?Nella Vita, come in uno Stato o in una Professione, vi sono delle priorità; venir meno ad esse vuol dire arrendersi all?irresponsabilità e creare serie problematiche che vanno al di là dei semplici inconvenienti burocratici e/o economici. Ciò può denigrare, nel modo più grave, il valore assoluto e indiscutibile del dovere. Questo comporta un irreversibile degenerare delle regole la cui elusione sovverte il lavoro e i diritti di tutti quelli che vengono colpiti direttamente o indirettamente da una così seria mancanza, la quale può alterare anche il significato della moralità, derogandolo ad un semplice proforma dall?importanza irrilevante?.

Breve Cronistoria della vicenda
Con le parole appena lette, qualche anno fa, diedi inizio ad un?inchiesta sull?annosa questione delle mense scolastiche nella Valle del Noce e non ultimo un articolo di approfondimento proprio dal comune di Rivello (Pz), che unico tra gli altri paesi del Lagonegrese, decise di affidare il servizio mensa ad una società locale: la Cooperativa ?Prima Idea?. Questo passaggio avvenne subito dopo la sfortunata esperienza della ?Cooperativa Ecologica? di Lagonegro che – tra la bassa qualità dei pasti offerta e le continue lamentele dei genitori – fu costretta ad abbandonare la scena. E fin qui tutto bene. In brevissimo tempo, la cooperativa rivellese riuscì ad alzare il livello del servizio, ma in compenso arrivarono i primi grattacapi dal fronte stipendi. Si contavano all?epoca 4-5 mensilità non pagate dall?Amministrazione comunale. Raggiunto il Sindaco, Antonio Manfredelli, proprio in quei giorni, ci rassicurò sui disguidi arrecati e la ?crisi? rientrò presto, ristabilendo il giusto equilibrio. Si sono susseguiti quasi due anni di silenzio?

Fino a quando?
Si è aperta una nuova crepa all?interno dell?Amministrazione. E? dallo scorso novembre che, nuovamente, i dieci dipendenti delle mense non ricevono la loro regolare retribuzione mensile. Qualche giorno fa, comunque, è stato pagato il mese di dicembre?ma siamo a fine marzo! Consolazione magra e amara per i lavoratori considerate le spese e la mole di lavoro. Non si può parlare di una vera e propria ?vertenza?, ma le proteste ci sono e cavalcano la strada della civiltà. Una pesante ?spada di Damocle? pende su un?amministrazione che dice di essere di centro-sinistra, ma nei fatti, si comporta con opposte tendenze. E? sconsolante dover far cronaca politica di questo tipo quando in passato ben tre legislature ?buie? si sono susseguite; e alle Amministrative di giugno le medesime condizioni potrebbero riproporsi, certo non per merito dell?ingombrante passato ma per la sfiducia nei confronti dell?indifferente presente.

Il pesante debito nei confronti dei lavoratori ? onesti, stufi ed ?incazzati? – rischia di far peggiorare la qualità del servizio mensa e fa supporre che le casse comunali siano quasi all?asciutto. I dubbi aumentano se proviamo a fare un brevissimo calcolo: per le fasce più basse di reddito (?livello economico nel quale ricade la maggiorparte delle famiglie del paese?) un abbonamento-mensa mensile costa 30,00 ?. A conti fatti il Comune incassa in un anno una bella somma. E allora? Perché ci sono stipendi arretrati? Perché si protrae questa condizione spiacevole? Perché non si giustificano queste mancanze? Dove sono i soldi? Forse, impiegati per qualche altra cosa?

Non solo. A rivendicare i pagamenti sono anche alcune imprese impegnate nella ricostruzione, che hanno bisogno di liquidi per poter acquistare il materiale necessario allo svolgimento del loro regolare lavoro. Non dimentichiamoci che per loro ci sono i figli da crescere, l?imposta Ici, l?acqua, la luce?

Da più fronti si pretende finalmente chiarezza. Senza girare più intorno al problema. Provate ad immaginare se le imprese decidano di abbandonare il posto di lavoro e lo stesso farebbero quelli di ?Prima Idea?. La crisi comunale assumerebbe connotati ben più drammatici di quelli attuali; sarebbe certo più accesa ed evidente, ed anche chi non vuol capire, capirà. Troppi errori si sono fatti finora: il percorso della parabola discendente dell?economia a Rivello è stata accelerata, si è persa l?opportunità di far parte di un Parco e sperare – con un?ottima gestione – in uno sviluppo alternativo. Ma, purtroppo, il problema dalle mie parti è proprio di natura gestionale, e quindi lascio a Voi tutte le valutazioni del caso. E l?occupazione? E il turismo? E l?incentivo alla cultura? E bla bla bla, bla bla bla?

E? successo raramente, ma in alcuni casi certe amministrazioni, certi sindaci, certi dipendenti comunali hanno rinunciato ai loro stipendi e ai loro gettoni di presenza per far rientrare le emergenze! Cari Sindaco e Assessori, Vi consiglio di abbellire la campagna elettorale dando risposte serie e concrete. Non avete altre soluzioni.

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