BASILICATA: VIA COL VENTO

Solo qualche settimana fa, il nome dell?assessore Straziuso faceva parte di uno dei giochi di società più praticati nella storia d?Italia, e cioè, il mitico totoassessori.

La poltrona di Straziuso è sempre stata in bilico. Come tutti ricorderanno, Gennaro Straziuso(PPI) ha sostituito nel corso di questa legislatura il dimissionario Vito De Filippo(PPI), a sua volta. neoeletto Presidente del Consiglio regionale, in sostituzione del dimissionario Radice(Democratici), che tempo addietro aveva sostituito il pluridimissionario Egidio Mitidieri(PPI). Il drammone a cui stiamo assistendo ha una sceneggiatura davvero debole e poco appassionante. Una pessima telenovelas, dove non riesco ad intravedere nemmeno un briciolo dell?intensità regalataci da un film mitico come Via col Vento.

Oh dio, Bubbico non è proprio Rhett Butler, e del solare sorriso di Glarke Gable nemmeno a parlarne, ma anche Straziuso non assomiglia a Rossella O ?Hara. L?unica certezza allo stato dell?arte è che a rimetterci ancora una volta saranno i cittadini della Georgia-Lucania, che assistono attoniti allo scambio di cannonate tra esercito confederato (Margherita) e nordisti (DS).

?Domani è un altro giorno?, direbbe il nostro eroe e magari un altro uomo del sud gli farebbe eco rispondendo ?adda pass ?a nuttata?.

CONGRESSO PROVINCIALE DI FORZA ITALIA: QUALI LIBERALI? QUALI SOCIALISTI? QUALE LAICITA?, QUALE INDIVIDUO?

Vincenzo Taddei ha dato per l?ennesima volta prova della sua inconsistenza politica: la personificazione del centrismo. Un Taddei trafelato ha battezzato, con due ore di ritardo, il congresso provinciale di Forza Italia, non rendendosi conto che, in realtà, San Valentino era già terminato da svariate ore. Nel suo intervento Taddei ci ha rifilato una romantica e sdolcinata dichiarazione d?amore. In certi momenti un autentico atto di sottomissione appena, appena velato da un mezzo atto di contrizione. ?Forza Italia di Basilicata è con Berlusconi, sia chiaro?, scandisce Taddei con occhi languidi e lucidi. Ad un tratto lo guardo e lo trovo completamente rapito, quasi in estasi. Cattolici liberali, socialisti, Taddei fa l?appello delle anime di Forza Italia. Avrei voluto dirgli subito, che in realtà stava chiamando degli assenti, che di liberale e socialista in Forza Italia c?è rimasto davvero poco, in termini d?iniziativa politica. Quanto al cattolicesimo liberale, poi, anche alla luce della legge sulla procreazione assistita e la libertà di ricerca, recentemente votata dal parlamento, ve ne è davvero scarsa traccia.

I frombolieri e gli armigeri di un cattolicesimo clericale, più che liberale, avanzano e con essi avanza la sacralizzazione dell?embrione. La prossima puntata potrebbe essere un ritorno all?anno zero, anche sul fronte delle droghe. Nel frattempo, il Parlamento ha di già impedito, con una decisione per certi aspetti bipartizan, la riduzione dei tempi d?attesa per ottenere il divorzio. Tornando a Taddei, sono mesi che cerco di decifrare, anche con l?aiuto di specialisti del settore, le sue dichiarazioni, ad iniziare da quelle sulla riforma dello Statuto regionale. Certo, i suoi commenti non sono scritti con la macchina ?Enigma?, ma sono intrisi di un linguaggio politichese duro a morire, fatto per dire niente e il contrario di niente.

Che Taddei ami Berlusconi lo abbiamo capito; ci piacerebbe, però, anche sapere di cosa si nutre questo amore profondo e soprattutto, vorremmo chiedergli, che fine ha fatto il ?partito liberale di massa?. Noi abbiamo l?impressione che sia morto e sepolto sotto i progetti di grande centro. Vorremmo sapere, come Taddei abbia potuto fare riferimento alla laicità e all?individuo, a fronte di un politica che in materia di libertà individuali è la negazione dell?individuo; a fronte di una politica che è la negazione della laicità.

Ci auguriamo, ed auguriamo al Paese, che da un lato Forza Italia recuperi le ragioni del 1994, dall?altro l?opposizione sappia trovare la forza necessaria per contrastare una deriva clerico-fascista e il trionfo dello stato etico.

(*) Segretario dei Radicali Lucani

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