CEMENTIFICAZIONE DELLA COSTA IONICA LUCANA: OCCORRE UN PARERE DELL’ AUTORITA’ DI BACINO

La Basilicata può essere considerata una delle regioni italiane col più elevato grado di rischio umano a causa degli eventi naturali come i dissesti idrogeologici, in particolare i fenomeni franosi che caratterizzano molti comuni del materano e eventi sismici che hanno colpito gran parte della provincia di Potenza. Nello stesso tempo è una delle regioni meno soggette a rischio umano di natura antropica sia per la bassa densità della popolazione sia per le poche industrie metalmeccaniche presenti sul territorio.

Un rischio umano di natura antropica, ad esempio, sono gli incendi che hanno distrutto parte del territorio boschivo delle due province lucane. Nei prossimi anni è prevista una serie di progetti sulla costa ionica lucana che non sembrano tener conto ne delle valenze naturalistiche ne di alcuni fenomeni idrogeologici che caratterizzano quell’ area. Molti studi effettuati lungo la costa metapontina hanno riscontrato che quasi tutto il litorale è in erosione sia per causa di numerose dighe costruite dalla fine degli anni ’50 nei bacini idrografici del Bradano, Agri e Sinni, sia per il prelievo eccessivo di inerti dalle aste fluviali.

A parte queste considerazioni va messo in evidenza un fatto fondamentale che riguarda questi progetti. Bisogna ricordare che prima degli anni ’50 l’ area costiera metapontina era in gran parte coperta da una folta vegetazione boschiva. Per esigenze agricole e industriali furono abbattuti miliaia di ettari di alberi. Nel novembre del 1959 si abbattè in un solo giorno una quantità di pioggia corrispondente a circa un terzo della precipitazione media (che è di circa 500 mm/annui), provocando l’ esondazione della pianura costiera ad opera delle acque dei fiumi Agri, Sinni e Basento. In particolare le foci dell’ Agri e quella del Sinni si unirono e diventarono un unico delta Agri- Sinni. Le zone destinate ad accogliere i porticcioli con i suoi insediamenti turistici sono aree naturalmente predisposte ad accogliere le esondazioni dei fiumi lucani in caso di eventi piene.

L’ area interessata alla costruzione dei complessi portuali è una pianura alluvionale, di conseguenza non si può trascurare il problema delle inondazioni da parte dei fiumi, anzi bisogna valutarlo in tutta la sua pericolosità per la salvaguardia di vite umane. Cosicchè prima di procedere alla costruzione di qualsiasi opera bisogna coinvolgere l’ autorità di bacino in quanto è l’ unico ente in grado di valutare la pericolosità dell’ area di pertinenza e stabilire il rischio di esondazioni.

Tale ente dovrà verificare e evidenziare gli squilibri in atto causati da eventi naturali o antropici. Tale studio consentirà di valutare il livello idrico raggiunto dalle piene nei periodi di ritorno e in base alle fasce di rischio si valuterà il pericolo connesso per le infrastrutture come ad esempio, il rigurgito provocato dai ponti o il rischio inerente alle opere costruite o che si vogliono costruire.
Purtoppo da documenti riportati dalle varie associazioni ambientalistiche e naturalistiche lucane si apprende che oltre a non essere stata attribuita la giusta importanza al rischio inondazioni fluviali non si fa alcun riferimento all’ Autorità di Bacino della Basilicata per un parere sulla compatibilità delle opere in progetto, come se le eventuali piene dei fiumi lucani non potranno incidere sulle opere in modo rilevante. Al contrario, questo non è pensabile. Non si può ingnorare l’ eventulità di un inondazione in una pianura alluvionale, dove gran parte delle aree sono depresse è più volte nei decenni passati sono state sede di esondazioni da parte dei vicini corsi d’ acqua.

Se si vorranno costruire mega opere senza coinvolgere l’ autorità di bacino e senza aver svolto adeguati studi sull’ area, la famigerata costruzione di queste opere portuali portebbe anche rappresentare un nuovo rischio umano di natura antropica per la regione Basilicata.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

Autorità Interregionale di Bacino della Basilicata – Convegno “Dinamica fluviale e le sue interferenze con le attività antropiche“. Potenza, 29/11/2002

RIGGIO A. (1994) – La geografia del rischio in Basilicata – Basilicata Regione Notizie, n° 4, 3-10

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