Il Museo della Siritide è collocato all?interno di un parco archeologico e esplica, attraverso il materiale recuperato, le varie fasi della presenza umana nella zona, dal neolitico fino alla romanizzazione delle colonie greche.
Fondato nel 1969, il museo raccoglie materiale archeologico quale vasellame e oreficeria di epoca preistorica e classica provenienti dagli scavi di Siris, caratteristica colonia ionica, di Heraklea, colonia di Taranto e Thourioi, e delle necropoli lucane dei numerosi santuari del territorio.
Particolarmente ricco è il materiale relativo al Santuario di Demetra, consistente principalmente in statuette votive raffiguranti Demetra e Kore (divinità della fertilità), laminette di bronzo con dedica alla siffatta dea e vasetti votivi.

Inoltre tale esposizione fornisce un completo percorso di tipo cronologico attraverso tutti i particolari periodi storici che l?area ha vissuto. Giusto spazio viene dato anche alle testimonianze indigene lucane, con una sezione in grado di illustrare eloquentemente con andamento diacronico lo sviluppo di queste culture. Recentemente è stata attivata, in un’ala del museo, una sezione dedicata agli sport ed ai giochi nella Basilicata antica.

Il percorso può essere definito in quattro sezioni principali:
1) La prima è dedicata ai periodi preistorici ed presenta reperti antichi consistenti in rinvenimenti di ceramiche impresse e dipinte a fasce rosse, rivenute presso la zona delle grotte di Latronico e limitrofi risalenti al VI-III millennio a.C. L?età del Bronzo è ben rappresentata con il corredo della tomba megalitica di Tursi raffigurata da un?olla con anse a bottoni e motivi geometrici, pugnale in rame appartenente probabilmente ad un capoclan e soprattutto con la testimonianza di rapporti con i micenei attorno al tardo Bronzo provata da ce-ramiche micenee importate e di produzione locale.

2) La seconda sezione illustra la presenza greca nell?area attestata dalla fondazione di Siris nel VII sec; testimonianze di questo periodo sono rappresentate dai reperti del tempio arcaico e dalle vicine necropoli, in grado di dimostrare una so-stanziosa presenza indigena insieme a quella greca.

3) La terza sezione di tale rassegna culturale è dedicata alla fondazione della nuova colonia magnogreca di Heraclea, sorta sulle ceneri di Siris, dove vengono mostrati i vari aspetti della vita della città dalla sua fondazione, alla sua romanizzazione avvenuta nel III sec. a.C. La produzione di ce-ramica è sempre fiorente e ciò è palesato dalle notevoli quantità di materiale rinvenuto: statuette e pinakes votive da modelli lisippici o prassitelici, maschere teatrali ed altro.

4) L?ultima sezione è riservata alle necropoli magnogreche e all?esposizione di materiale molto prezioso. Crateri, hydriai e pelikai vengono usati per i riti a incinerazione, mentre altro vasellame viene deposto per le inumazioni. Le popolazioni indigene degli Enotri sono ben documentate dai corredi delle necropoli di Anglona, Chiaromonte, Tursi consistenti in fibule, vasi con decorazione a tenda, parures femminili bronzee contraddistinte da armille a spirale, pendagli a xilofono e cinture a nastro con falere ed anelli multipli; corredi maschili composti da spade, pugnali, punte di lancia e rasoi. Di cultura lucana, fortemente ellenizzata, è il materiale dal santuario di Eracle a Serra Lustrante del IV sec. inerente a frammenti di statua di Ercole, antefisse a testa di sileno o di gorgone, strigile bronzeo.

Competenza:
Soprintendenza Archeologica della Basilicata

Locazione:
Via Colombo, 8
Policoro (Mt)

Orario d’Apertura:
09.00-19.00

Contatti:
0835/972154

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