E? lecito chiedere a una società che produce e installa impianti eolici soldi in cambio di una campagna informativa sulla validità dell?energia rinnovabile? E? su una questione etica in fondo che si basa la querelle sorta ieri fra il segretario di Radicali Lucani Maurizio Bolognetti e l?ex segretario regionale(attualmente nella dirigenza nazionale) di Legambiente Gianfranco De Leo.

Il primo ha diffuso il testo di una lettera spedita il 22 gennaio 2003 da De Leo al dirigente della Fri-El ingegner Vetere ricordando: ?L?azione di Legambiente, in Basilicata come a livello nazionale, si sta connotando sempre più per l?impegno rivolto all?affermazione delle energie rinnovabili sul territorio?.
De Leo proseguiva ricordando, l?impegno della sua associazione perché la programmazione regionale in materia energetica vada sempre più in direzione delle energie rinnovabili.
All?interno della missiva si legge: ?crediamo che la sua azienda possa trovare interesse a stabilire con Legambiente un rapporto di collaborazione, all?interno di un percorso condiviso da un programma di attività?.

A questo punto De Leo spiega all?ing. Vetere: ?Il principale obiettivo del programma per l?anno 2003 che le proponiamo è quello di creare migliori condizioni per l?applicazione delle tecnologie eoliche (wind farm e mini eolico) in Basilicata, al fine di aumentare la produzione di energia da fonte rinnovabile?.

Dopo aver spiegato più nel dettaglio gli intenti dell?associazione, De Leo conclude: ?I costi complessivi per la promozione, gestione e realizzazione sia del Piano di comunicazione integrata che della attività di accompagnamento e facilitazione delle iniziative imprenditoriali sul territorio, sono di 57.000 euro(oltre Iva)?.
Commenta il Radicale Bolognetti: ?evidentemente, non c?è niente di male nella richiesta che il De Leo ha inviato al responsabile della Fri-el, ma, come sempre, sarebbe importante mettere i cittadini in condizione di conoscere le lobby, e quella tra Fri-El e Legambiente dal punto di vista tecnico, è sicuramente una lobby, tra l?altro con un fortissimo potere in termini di comunicazione. Sono dunque certo che il presidente DE Leo, che con tanta passione e coinvolgimento sostiene la palificazione dell?appennino lucano, non me ne vorrà per aver scelto di divulgare un importante documento. Per usare le parole del presidente, ?il processo comunicazionale? è anche questo.

Piccata la risposta di De Leo: ?Non mi è chiaro cosa intende provare Bolognetti divulgando il contenuto di una lettera che ho inviato mesi addietro all?amministratore della Fri-El S.p.a., società appartenente all?ANEV(Associazione nazionale energia del vento). Con la qualeassociazione, Legambiente intrattiene frequenti rapporti dovuti al protocollo d?intesa sottoscritto nel 2002 per la promozione dell?eolico di qualità in Italia. Niente di nuovo sotto al sole?.

?Ciò che è riprovevole (e francamente spiace) ? aggiunge ? è l?affanno con cui Bolognetti vorrebbe dimostrare che Legambiente ha costituito una lobby (in America le lobby sono segno tangibile di democrazia) con la FRi-El. Oltre al fatto di esercitare un disgustoso e calunnioso tentativo di colpevolizzare la mia associazione, solo per il fatto di essere apertamente sostenitrice dell?eolico anche in Basilicata. Cosa, ripeto, che abbiamo sempre fatto alla luce del sole. E che riteniamo vada ancora fatto, a fianco delle società e degli operatori, affinché ci sia veramente sviluppo pulito e di qualità anche in Basilicata (altro che palificare l?appennino lucano).

De Leo conclude attaccando a sua volta il responsabile dei Radicali Lucani: ? Cosa invece faccia Bolognetti, lo abbiamo capito: affidare all?offesa e all?oltraggio degli altri le sue anacronistiche campagne contro i ?mulini a vento?. Rendendo un bel servizio alla ?lobby? del petrolio, del carbone e del nucleare, ancora forte in Italia.?
Al telefono, l?ingegner Vetere ricostruisce la sua versione della vicenda: ?Dunque: inizialmente noi abbiamo curato una campagna informativa nelle scuole di Gorgoglione(dove c?è un ?parco eolico? realizzato dalla FRI-EL, ndr). Poi abbiamo ricevuto questa lettera e avviato contatti con Legambiente.

Vetere ci tiene a sottolineare un aspetto: ?Il piano di sensibilizzazione concordato doveva riguardare lo sviluppo sostenibile in generale e quindi, dal punto di vista della produzione energetica, l?eolico, il solare e l?idroelettrico. Ma non si sarebbe trattato assolutamente di pubblicità per la nostra società?.
E poi? L?accordo c?è stato o no? ?Sì ? risponde il dirigente della FRI-EL ? abbiamo sottoscritto un?intesa. Ma poi ci siamo accorti che, essendo una società partita da appena tre anni(pur avendo assunto 35 dipendenti assunti a tempo indeterminato) non potevamo permetterci di inserire in bilancio una spesa così onerosa: E la campagna non si è mai avviata.

Da “Il Quotidiano della Basilicata” del 10/02/2004

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