E? la cronaca di un duro attacco del centrodestra lucano al Presidente della Regione Basilicata, Filippo Bubbico e al resto della maggioranza compresa. Si parla di verità nascoste sul caso delle Scorie Nucleari a Scanzano Jonico. A detta dei rappresentanti forzisti sul nostro territorio, capeggiati dal parlamentare Gianfranco Blasi, nella ?Combriccola dei Conoscitori? ci sono, indistintamente, il Sindaco di Scanzano, il Governatore maximo, l?Assessore all?Ambiente Carlo Chiurazzi e gli esponenti nazionali del centrosinistra.

?La Regione ha sempre saputo che la Basilicata era al centro di studi per l?individuazione del sito unico di stoccaggio delle scorie radioattive, ma non si è impegnata in modo serio nelle varie sedi per scongiurare tale ipotesi?. Questa è la dichiarazione rimbalzata in modo insistente negli ambienti che contano e che al momento opportuno modellano l?Opinione Pubblica. Ma andiamo con ordine.

Si racconta che alla vigilia dell?approvazione del famoso Decreto 314, sia Silvio Berlusconi sia Altero Matteoli ricevettero da fonti tecniche una sorta di lasciapassare. Pertanto, il sistema degli Enti locali lucani era pienamente informato sulla ?criminosa? scelta. La fonte tecnica è stata la Sogin del generale Carlo Jean. Ma, dalle dichiarazioni, sembra che la vicenda abbia radici più ?antiche?.

Nel 1998 vengono attivate delle procedure per l?individuazione del sito nazionale. Nel 2000 il lavoro svolto nei due anni precedenti arriva a compimento e il nome della Basilicata corre di bocca in bocca con frequenza inaudita. Nel 2001 la giunta regionale approva una delibera che determina la formazione di un gruppo di lavoro composto da dirigenti e docenti universitari lucani per controbattere scientificamente la scelta piovuta dall?alto. Nel 2002 non viene approvata una delibera degli esperti che hanno carpito dei ?buchi? nelle relazioni dell?Enea.

A queste provocazioni e bacchettate (?non al sapore di torio?) Filippo Bubbico si è incazzato; si è incazzato di brutto, condannando le dichiarazioni altre e ripagandole con la stessa moneta. Ha chiesto esplicitamente e con veemenza significative spiegazioni e vuole la lista completa dei responsabili. Vuole tutti i nomi (?come se la Casa delle Libertà non ne avesse fatti abbastanza?).

Sono pienamente d?accordo con il collega Mimmo Sammartino della Gazzetta del Mezzogiorno quando afferma che con gli insulti non si arriva da nessuna parte. Mi sento però in dovere di aggiungere che a volte gli insulti servono ? in quanto strumenti provocatori ? a far perdere il controllo e a scardinare eventuali posizioni omertose. Sono convinto che in Basilicata tutti sapevano, sia nel centrodestra sia nel centrosinistra. So che in questo momento la voce che introduco potrà destare rancori e alimentare nuove polemiche, altre censure, altre denunce, altre richieste di risarcimento, altri avvertimenti. A noi giornalisti, sinceramente, non interessano granché i combattimenti tra galli, per la spartizione del pollaio; preferiamo piuttosto input per nuove inchieste. E qui di incentivi ne affiorano tanti.

Dulcis in fundo ho qualche altro quesito da formulare. Perché la compagine di centrodestra ha deciso di pubblicizzare lo scandalo solo ora? Perché non lo ha svelato nei giorni caldi dello scorso novembre? Mi viene il dubbio che in tanti scelsero di salire sul carro delle proteste per riconoscenza verso la propria terra e per adescare simpatie elettorali. Si, ecco, proprio le elezioni. Si sta cercando in tutti i modi di screditare i rivali, di infangare gli avversari. Le verità nascoste venute fuori potrebbero risultare la spinta determinante ad una campagna promozionale, alla vigilia dell?assegnazione di altre poltrone. Le tornate elettorali di giugno rappresentano un?occasione troppo importante sia per l?uno che per l?altro. Alle instabilità programmatiche e congenite dei leader sinistroidi si contrappongono le variegate e sfiorate crisi dell?Esecutivo berlusconiano.

?Molti tentarono ? invano ? di dire con gioia ciò che più è gioia: qui, finalmente, nel lutto si esprime? (Holderlin)

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