Non è un caso che fino ad oggi il dibattito sullo Statuto abbia avuto un profilo decisamente basso. Non potevamo aspettarci niente di meglio da partiti che nel 2000 si sono rifiutati di trattare, in campagna elettorale, il tema delle assemblee costituenti. In materia di riforma elettorale, gioverà ricordare a tutti, che nel 1993 i cittadini italiani, e dunque anche i lucani, hanno plebiscitato un referendum per l?abolizione del proporzionale. Trovo estremamente illuminante il fatto che si parli troppo e a vanvera di coinvolgimento dei cittadini e poco si discuta delle tre questioni fondamentali: quale legge elettorale, quanti consiglieri, quale democrazia diretta. Nel merito sono stati davvero pochi coloro che hanno deciso di esprimersi.

Non è un caso, che gli stessi che si riempiono la bocca con la parola coinvolgimento, nulla hanno detto sulla proposta di garantire da subito un referendum confermativo delle scelte operate dal Consiglio regionale.

Lo Statuto, contrariamente a quello che qualcuno afferma, può essere approvato a maggioranza, anche questo, infatti, fa parte del gioco democratico. In realtà, si insiste a spacciare come un interesse fondamentale dei cittadini, quello che è e resta interesse esclusivo dei partiti. Arriviamo al paradosso, che l?ineffabile esponente del PDCI, pur dichiarandosi a favore del proporzionale puro, chiede uno sbarramento del 5 per cento per tutte le forze non rappresentate in parlamento… alla faccia del proporzionale!!! Ogni partito vorrebbe una riforma dimensionata alle sue esigenze di sopravvivenza(spesso non politica, ma solo elettorale), con la sola eccezione dei radicali, che invece insistono con una proposta che determinerebbe la nascita di due o tre nuovi partiti. Legge elettorale uninominale maggioritaria anglosassone, bipartitismo e non bipolarismo. Tornando alla famigerata tesi che recita?Le riforme si fanno assieme?, vorrei sommessamente far presente ai sostenitori della stessa, che gli ultimi esempio di unanimismo in materia di riforma elettorale hanno prodotto aborti quali il Mattarellum e il Tatarellum.

L?indecente legge elettorale, con la quale abbiamo votato nell?ultima tornata elettorale regionale(Tatarellum), è frutto dell?unanimismo di cui sopra.

Una legge elettorale che non ha tenuto in nessuna considerazione la volontà del popolo italiano, chiaramente espressa nel referendum del ?93.

Sarei curioso di conoscere l?opinione di tutti coloro, che parlano di coinvolgimento della gente, sul mancato rispetto delle inequivocabili indicazioni referendarie in materia elettorale.

La verità è che, lor signori, come hanno ripetutamente dimostrato, hanno un autentico terrore di tutto ciò che può consentire al popolo italiano di esprimersi direttamente; non è un caso, infatti, che la bozza di Statuto licenziata ha di fatto azzerato la possibilità di ricorrere allo strumento referendario. Quarantamila le firme previste per indire un referendum abrogativo, ottantamila per il refererendum consultivo.

Temo che questo gran parlare di coinvolgimento, proveniente dagli stessi partiti che si sono fatti beffe del voto popolare, sia solo un sistema per coprire l?inciucio in corso.

Sarà davvero facile convocare personaggi che di volta in volta diranno di essere i portavoce della cosiddetta società civile. Davvero troppo scoperto il gioco e il tentativo di coprire l?accordo controriformista che già c?è con l?avallo dei presunti rappresentanti del popolo lucano.

In materia di legge elettorale, i partiti tornino a riflettere con attenzione sul voto referendario e prendano in seria considerazione tutti quei sondaggi che ci dicono che la stragrande maggioranza degli italiani è favorevole al presidenzialismo e al bipartitismo.

Maurizio Bolognetti
Segretario Radicali Lucani

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