Rionero in Vulture è una vivace e pittoresca cittadina situata su due collinette a sud-est del Vulture, antico vulcano spento, che fa da sfondo al suo panorama. Il paese è posizionato a 622 metri sul livello del mare, gli abitanti, divisi tra il centro abitato e le frazioni di Monticchio Bagni e Monticchio Sgarroni, sono circa 14.000.

Le sue origini sono incerte: il rinvenimento nel territorio, di vasi, utensili, tombe, oggetti preziosi e di una villa ed un acquedotto romano fa supporre l?esistenza di un ?pagus? dell?antica Venusia. Le prime notizie storiche sicure sono presenti in uno scritto del 1152, di mons. Alberto Mercanti; in quell?anno il feudo chiamato Santa Maria di Rivo Nigro apparteneva al vescovo di Rapolla. Nel 1330 il luogo venne completamente abbandonato a causa delle agevolazioni fiscali e delle immunità accordate da Giovanni d?Angiò, conte di Gravina, per la costruzione di Atella.

Nel 1533 il paese si ripopolò grazie all?insediamento di contadini albanesi provenienti da Melfi, che introdussero il rito greco ortodosso, abolito soltanto nel 1627. Quasi distrutto dal terremoto del 1694, l?abitato venne ricostruito dai Caracciolo, principi di Torella, proprietari del feudo di Atella cui Rionero apparteneva. Grazie anche al disboscamento delle pendici del Vulture e alla coltivazione dei nuovi terreni la popolazione aumentò dai 500 abitanti della fine del ?600 ai 3.000 del 1735, fino ai 9.000 del 1752, diventando così uno dei paesi più importanti del Vulture.
Tra il 1740 ed il 1800 vennero costruiti eleganti palazzi signorili appartenenti alle famiglie Corona, Granata, Rotondo, Giannattasio, Catenacci, Fortunato e Catena. Nel 1799, Rionero partecipò attivamente ai moti repubblicani. Nel 1811, per decreto di Gioacchino Murat, il paese divenne comune autonomo.

Tra i personaggi celebri nativi di Rionero vi è il leggendario brigante Carmine Donatelli detto Crocco che nel 1860 organizzo in città una delle sue bande. Altri rioneresi illustri furono invece protagonisti nel campo politico- storico e sociale come Michele Granata, morto per la Repubblica Partenopea, Raffaele Ciasca, studioso e politico, e Giustino Fortunato, scrittore e parlamentare, noto meridionalista. Portano il suo nome oltre al già citato palazzo, oggi sede della biblioteca comunale, anche la piazza centrale del paese.

Una pagina triste nella storia di Rionero è costituita dalla rappresaglia nazi-fascista del 1943 in cui 16 rioneresi furono trucidati dai tedeschi in ritirata. Una stele eretta sul luogo dell?eccidio ne tramanda la memoria. Negli ultimi anni la città si è enormemente ampliata occupando interamente le due colline e la vallata che le unisce. La fertilità dei terreni e la loro favorevole esposizione, hanno consentito lo sviluppo della viticoltura e dei castagneti da frutto. Il prodotto più celebre di Rionero è il rinomato Aglianico del Vulture vino rosso doc. Rilevante anche la presenza degli oliveti che forniscono un olio di alta qualità dovuta alla natura vulcanica del terreno, e alla circolazione d?acque sotterranee.

Queste ultime sgorgano in sorgenti di acque minerali che alimentano stabilimenti d?imbottigliamento. Alla periferia della città sulla strada per Barile si trova la chiesa di S. Antonio Abate, eretta dai benedettini dell?abbazia di S. Michele. Qui, il 1° aprile 1502 avvenne il famoso incontro fra Ludovico d?Armagnac e Gonzalo Fernandez de Cordoba, comandanti degli eserciti di Francia e Spagna, per la spartizione del regno di Napoli. All?interno della chiesa di impianto gotico sono conservate tele del settecento di scuola napoletana tra cui un quadro raffigurante una ?Adultera?, opera di un pittore pugliese.

Tra le altre chiese va menzionata la chiesa madre o di S. Marco Evangelista, del ?600 ma trasformata in pianta a croce latina su tre navate nel 1763. L?edificio sacro conserva intagli lignei settecenteschi ed altari in marmo policromi. In sagrestia è custodita una tela del secolo XVI, raffigurante la Madonna col Bambino. Interessante la facciata barocca. Sono molto gradevoli anche le facciate di altre chiese: quella del Sacro Cuore (1796), di S. Nicola (1769) e dei Morti, di antichissima fondazione (sorge infatti nel rione che corrisponde al primo insediamento di Rionero), ma ampliata nel ?700-?800. Nei dintorni meritano una visita i Laghi di Monticchio, una delle più importanti stazioni turistiche lucane.

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