La Basilicata ha sempre ricoperto un ruolo chiave tra le altre regioni meridionali per quanto concerne la sua particolare esposizione a processi di disoccupazione e sottoccupazione. Facendo un excursus storico apprendiamo che le uniche fonti lavorative passavano attraverso i flussi migratori verso l?Estero. Questo nel primo ventennio della seconda metà del Novecento.

Negli anni successivi, con la scolarizzazione di massa e una drastica diminuzione del peso economico del settore agricolo, l?enorme bacino dei disoccupati inizia ad accogliere anche le donne e soprattutto i giovani. Di questo passo si è arrivati ai nostri giorni con delle prospettive, comunque e sempre, poco rosee. Quella del lavoro in Lucania è una storia ambigua, fatta di imprenditori che decidevano di investire nella nostra regione e creare il mondo dei poli. E? il caso del Polo dei Divani nel materano o quello dell?automobile nel potentino, che per un attimo, hanno dato l?illusione di poter creare un?infinità di posti di lavoro, con una cadenza programmata senza fine. Per alcuni è stato così, per altri si è prospettata ben presto uno stato acuto di precarietà, per altri, invece, l?unica ancora di salvataggio era rappresentata dal lavoro nero. Oggi, sono sempre meno le garanzie del lavoratore risucchiato nel vortice dei grandi stabilimenti industriali, che in altre parti dell?Italia hanno fatto fortuna.

?Gli indicatori del mercato del lavoro regionale pur registrando, in questi ultimi anni, livelli meno critici rispetto al resto delle regioni meridionali, indicano pur sempre un modello di disoccupazione che è tipico del Mezzogiorno?. In questo contesto, un altro dato rilevante emerso nell?ultimo decennio parla di una disoccupazione adulta che sta insistentemente crescendo; e questo si collega chiaramente alle opinioni in merito riportate qualche riga più sopra. Le connotazioni essenziali di questo leit motive hanno fondamento in una serie di provvedimenti, ?come quello di riforma della cassa integrazione e la relativa istituzione delle liste di mobilità, che hanno caratterizzato questa componente della disoccupazione sempre di più come disoccupazione operaia, con scarse probabilità di reinserimento nel mercato del lavoro soprattutto per l?operare, anche nei processi di ristrutturazione industriale, di dinamiche occupazionali di tipo nuovo. Dal modello centrato sulla protezione dell?occupato adulto si è passati a una situazione in cui la sommatoria dei provvedimenti a sostegno dell?occupazione giovanile e la diminuzione delle politiche difensive definisce un nuovo opposto modello, quello definito young in-old out?.

Ma, andiamo ad analizzare uno di quei provvedimenti regionali, che tra le altre cose, in questo periodo del nuovo anno sta animando la scena occupazionale: le Borse Lavoro. Queste misure di sostegno all?occupabilità furono introdotte dal Pacchetto Treu nel 1997. Scendendo nel nostro contesto, le Borse Lavoro furono introdotte in Basilicata sei anni fa e possiamo ? oggi ? far riferimento ai risultati degli anni successivi per comprendere il loro tipo di incidenza sul mondo del lavoro lucano.

All?epoca, soltanto l?8% delle imprese presenti sul territorio aderì al progetto e la regione, di conseguenza uscì sfavorita nella distribuzione finale dei fondi determinando un numero inferiore di Borse Lavoro previste: nemmeno 1700 in totale. Ma non solo. Sul fronte pratico, la trasformazione delle borse in contratti di lavoro a tempo indeterminato non ha dato i risultati sperati. Nella provincia di Potenza, ad esempio, furono circa 50 i nuovi occupati. ?Tuttavia, se si considera che nella provincia di Potenza sono presenti la maggior parte delle circoscrizioni della regione, il dato delle 51 borse trasformate appare indicativo delle difficoltà alla trasformazione in rapporti di lavoro stabili nonostante gli incentivi finanziari previsti per l?assunzione a tempo indeterminato?. E con questi dati non si risolve certo il problema della disoccupazione.

Le percentuali in eccessiva crescita dei tassi di disoccupazione dimostra che i provvedimenti regionali promulgati sono poco sostenuti e scarsamente mirati. Nella maggiorparte dei casi manca uno studio, un?analisi seria per comprendere le deficienze, le mancanze e gli interventi necessari per cambiare il senso di una ruota che gira sempre dalla stessa parte.

Anche quest?anno, l?Assessorato preposto della Regione Basilicata ha predisposto nuove Borse Lavoro. Le domande ? presentabili entro il 31 gennaio 2004 ? sono state svariate migliaia, con piena soddisfazione da parte degli addetti ai lavori. Non vorrei palesare il mio scetticismo, alimentato dai dati appena riportati, ma sono convinto che siamo di fronte a delle opportunità lavorative da considerarsi fondamentali, soltanto, per la valenza esperenziale che l?occupato del momento acquisisce durante il tirocinio nell?azienda che lo ha accolto e che lui ha scelto. Dopo 12 mesi ognuno a casa propria con la consapevolezza di saper fare qualcosa in più. Forse.

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