Nel descrivere la città di Potenza, così come risulta essere negli ultimi anni, predominano in particolar modo due aspetti negativi: il traffico quasi perpetuo, che paralizza le maggiori arterie viarie cittadine e l?esistenza di nuove aree urbane in cui i tassi di cementificazione appaiono sempre crescenti.
La rete stradale che attraversa il capoluogo di regione si presenta quasi del tutto inefficiente a soddisfare le esigenze degli automobilisti dell?intera regione. Il centro abitato di Potenza è, infatti, sede di università, uffici regionali, provinciali e comunali, ma anche di una molteplicità di scuole, che mobilitano i residenti nell?area del comune e fungono da attrattiva agli abitanti dei territori limitrofi.

Il manto stradale in alcuni tratti ha dimensioni ridotte, basti pensare a via Nazario Sauro, una strada con un?unica carreggiata divisa in due corsie, la quale separa il Palazzo di giustizia e l?Università degli studi della Basilicata. Essa costeggia, inoltre la sede centrale della banca Mediterranea e gli uffici Telecom. Al termine del rinomato ponte Musmeci, suddiviso in sei corsie, si diramano una serie di viuzze intersecate, che danno vita a molteplici incroci, perennemente intasati da autoveicoli in coda, i quali si dirigono verso via Vaccaro, via N. Sauro o viale dell?Unicef. Quest?ultima via di comunicazione risulta essere un?arteria a scorrimento veloce, eppure nel punto di intersezione con via del Gallitello si scorge un tratto stradale in cui i veicoli sono continuamente in fila; così come 10 metri più a destra, le vetture si muovono a velocità ridotta, nel dirigersi verso il quartiere popolare denominato Serpentone, oppure a metà di viale dell?Unicef, ove le corsie si riducono a due per una serie di lavori in corso, finalizzati alla realizzazione di un ponte attrezzato che congiungerà il centro storico con le aree suburbane del potentino.

La serie di strade trafficate non termina qui. In via Cavour si scorgono veicoli allineati durante vari momenti della giornata, essendo l?arteria collegante la sede centrale dell?università, la Caserma dei militari e il centro storico; analogo discorso per via Mazzini, che sbocca nella centrale via Pretoria. La situazione viaria del capoluogo appare realmente critica, perché le strade di più remota costruzione sono di dimensioni ridotte, la popolazione -in aggiunta- si ostina a voler utilizzare i veicoli privati e a non privilegiare l?uso dei mezzi pubblici, insoddisfatti del sistema collettivo di autotrasporto; alcune strade di nuova costruzione, inoltre, non sono certamente più ampie ( per esempio via N. Sauro, via Anzio?) eppure sono costeggiate da molteplici scuole, uffici ed enti istituzionali. Si continuano a creare sensi unici variabili, ad assumere vigili urbani, ma la situazione non appare mutare. I danni sono molteplici per la cittadinanza, sempre più bloccata tra le lamiere di un?autovettura, e per l?ambiente avvelenato dai tassi di smog in continuo aumento.

Il territorio urbano di Potenza è, altresì, in costante crescita. Si raddoppia, infatti, il numero di edifici, palazzi, nuovi uffici, appartamenti, locali, impianti di artigianato, scuole? La popolazione è in crescita, i pendolari sono in aumento, ma tale situazione è ben lontana dall?apparire rosea, almeno per la cittadinanza. L?occhio umano nel capoluogo di regione guardandosi attorno scorge un continuo e inesorabile ammasso di cemento. Partendo dai popolosi rioni di Malvaccaro, Serpentone, Poggio tre Galli, Macchia Romana, Francioso, Lucania, Santa Maria, fino ad arrivare al centro Storico, i colori dominanti sono quelli artificiali, delle pitture apposte sulle mura degli edifici. Il discorso è affine per l?area di nuova edificazione sita in via del Gallitello, in cui si sta costruendo in modo disordinato, mancano quasi del tutto spazi verdi o aree attrezzate e in più prevalgono elementi quali cementi, catrami o metallo.

Si continua a costruire, ma per chi? Per la soddisfazione delle persone? Non sembra, visto che studi intrapresi da anni in materia di urbanistica mostrano il contrario. Francesco Marinelli, direttore dell?Istituto nazionale di bioarchitettura, descriveva un nuovo tipo di opere architettoniche denominati ?ecoedifici?, definendoli un investimento per il futuro. Le costruzioni edificate nel rispetto dell?ambiente si presentano non solo come immobili circondati di verde, ma sono stabili che consentono un buon risparmio energetico, mediante l?utilizzo di pannelli solari, orientamento degli edifici rispetto al sole, miglioramento dell?isolamento delle mura e la coibentazione, al fine di riscaldarsi meglio d?inverno e restare freschi d?estate, riducendo l?uso dei condizionatori. Al tempo stesso sono dotati di marciapiedi, viali, aiuole, strade, a servizio delle collettività.

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