un Maurizio Costanzo show al femminile non regge, così come non regge la parrucca bionda che fa di Francesca Neri una Raffaella Carrà “de noantri”. Deprimente il “toro scorreggione” e da dimenticare il mago schizofrenico con la mania dei lucchetti. Leitmotiv della pellicola è questo voler indagare sulla vita di personaggi che avrebbero dovuto sfondare nel mondo dello spettacolo e che non ce l’hanno fatta o ci sono riusciti solo in parte. Da questo punto di vista, potremmo quasi dire che essa si avvicina molto ai tanti reality show che la televisione ci sta propinando in questo momento, in cui vecchie glorie di un recente passato mediatico ritornano a farsi vive su isole famose, case maya o fattorie catapultate indietro nel tempo.

Passando alle prove di recitazione possiamo dire che mentre Valerio Mastandrea nonostante il suo nuovo baldpate look non ha abbandonato totalmente il ruolo di quello sempre pronto a fare battute, la Neri si è perfettamente calata nei panni della giornalista cinica e pronta a tutto pur di avere uno scoop. La migliore resta però Margherita Buy la quale, purtroppo, nonostante si sforzi di zoppicare e di tirare fuori tutta la sua professionalità, non riesce a risollevare le sorti di questo film, fra i più inutili della cinematografia italiana.

Regia: Alex Infascelli
Interpreti: Margherita Buy, Francesca Neri, Barbara Bobulova, Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Ninni Bruschetta, Maddalena Maggi
Anno: 2004
Origine: Italia
Durata: 91?
Genere: Commedia
Distribuzione: 01 DISTRIBUTION

 


SCOOBY DOO 2 – MOSTRI SCATENATI: Scooby Doo 2: Monsters Unleashed

scoobydoo2.jpgMentre la Misteri e Affini continua a risolvere con successo molti casi, la sua popolarità viene seriamente compromessa quando delle spaventose creature cominciano a terrorizzare la città di Coolswille. I più spaventati sono Shaggy e Scooby, maldestri al punto da favorire inavvertitamente l?invasione della città da parte di una moltitudine di mostri.

 


Regia: Raja Gosnell
Interpreti:Freddie Prinze Jr., Sarah Michelle Gellar, Matthew Lillard, Linda Cardellini, Seth Green, Peter
Boyle, Tim Blake Nelson, Neil Fanning, Pat O’Brien
Anno: 2004
Origine: USA
Durata: 91?
Genere: Commedia
Distribuzione: Warner Bros

 


A/R – Andata + Ritorno

andataritorno.jpgE? ormai luogo comune l?importanza che viene ad assumere la seconda opera di un artista. Sia esso musicista o regista. Ovviamente, nel caso in cui l?opera d?esordio abbia avuto una buona risposta da parte di critica e pubblico, l?autore deve in qualche modo dimostrare quanto sia in grado di produrre un nuovo lavoro che sia al tempo stesso valido quanto il primo, ma anche sufficientemente distante da esso, così da dimostrare la voglia di non rimanere ancorato al successo dell?opera precedente e di proseguire il proprio iter artistico, cercando di evolvere una personale poetica di opera in opera.

Questo discorso vale ovviamente anche per il torinese Marco Ponti, giunto al secondo lungometraggio dopo aver esordito qualche anno fa con ?Santa Maradona?, che certo non è da considerarsi un capolavoro in senso stretto, ma che ha comunque costituito una buona prova per un regista esordiente nel panorama della commedia italiana. ?Santa Maradona? voleva essere lo spaccato della vita quotidiana di alcuni giovani alle prese con il passaggio all?età adulta, con tutto ciò che ne consegue: lavoro, amori, aspettative per il futuro. ?A/R? prende le mosse proprio da lì -dalla stessa stanza in cui avevamo lasciato De Rienzo ed Accorsi alla fine del precedente lavoro – narrando la storia di Dante, giovane pony express in bicicletta, ovviamente senza soldi e senza grandi prospettive per il futuro. Parallelamente è narrata la storia di Nina, hostess spagnola che capita per caso a Torino durante uno dei più maestosi scioperi della storia d?Italia.

Tutto sembra ricondurre alla semplice commedia italiana moderna, ma ancora una volta Ponti (come già era successo per ?Santa Maradona?) riesce a narrare le vicende dei propri personaggi inscrivendoli in un microcosmo particolarissimo, grottesco, esagerato, affollato di piccoli personaggi positivi anche nella loro evidente negatività (i migliori amici di Dante si scoprono essere persone abbastanza ?particolari?), esempi di un?umanità variegata, multiforme, quasi estensione del luogo in cui vengono a vivere. Infatti quasi tutto il film è girato a Torino (a parte qualche scena in terra spagnola) ed in particolare a Porta Palazzo e zone limitrofe, a dimostrazione di quanto il quartiere maggiormente multietnico della città rappresenti da vicino la particolarità dei personaggi e il loro senso di diversità.

Tra le cose migliori del film, comunque, c?è da segnalare il sapiente uso della fotografia a cura di Marcello Montarsi (secondo il regista, utilizzata in modo da valorizzare chiaroscuri e profondità, sul modello de ?Salvate il soldato Ryan?), la regia di Ponti, che compie un passo avanti rispetto al lavoro precedente e l?interpretazione di De Rienzo, sempre più talento comico, anche se un po? più contenuto rispetto al personaggio di Bart (?Santa Maradona?). In definitiva un buon film, che, pur perdendo un po? della vitalità follemente anarchica del precedente, è realizzato da uno dei giovani registi italiani più promettenti.
Regia: Marco Ponti
Interpreti:Libero De Rienzo, Vanessa Incontrada, Remo Girone, Ugo Conti, Kabir Bedi, Giovanni Carretta Pontone
Anno: 2004
Origine: Italia
Durata: 86?
Genere: Commedia
Distribuzione: 01 Distribution

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