E’ stata trovata presso la contrada Monticello, a Lagonegro, l’ennesima discarica abusiva ad opera di ignoti. Ancora una beffa ambientale a danno di un territorio candidato a diventare parco naturale nazionale. Un altro schiaffo in faccia a chi crede che le risorse ambientali, costituite dall’insieme degli elementi naturali, sociali e culturali, possano essere ampliamente utilizzate ai fini dello sviluppo di tutta la regione.

Questa volta però qualche cittadino ha deciso di reagire, stanco di scenari poco dignitosi perpetuati contro il patrimonio pubblico, chiamando la troupe di “Striscia la notizia“, il famoso programma televisivo delle reti Mediaset.

Il Tg satirico ha subito accolto l’invito ad ispezionare con le telecamere la zona e, attraverso gli inviati Fabio e Mingo, ha raccolto una riluttante testimonianza: bottiglie di plastica, elettrodomestici, materassi, cartacce, bidoni e, cosa ancor più grave, delle cartelle cliniche di persone ricoverate nelle strutture ospedaliere ricadenti della zona.
Si, proprio delle cartelle ospedaliere che, invece, dovrebbero avere un carattere di riservatezza assoluta. Ancora non si comprende come abbiano fatto, documenti altamente riservati (i quali riportano in maniera evidente e chiara i nomi e i cognomi dei ricoverati, nonchè la causa del ricovero stesso) che dovrebbero essere conservati in qualche archivio, a ritrovarsi proprio tra la spazzatura sparsa per terra, in aperta campagna.

Il servizio ha fatto decisamente scalpore ancor prima della messa in onda. Il comune di Lagonegro, con toni marcatamente saccenti, dichiara che era già stata vagliata una proposta di intervento prima del blitz televisivo. Il sindaco di centro-destra, Francesco Costanza, ci tiene a precisare che si era già provveduto ad intervenire alcuni giorni prima dell’intervento degli inviati del Tg satirico di Antonio Ricci, poiché raggiunti da varie segnalazione della polizia municipale. “Ringraziamo la trasmissione Striscia la Notizia per l’incursioneincalza il sindaco Francesco Costanzama ce ne eravamo accorti, permettetemi anzi di ringraziare la polizia municipale e la polizia provinciale intervenute con prontezza a segnalarci la cosa“. Atteggiamenti di presunzione che non si giustificano nemmeno quando, a tale vicenda, fa un eco mediatico non certo indifferente.

L’amministrazione ha, inoltre, disposto sia la l’immediata bonifica del sito da parte della coop. Ecologica che gestisce il servizio di igiene ambientale, sia la chiusura della strada che conduceva alla discarica proprio per evitare che gli ignoti inquinatori colpiscano ancora in quella zona. Si consentirà l’accesso solo a coloro i quali, per motivi di lavoro, sono obbligati a transitare da quelle parti.

Ora ci si chiede se, come giusto che sia, la magistratura avvierà un indagine per approfondire la dinamica dell’accaduto e per delineare il profilo del colpevole. Non dimentichiamo che, oltre al danno ambientale, vi è stata una barbara diffusione non autorizzata di dati riservati che nessuno sa come siano arrivati tra il pattume.
Perché, ad esempio l’ASL 3 del lagonegrese non ha espresso un parere istituzionale a proposito? Perché non si è disposta una denuncia formale? Perché il Tribunale per i Diritti del Malato, non ha preso posizione a difesa degli utenti coinvolti? La beffa, che si sta consumando, è nella tacita e silenziosa copertura dei fatti, e forse, anche dei colpevoli.

Scorrono intanto le immagini, peccato che ad essere incorniciati non siano i paesaggi o i siti naturalistici, bensì l’ennesima manifestazione di inciviltà che mette ancor più in ginocchio un territorio che avrebbe bisogno di ben altro. Di questo, ce ne siamo accorti tutti. Purtroppo.

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