L?attività dell?organismo denominato Acqua SpA è sintetizzata dalle parole dell?emerito presidente Antonio Papaleo, una distinta persona dal tono affabile e gentile, dagli occhi sinceri, da cui traspare la calma, la sensibilità e l?intelligenza di un individuo che ha vissuto le umane esperienze, sapendo cogliere i frutti da ogni situazione. Il responsabile afferma che in Italia, dunque anche in Basilicata, le istituzioni hanno avuto ?scarsa considerazione dell?acqua come risorsa?; eppure le numerose e ripetute crisi idriche, stanno imponendo un nuovo modo di pensare e utilizzare il bene prezioso, limpido e fluido.

I presidenti delle Regioni in passato hanno visto alternarsi periodi di opulenza e di penuria idrica, in qualità di commissari della crisi idrica, carica prorogata anche alla luce del sistema federalistico. Sono necessari, adesso, dei cambiamenti all?interno delle istituzioni ed è più sentita l?esigenza di gestire in modo autonomo le risorse, attraverso Enti autoctoni, appositamente istituiti (Acquedotto Lucano e Acqua SpA), i quali devono collaborare con gli organismi già esistenti (Ente Irrigazione, Acquedotto Pugliese, Consorzi…).

Esemplificando la congiuntura attuale si constata che le acque potabili sono amministrate dall?Acquedotto Pugliese per ciò che concerne il territorio della predetta regione, la quale beneficia di circa 15 milioni di mc di acqua proveniente dalla Basilicata; altro ente gestore è l?Acquedotto Lucano, che amministra l?oro blu potabile nell?omonima regione, in seguito alla costituzione ultimata nel corso del precedente anno. La gestione idrica è altresì demandata direttamente ai Comuni, i quali ricoprono funzioni specifiche nell?utilizzo del liquido potabile.
Le acque all?ingrosso, destinate dunque a usi industriali o agricoli, al contrario, sono amministrate dall?Ente per lo sviluppo dell?irrigazione e per la trasformazione fondiaria, che distribuisce l?acqua tra Irpinia, Basilicata e Puglia. In tale settore si inseriscono anche i Consorzi di bonifica, per quanto riguarda il fluido bene da destinare all?agricoltura, e i Consorzi industriali, ossia i gestori delle risorse idriche da assegnare ai grandi utenti o alle industrie.

L?Acqua SpA si ritaglia una funzione precipua all?interno di tale sistema. L?organismo è stato istituito mediante la Legge regionale n°21 del 03 giugno 2002 e ha il compito di captare, addurre e accumulare l?acqua, in modo da gestire l?intera quantità idrica, evitando sprechi del pregiato liquido e frammentazioni nella rete di distribuzione, provvedendo alla razionalizzazione dei variegati impieghi. La predetta SpA ha come compito statutario la gestione, nonché la manutenzione di impianti e opere preposti all?approvvigionamento primario, a uso plurimo, delle acque ricadenti sul suolo lucano. Essa identifica e determina, altresì, infrastrutture di carattere regionale e nazionale, in concerto con il Ministero di competenza. A tale Ente è demandata, inoltre, la gerenza delle reti e degli impianti; rimane, pertanto, titolare della maggioranza delle azioni, al fine di preservare gli interessi delle collettività.

Trattasi di una Società per Azioni (SpA) a totale capitale pubblico (art. 2, LR 21/02), in quanto i 200.000? di patrimonio sociale iniziale fissato, sono stati interamente sottoscritti dalla Regione Basilicata, anche se non è esclusa una futura ed eventuale partecipazione di altre società private, per gli aumenti di capitale e le ripartizione delle quote, ?in ragione sia delle risorse idriche potenzialmente rese disponibili per le finalità sociali, sia del valore attuale delle infrastrutture, degli impianti e delle opere a tal fine conferite? (cit.).

Acqua SpA diventa, pertanto, l?unico ente che gestirà la risorsa idrica. Essa sarà materialmente come un anello posto tra invasi, corsi fluviali, laghi, sorgenti e gli organismi preposti alla gestione della risorsa, ossia Ente irrigazione, Acquedotti, Consorzi e Comuni. Tangibilmente il predetto organismo è incaricato di razionalizzare gli usi e ridurre gli sprechi idrici, garantire una gestione efficiente ed efficace dell?acqua, evitando utilizzi impropri e abusi, a tutela dell?ambiente e dell?uomo. Oltre a salvaguardare l?habitat circostante, in tal modo, si può garantire alle collettività un consumo pro capite di acqua equo, impedendo consumi eccessivi o mancanze sproporzionate, affinché il limpido fluido possa divenire una fonte di prosperità e benessere per tutti, considerabile come l?oro blu della Basilicata.

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