Herakhleia, colonia greca: dal Neolitico alla Romanizzazione. Questo è l?arco di tempo tracciato dal materiale ritrovato ed esposto presso il Museo Nazionale della Siritide. La struttura, inaugurata verso la fine degli anni Sessanta, conserva oggetti di inestimabile valore storico e di particolarità. Il percorso rappresentato è delineato su un valore cronologico e stila sapientemente lo sviluppo delle culture lucane ed enotrie. Tutto sulla falsa riga di un percorso preciso, scandito in cinque principali passaggi:

1) Periodo Preistorico
2) La presenza greca
3) La fondazione di Heraclea
4) Le necropoli magno-greche
5) Le culture enotrie e lucane

Periodo Preistorico
Qui l?età del Bronzo è pienamente rappresentata per mezzo del corredo della tomba megalitica di Tursi (Mt), appartenente presumibilmente ad un capoclan. Luce viene fatta anche con testimonianze sui rapporti con i Micenei a cavallo del 1200 a.C. Il progressivo sviluppo delle popolazioni interne porterà alla formazione delle culture enotrio-italiche, che verranno riprese nell?ultima sezione del museo.

La presenza greca
Siamo intorno al VII secolo a.C. e viene illustrata la fondazione di Siris. Le testimonianze di questo periodo sono rappresentate dai reperti del tempio arcaico e dalle vicine necropoli, che dimostrano la presenza indigena insieme a quella greca locale o di importazione. Abbiamo statuette votive di figure femminili sedute di tipo dedalico, deinos con cavalli affrontati dai santuari ed elmi di tipo corinzio.

La fondazione di Heraclea
Sulle ceneri di Siris, distrutta nel VI sec, sorse la colonia magno-greca di Heraclea. Vengono mostrati i vari aspetti della vita della città dalla sua fondazione alla sua romanizzazione, avvenuta nel III sec. a.C. La testimonianza maggiora si fonda sulla sempre più fiorente produzione di ceramica la produzione di ceramica: statuette, maschere teatrali, una matrice a rullo per decorare a stampo i contenitori dei cortili delle case ellenistiche, interessanti discariche di fornaci con resti di vasellame deformato e matrici, mentre i santuari di Demetra e di Dioniso restituiscono grandi quantità di statuette votive, laminette bronzee, monete magnogreche e romane. In età romana la testimonianza dei rivolgimenti sociali del I sec. a.C. è data da importanti ritrovamenti di gioielli.

Le necropoli magno-greche
E? qui esposto materiale molto prezioso: resti di riti a incinerazione, vasellame deposto per le inumazioni. Fra la grande varietà di materiale, spicca la tomba di Policoro, risalente al 400 a.C., ricca di vasi a figure rosse opera di pittori italioti.

Le culture enotrie e lucane
Sono riprese le testimonianze delle culture enotrie e lucane della Val d?Agri e dell?area del Sinni. Le popolazioni indigene degli Enotri sono ben documentate dai corredi delle necropoli di Anglona, Chiaromonte, Tursi. Di cultura lucana, fortemente ellenizzata, è invece il materiale dal santuario di Eracle a Serra Lustrante del IV sec. e i vasi a figure rosse di derivazione greca usati nei corredi funerari.

Competenza:
Soprintendenza Archeologica della Basilicata

Locazione:
Via Colombo, 8
Policoro (Mt)

Orario d’Apertura:
09.00-19.00

Contatti:
0835/972154

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