I sette samurai (Shichinin no samurai), 1954 ? di Akira Kurosawa. Con Takashi Shimura, Toshiro Mifune, Yoshio Inaba, Seiji Miyauchi. Bianco e nero. Durata 200?.

Voto: 98/100

I contadini di un villaggio nel Giappone del ?500, continuamente derubati da una banda di briganti, decidono di reagire alle vessazioni di questi ultimi e di ingaggiare un certo numero di samurai per organizzare la difesa. Ne trovano sette che, pur consapevoli di non guadagnare nell?impresa soldi né gloria (i contadini possono offrire solo vitto e alloggio e la lotta contro i briganti, sia pur rischiosa, non è certamente una impresa guerriera di cui gloriarsi), accettano la proposta. Superate le iniziali, reciproche diffidenze, samurai e contadini si uniranno e, al prezzo della vita di quattro samurai e molti contadini, riusciranno a respingere l?assalto dei briganti, sterminando l?intera banda.

Uscito nel 1954, al termine di un triennio magico per il cinema giapponese ? erano arrivati sugli schermi ?Vivere? dello stesso Kurosawa, quattro capolavori di Kenji Mizoguchi (?Vita di O-Haru, donna galante?, ?I racconti della luna pallida d?agosto?, ?Amanti crocifissi? e ?L?intendente Sansho?) ed il meraviglioso ?Viaggio a Tokyo? di Yasujiro Ozu ? il film è uno dei capolavori assoluti del cinema mondiale.

E? un film epico, con scene di battaglia girate benissimo (a dimostrazione che per fare grande cinema non sono indispensabili risorse economiche cospicue e mezzi tecnici all?avanguardia come quelli odierni), ma anche profondamente umanistico. La parte iniziale, in cui vengono mostrate le diversità e le diffidenze tra i contadini e i samurai è magistrale, così come il finale in cui la vita riprende ? serena – per i contadini tornati alle loro occupazioni quotidiane e meno serena per i samurai costretti a continuare il loro girovagare in attesa di nuove imprese guerresche: ?Noi Samurai ? dice il saggio Kanbei ? siamo come il vento che passa veloce sulla terra, ma la terra rimane e appartiene ai contadini?.

Uno dei messaggi che emerge dal film è l?invito a non rassegnarsi di fronte alle difficoltà, a combattere contro le avversità della vita, anche quando queste sembrano troppo grandi e pressanti per essere sopportate.

Fotografato in un bianco e nero stupendo, il film ha una serie di ottimi interpreti tra cui spiccano i due attori-feticcio di Kurosawa, Takashi Shimura e Toshiro Mifune. Da vedere assolutamente nella versione originale di duecento minuti, ripristinata nel 1980 ed oggi reperibile in VHS e DVD e non nella versione ridotta all?epoca a 130 minuti e che aveva trasformato questo splendido film profondamente filosofico in una sorte di western giapponese.
Il film è stato rifatto a Hollywood nel più conosciuto, almeno per gli spettatori italiani, ?I magnifici sette? di John Sturges ma la differenza che c?è tra l?originale ed il remake è la stessa che intercorre tra una sachertorte e una crostata con la nutella.

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