Sua Eccellenza
Prefetto della Provincia di Potenza

Nella speranza di pormi, come mio stile, nei confronti della rappresentanza di Governo con il rispetto dovuto e con la coscienza dello Stato che, pure nei momenti più difficili, non ho mai inteso abbandonare, vorrei avere la possibilità di poter liberare un mio stato d’animo, quantomeno addolorato, per come vengono spiegate le dimostrazioni civili di alcuni cittadini di Rapolla avverso il decreto del Presidente della Repubblica.

La mia comunità è stata ferita da un ingiusto provvedimento del Governo e, adesso, per essere “colpevole” di una legittima richiesta di un diritto, viene ammonita con dichiarazioni che vogliono gli stessi cittadini passibili di reati penali. In merito agli incidenti della mattinata del 05/03/2004 , se mi è consentito, visto che ero presente in prima persona, penso di poterne parlare, illustrando meglio il numero dei manifestanti , la consistenza numerica delle forze dell’ordine e dei danni riportati dal cittadino vittima a seguito degli scontri avvenuti.

I dimostranti, che non erano più di 100, armati della sola speranza di poter eludere finalmente il pericolo elettromagnetismo, sono stati affrontati, su ordine di un Ufficiale, con al petto la fascia tricolore, da bravi ragazzi delle forze dell’ordine che, armati di manganelli, cercavano di impedire il blocco della statale n. 658.

Il mio intervento ha impedito che la fascia tricolore continuasse ad essere usata per impadronirsi di un territorio e per dare comandi di manganellate brutte da vedersi e difficili da giustificare. Non ho mai pensato di entrare in polemica con lo Stato e resta ancora alto il rispetto e la fiducia nell’ISTITUTO della GIUSTIZIA; tuttavia non posso accettare passivamente che venga ricordato l’atto illegale della occupazione della superstrada senza minimamente inserire il tutto in una legittima richiesta di giustizia di una comunità che da 10 lunghi anni è stata già condannata a vivere il pericolo dell’elettrodotto per colpa di progettazioni approssimate, di ripetute varianti e di promesse mai mantenute. E quale reato si può ipotizzare per coloro che hanno prodotto documentazioni non afferenti alla realtà del territorio per indurre tutti in errore?

Quale reato può essere ipotizzato per coloro che non fanno menzione ed ignorano la SENTENZA, emessa IN NOME del POPOLO ITALIANO, dal Giudice della Corte di Appello di Potenza? Quale reato si può ipotizzare per coloro che affermano di non aver mai trattato l’argomento “Grande Variante” quando la stessa è stata ipotizzata dalla T.E.R.N.A nell’anno 1996, è stata individuata e sottoscritta da un loro tecnico nell’ottobre del 2003, è stata approvata dai Consigli Comunali di Melfi e di Rapolla ed è stata depositata, con le relative delibere di C.C., alla conferenza dei servizi del 29 ottobre 2003?

Quale reato si può ipotizzare per coloro che, con l’intento di far apparire la Piccola Variante non sostanziale e, quindi, non assoggettabile alla procedura della Valutazione di Impatto Ambientale, omettono l’esatto numero di pali da sostituire (pali innovativi) ed ignorano del tutto le problematiche ed i lavori rimasti in sospeso della frazione Cerro (zona con seri problemi di natura geologica) e della contrada piano di Croce dove un traliccio deve essere ancora realizzato per adeguare la distanza dalla abitazione del sig. D’Auria Luigi?

Quale reato si può ipotizzare per coloro che hanno allegato, ad uno dei progetti di piccola variante, un servizio fotografico riportando ruderi abbandonati, cucce per cani e recinti per galline senza degnarsi di riportare le costruzioni ad uso abitativo insistenti sul tracciato della linea elettrica?. Potrei dilungarmi sui falsi prodotti dalla Società Terna finalizzati a favorire la procedura, per la prima volta attivata, dell’art. 81 D.P.R. 616/77 e per indurre in errore tutti coloro che dovevano esaminare gli atti ed esprimere il parere sulla bozza di decreto; se mi sarà data licenza, lo farò nelle sedi opportune convinto che nessuno avrà possibilità di smentita.

Vorrei ancora ricordare, senza ipotizzare reato alcuno, quanto recita l’art.1 del Decreto: La T.E.R.N.A. S.p.a. è autorizzata a costruire ed esercire le opere di cui alla variante in premessa. Detta variante, al pari dell’opera principale cui inerisce Elettrodotto Matera-S. Sofia è inamovibile ai sensi dell’art. 9 del Decreto del Presidente della Repubblica 18 marzo 1965, n. 342.

Mi chiedo: visto che il progetto della piccola variante non accenna ad altri tratti (frazione Cerro e contrada piano di Croce) della linea principale, facendo apparire che non vi siano problemi e/o lavori rimasti ancora sospesi, perché nel decreto si precisa e si allarga l’autorizzazione alla realizzazione e la messa in esercizio, oltre che della piccola variante, anche all’opera principale?

Ricordo a me stesso che, alla base dell’art. 81 D.P.R. 616/77, debbono essere garantiti i Principi di Lealtà al fine di favorire, con tutti gli sforzi possibili, un accordo fra Stato, Regioni ed Enti locali. Eccellenza, nell’idea dello Stato, che credo non debba essere un’idea personale, penso che non sia possibile immaginare lo Stato da una parte e i cittadini dall’altra. Penso proprio che sia arrivato il momento di riconoscere al popolo lucano, spesso dimenticato, qualche certezza in più e qualche condanna in meno.

Con Sentito Rispetto
Assessore alle AA.PP.
Geometra IORIO Agostino

Siti Web di Riferimento:

http://www.unitadicrisi.da.ru (mi hanno comunicato di contattarli se l?url da problemi)

Home


http://www.soslucania.org
http://www.gingen.it

Posta elettronica:

infounitadicrisi@libero.it
infounitadicrisi@yahoo.it
magazzino@lucanianet.it
info@soslucania.org
mail.ginger@tin.it

0 Comments

Leave a reply

associazione - progetto - collabora - identificati - note legali - privacy - contatti

Associazione Lucanianet.it c/o Broxlab Business Center | P.zza V. Emanuele II, 10 | 85100 Potenza tel.+39 0971.1931154 | fax +39 0971.37529 | Centralino Broxlab +39 0971.1930803 | ­www.lucanianet.it | info@lucanianet.it Testata Giornalistica registrata al tribunale di Potenza n° 302 del 19/12/2002 | ­C.F. 96037550769 Invia un tuo contributo tramite bonifico bancario alle seguenti coordinate IBAN : IT 31 E 08784 04200 010000020080

Log in with your credentials

Forgot your details?