La vicenda dei lavoratori dell’AIAS di Melfi, riassunti e poi nuovamente licenziati, protagonisti di sit-in e, indirettamente, anche di una crisi in seno alla Regione Basilicata che ha provocato l’allontanamento dell’assessore Gennaro Straziuso.

Al via un comitato di lotta, la protesta, l’esasperazione, la vergogna che si cela in quelle risposte e in quei chiarimenti che tardano a venire. “Noi non vogliamo essere le vittime innocenti di un circolo vizioso – è scritto in un comunicato firmato da tutti i lavoratori – se ci sono stati inficiamenti di qualsiasi natura è bene che sia andata così e che trionfino i valori etici e morali di cui il Paese oggi ha tanto bisogno. Auspichiamo comunque una rapida conclusione e soluzione positiva della crisi istituzionale e politica in seno alla Regione Basilicata, e chiediamo che venga istituito il più presto possibile un tavolo di trattative tra Dipartimento regionale alla sicurezza e solidarietà sodale, Asl n.ro 1 di Venosa, le organizzazioni sindacali Cgil – Cisl e Uil e una nostra rappresentanza, finalizzato al nostro ricollocamento all’interno del progetto complessivo del piano della salute dell’Asl n.ro 1 di Venosa”.

Vi sono stati momenti, in questa lunga e drammatica verità dei fatti, nei quali si sono attuati licenziamenti poi rientrati o costretti a rientrare da accordi raggiunti davanti al Giudice del Lavoro, magari anche a danno di aderenti sindacali. “Nei prossimi giorni – prosegue il comunicato – con la dignità e la pazienza che ci hanno sempre contraddistinto nel passato, avvieremo delle campagne informative, di sensibilizzazione e di protesta civile sull’intera vicenda nell’ottica di favorire quel processo di crescita della corretta conoscenza dei fatti e vederci poter rientrare al più presto nel inondo del lavoro, giacché l’inesorabile scorrere del tempo scandisce le scadenze delle bollette di gas, acqua, luce, telefono, le rate dei mutui e quant’altro serve per vivere dignitosamente e liberamente”. Dello stesso avviso l’opinione dei sindacati. “Non è assolutamente giusto che i lavoratori debbano pagare un prezzo così alto per colpe che non possono certo essere loro addebitate – fanno sapere i rappresentanti dei sindacati di categoria Fp-CGIL, Fps-CISL e Fpl-UIL – ora si rende necessario che i soggetti coinvolti in questa vicenda riprendano, velocemente, in mano la questione al fine di trovare una soluzione che garantisca ai lavoratori una prospettiva occupazionale reale”. Ma per questo bisogna fare tutto il necessario per analizzare e sintetizzare una valutazione d’insieme che rimetta la questione sul terreno proprio della programmazione sanitaria regionale.

Bisogna ricordare che più di un anno fa l’Aias di Melfi presentò alla Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, allora presieduta dall’ex Gennaro Straziuso, un progetto che mirava alla realizzazione di un Centro per la riabilitazione dalle malattie dell’età evolutiva che va da zero a 18 anni prevedendo anche l’erogazione di prestazioni diagnostiche e riabilitative a giovani con disabilità motorie, psicomotorie e neuro psicologiche, per il raggiungimento del più alto livello possibile di indipendenza.
Cosa certa è che il decisionismo isterico sta entrando di diritto nelle caratteristiche peculiari di una classe dirigente cresciuta con i grandi ideali e poi ridotta a mendicare senza rotta tra la disperazione di chi non ha certezze e che, quindi, non ha un prezzo molto alto. Al momento, vista la priorità rappresentata dalla “crisi” in seno alla Regione, tutto è fermo. Proprio come non dovrebbe essere. Una pagina (brutta !) di storia locale uguale a tante altre e come tante altre ancora. Ma ci sono le scadenze, le bollette da pagare, le rate dei mutui, i presidi pacifici di fronte alla sede del Dipartimento Regionale Sicurezza Sociale, l’annuncio di scioperi, i giornali che dedicano i titoli ad altro…

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