Cronaca di una storia di ?ordinaria follia?

Da qualche tempo a questa parte, quello che oramai viene definito il ?popolo lucano? (che tiene all?ambiente ed al futuro del proprio territorio…per intenderci) vive in uno stato di perenne agitazione, teso come una corda di violino: al minimo stimolo é pronto a scattare. Il caso Scanzano ha evidentemente lasciato segni indelebili, difficili da cancellare in quattro e quattr?otto, ed ha finalmente ?insegnato? alla maggioranza delle persone che stare all?erta e tenere ?gli occhi bene aperti? puo?, in molti casi, evitare di ritrovarsi invischiati in situazioni spiacevoli. Per questo la notizia del possibile arrivo di un carico di rifiuti tossici piemontesi da smaltire a Melfi ha scatenato un vero e proprio ?pandemonio?.

?L?allarme? é stato lanciato, lo scorso 20 gennaio, dalle pagine del noto quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno e da alcuni portali web che si occupano di cronache regionali. L?ipotesi avanzata é quella di un ?trasferimento? di rifiuti speciali dal Piemonte in Basilicata: destinazione termodistruttore ?Fenice? di S. Nicola di Melfi. Alla base, un accordo tra la Provincia di Torino ed il gruppo Edf (multinazionale con testa francese che ha rilevato da Fiat la gestione dell?impianto di Melfi), a seguito della decisione, della stessa Edf, di smantellare una struttura simile in Piemonte. L?impianto, denominato Stureco, che aveva cominciato la propria attività all?inizio degli anni ?80, non presenterebbe oggi garanzie per quanto riguarda la sicurezza. L?amministrazione provinciale torinese, spinta dalle incessanti proteste dei residenti preoccupati per gli effetti sulla salute, ne ha chiesto la ristrutturazione ma la multinazionale, conti alla mano, ha preferito chiudere l?inceneritore perché ammodernarlo sarebbe stata un?operazione ?antieconomica?. Da qui la decisione di Edf di frammentare il carico di immondizia nelle altre strutture che gestisce in Italia tra cui, appunto, Fenice di Melfi.

A suscitare scalpore sono soprattutto le dichiarazioni dell?Assessore all?Ambiente del capoluogo piemontese, Giuseppe Gamba, secondo il quale ?finalmente si é risolto un grosso problema di impatto sull?ecosistema. I rifiuti pericolosi prenderanno altre destinazioni e al zona nord torinese sarà sgravata di un rilevante carico ambientale?. Un carico che finirà sul groppone dei lucani? Come conseguenza, un?immediata levata di scudi del mondo politico ed ambientalista della Basilicata. In primis, la reazione di Gianfranco De Leo, del direttivo nazionale di Legambiente, per il quale ?l?utilizzo di Fenice per smaltire i rifiuti speciali della Provincia di Torino si pone al di fuori di una corretta pianificazione e dal controllo democratico. E? evidente che queste soluzioni lasciano spazio ad accordi, decisioni e scelte operative che corrispondono sempre più ad interessi economici e sempre meno alle esigenze della collettività?.

Interviene anche il Presidente della Provincia di Potenza, Vito Santarsiero, che considera ?gravi? i toni usati dall?assessore Gamba perché ?tende a mettere i territori in contrapposizione?. ?Nulla di sconvolgente?, ha pero? precisato, ?in base ad una nostra disposizione, battezzata dal Consiglio di Stato, nel sito di Melfi é possibile smaltire rifiuti speciali d?oltre confine fino al 40% della potenzialità del forno (circa 36 mila tonnellate all?anno), le cui tipologie sono vincolate ad un elenco ben preciso determinato dal parere ministeriale di Valutazione di Impatto Ambientale. Il gruppo Edf?, ha concluso, ?non deve andare oltre queste regole e noi saremo vigili fino in fondo?. Totalmente all?oscuro lo stesso Sindaco di Melfi, Ernesto Navazio, per il quale la notizia appare essere ?infondata?, ma ?nel caso fosse vera?, ha ribadito, ?ci stiamo preparando ad affrontare le possibili conseguenze. Saremo più vigili di prima per impedire qualsiasi atto di forza sul nostro territorio?.

Dichiarazioni in merito sono giunte anche dall?on. Mario Lettieri, esponente della Margherita, che ha chisto ?un efficace intervento del Ministero dell?Ambiente?, in quanto ?si violano gli accordi a suo tempo stipulati dalla Fiat che prevedevano lo smaltimento dei rifiuti regionali nonché di quelli prodotti negli stabilimenti Fiat del sud?.
?Un?immediata convocazione della società da parte di Provincia e Regione? chiesta, invece, da Giannino Romaniello, Segretario regionale della Cgil, per il quale ?non serve semplicemente attivare ulteriori controlli sulla Fenice, quanto piuttosto rendere leggibili e consultabili i dati sul monitoraggio ambientale, la tipologia e la quantità dei rifiuti trattati?.

Da Torino giungono intanto voci di smentita. Attraverso un comunicato stampa e dai microfoni del Tgr l?Assessore Gamba assicura ai lucani ?di non aver mai pronunciato il nome di Melfi come possibile terminale degli scarti. L?unica notizia confermabile?, ha proseguito, ?é la decisione di Edf di chiudre il vecchio impianto di Torino?. Ma giungono anche segnali di segno opposto. A mettere in guardia la Basilicata post-Scanzano ?dal rischio di abbassare il livello di attenzione? é il Consigliere Comunale di Forza Italia (e di origini lucane), Rocco Lospinuso, secondo il quale ?sarebbe il caso che il Governatore Bubbico scenda in campo per contrastare questo progetto?.

La successiva polemica nata tra Torino e La Gazzetta del Mezzogiorno (che pubblica, a sostegno della propria tesi, un articolo del 16 gennaio apparso sulla cronaca locale del quotidiano torinese La Stampa), sembra essere meno interessante. Un dato, invece, va comunque sottolineato: ?la Provincia?, ad affermarlo é lo stesso Gamba, ?non ha alcun potere decisionale sulla futura destinazione dei rifiuti. Sarà il gruppo Edf a stabilire dove sistemare il carico di Stureco?. A buon intenditor, poche parole.

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