Continua la nostra inchiesta sul Caro Prezzi. Dopo l?inusuale resoconto di costi (tanti) e benefici (nessuno) e l?accurata analisi di come alcune famiglie lucane hanno ammortizzato nel migliore dei modi l?aumento increscioso dei prezzi, oggi ci tocca intraprendere un altro viaggio: nelle tasse più rinomate che sono solite riempire la voce ?uscite? del nostro bilancio familiare.

L?avvento dell?euro ha, certamente, portato un aumento smisurato del costo di tutti i prodotti in commercio, nessuno escluso. Quando affermiamo questo, la nostra attenzione e la nostra indignazione cade, in maniera solita, proprio sulla moneta unica, considerando l??uro il vero responsabile. Non è così. E non è colpa nemmeno delle ?massaie?, come felicemente ha esordito il. La causa principale è nelle capacità di controllo del nostro Governo e di tutti quei sistemi integrati che devono tenere a bada il valore delle merci e tutelare i consumatori, sempre più bistrattati come categoria. Consumatori che siano Ricchi o che siano Poveri.

A proposito di questo riprendiamo un passo dell?articolo della nostra collaboratrice Lucia Pia Caggiano pubblicato nella Copertina n.109 del 23/01/2004, che illustra due situazioni vivibili ipotetiche in un periodo di festa comune:

[?] La prima categoria/esempio è relativa/o ad un?agiata famiglia lucana (di cui non verranno menzionati nomi o elementi che possano renderla nota, in modo che essa divenga un generale archetipo e non un?identità reale, sottraendola così a eventuali giudizi) che ha deciso di trascorrere le festività natalizie nello sfarzo e nell?opulenza. Le giornate trascorrevano tra lauti pranzi e lunghe passeggiate finalizzate all?acquisto di costosi regali da consegnare a parenti e amici. Le serate erano organizzate all?interno dei locali più in voga, ove il nucleo familiare si recava per partecipare a spettacoli serali, giochi di gruppo oppure danze e canti. I giorni rigorosamente di festa sono trascorsi all?interno di un ristorante o tra le mura della dimora di un congiunto, per mera formalità, per quell?obbligo interiore che impone di vivere con un parente le festività. Il periodo natalizio è trascorso velocemente, è apparso stressante, eppure è rimasto vuoto, privo di intensità genuina e momenti gioiosi da ricordare, così come si evince dalla loro testimonianza.

Il secondo esempio, al contrario, riguarda la famiglia ?G?, la quale vive in un piccolo paesino lucano. L?intero nucleo familiare è molto numeroso, ma nonostante i rincari imposti dall??uro, ha deciso di trascorrere, come ogni anno, le festività natalizie insieme. La sera si riunivano tra le mura domestiche di uno dei figli di nonna Maria, per dilettarsi con i tradizionali giochi da tavola o per danzare balli popolari e intonare canti folklorici, seguendo le note della fisarmonica. Nel corso di alcune giornate i ritardatari si recavano nei negozi per acquistare un piccolo dono da porgere a cugini, zii, nonni o genitori [?].

Per entrambe le famiglie, così diverse nell?organizzare il loro Natale, nel delineare la loro vita, nel rapportarsi con l??uro, è arrivata la medesima tassa da pagare: quella relativa all?erogazione idrica.

Con l?inizio del nuovo anno, è arrivata la prima bolletta dell?Acquedotto Lucano Spa, la società a capitale pubblico sbocciata nel 2002 con la mansione di gestire il servizio idrico integrato. E le sorprese sono state tante per tantissimi cittadini lucani. Infatti, i conti della squadra del Presidente Santochirico (nella foto in alto a sinistra) non tornano affatto. Le segnalazioni degli utenti, invece, tornano. Sono centinaia le ?bollette pazze? dei cittadini di Rivello e Nemoli, ad esempio, che si sono visti recapitare somme considerevoli. Ed i casi verificatesi nel Lagonegrese non sono i soli nell?intera regione.

A questo punto, sono due gli inviti che facciamo. Il primo è rivolto ai vertici dell?Acquedotto Lucano affinché risolvano in breve tempo lo spiacevole inconveniente; il secondo va ai cittadini che si sono trovati in questa situazione: prima di pagare recatevi nell?ufficio competente del vostro comune per verificare la vostra reale posizione. Prima i rincari poi le tasse.

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