?Vizi ?privati?? e pubbliche virtù dei signori dell?ambiente?. Così intitolerei
un pezzo che decidesse di occuparsi della conferenza stampa convocata da Radicali Italiani e CNP. Conferenza stampa, tenutasi nella storica sede di Via di Torre Argentina e che ha visto la partecipazione del segretario di Radicali Italiani, Daniele Capezzone, del Presidente del CNP(Comitato per la difesa del Paesaggio), Carlo Ripa di Meana, oltre che del sottoscritto, segretario di Radicali Lucani, e di una ambientalista storica come Rosa Filippini.

Una conferenza stampa convocata per mettere in luce le relazioni pericolose tra Legambiente e FRi-EL e per fare il punto sull?Affaire Eolico in Italia. Non abbiamo messo in discussione la legittimità delle lobby, nè tanto meno abbiamo avviato una crociata, prorio no. Certo ci è sembrato giusto sottolineare che un conto è il lobbismo americano, altro è la clandestinità dei rapporti tra Legambiente e FRI_EL. Un conto è l?accordo tra ANEV e LEGAMBIENTE, altra cosa è la lettera in cui l?ex Presidente De Leo chiede 57mila euro(iva esclusa) per avviare una ?campagna comunicazionale.?
L?arrampicata sugli specchi, però, sembra essere lo sport preferito degli ineffabili rappresentanti di Legambiente, da De Leo a Della Seta.

Come si può parlare di lobby e poi appellarsi alla sfera del privato, questo il De Leo deve proprio spiegarcelo.
La missiva inviata all?ingegner Vetere in alcuni passaggi è davvero inquietante: in essa il De Leo sembra quasi voler offrire la protezione di Legambiente alla ditta di Bolzano.
?Accompagnamento e facilitazione?, suonano davvero sinistre e infelici le parole del Presidente.
?Accompagnamento e facilitazione??57mila euro(iva esclusa).
Il Presidente del CNP, Carlo Ripa di Meana, non ha esitato a parlare di deriva affaristica.

Siamo di fronte, a nostro avviso, ad una deriva affaristica che poco ha a che fare con l?ambiente, l?ambientalismo e la promozione dell?energia eolica. Deriva affaristica condotta da una associazione senza fini di lucro, da una onlus. Tornando all?eolico, nella conferenza stampa è emersa nuovamente la posizione di Radicali Italiani, del CNP e di Radicali Lucani. Una netta contrarietà alla devastazione del paesaggio italiano, determinata dall?installazione di migliaia di torri eoliche. Un no, ispirato non da una pregiudiziale ideologica, non da un integralismo ambientalista, ma dalla semplice considerazione che, in una valutazione costi-benefici, l?eolico risulta essere assolutamente sconveniente.

La domanda che dovremmo porci è la seguente: qual è il potenziale eolico del nostro Paese? Considerando tutti i siti davvero favorevoli e cioè quelli con una velocità media annua del vento di 6 metri al secondo(escluse le aree protette con vincoli di natura storico paesaggistica),
potremmo arrivare ad un potenziale massimo di 8000 MW( tra le 8000 e le 10000 torri eoliche), in grado di soddisfare appena l?1,8 per cento del fabbisogno energetico nazionale.
Va, inoltre, sottolineato, come ha fatto Rosa Filippini, che in queste dimensioni c?è il limite massimo di accettabilità da parte della rete elettrica per qualsiasi fonte di energia intermittente, sia essa solare o eolica.
Altro aspetto da sottolineare è lo stravolgimento della filosofia che ha fatto nascere le incentivazioni.
Le incentivazioni, infatti, nascono soprattutto per finanziare quelle fonti energetiche capaci di rappresentare una reale alternativa al consumo di fossili.
Oggi in Italia, attraverso il meccanismo dei certificati verdi, si concedono incentivi a qualsiasi fonte, senza tener nella dovuta considerazione i diversi costi di investimento e di ricerca (nel caso dell?eolico i costi di ricerca sono zero, perché trattasi di una tecnologia matura).

Insomma, con questo sistema si finisce per scoraggiare le tecnologie per il momento più costose, ma sicuramente più promettenti, come ad esempio il solare fotovoltaico senza contare i finanziamenti di cui l?eolico ha potuto disporre.
E allora, non vale la pena rischiare di compromettere aree dall?altissimo valore storico-paesaggistico e ambientale, per un risultato davvero scarso in termini di produzione energetica.
Consapevoli che dopo quanto dichiarato non riceveremo bandiere blu e non saremo invitati a fare un giretto su una qualche goletta verde, siamo però certi di aver apportato un costruttivo contributo alla stagnante discussione sulle energie rinnovabili.
Così come siamo altrettanto certi, che l?eccessivo innamoramento di Legambiente per l?eolico e per le società che operano nel settore, ha finito per obnubilare le capacità critiche di alcuni suoi esponenti e dell?intera associazione. A certe Vestali dell?ambientalismo lucano, che ritengono di essere depositarie di verità rivelate e monopoliste delle tematiche ambientali, suggeriamo nuovamente di riflettere.

(*) Segretario Radicali Lucani

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