In relazione all?istituzione del Parco nazionale Appennino lucano Val d?Agri?Lagonegrese, l?assessore all?Ambiente e territorio, Erminio Restaino, precisa quanto segue.

?Ritengo opportuno informare l?opinione pubblica, nel merito delle notizie che si vanno diffondendo per l?istituzione del Parco nazionale Appennino lucano Val d?Agri ? Lagonegrese, sentendo la necessità di fare il punto corretto della situazione e anche chiarezza nel merito. Innanzitutto si deve riassumere il percorso amministrativo e tecnico fatto dall?amministrazione regionale e dal ministero dell?Ambiente e territorio, in attuazione delle leggi 394/91 e 426/98 per l?approvazione dell?intesa definitiva tra la regione Basilicata e il ministero dell?Ambiente.

Il ministero dell?Ambiente, in attuazione della legge 394/91 ha proposto alla Regione Basilicata, con una planimetria in scala 1:50.000 la perimetrazione del Parco. Tale perimetrazione comprendeva i territori comunali di Abriola, Anzi, Brienza, Calvello, Carbone, Castelsaraceno, Grumento Nova, Lagonegro, Laurenzana, Lauria, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Montemurro, Noepoli, Paterno, Pignola, Rivello, San Chirico Raparo, San Martino d?Agri, Sarconi, Sasso di Castalda, Spinoso, Tito, Tramutola, Viggiano.

Per tale proposta la Regione Basilicata ha consultato tutti i comuni interessati ed è addivenuta all?approvazione definitiva dell?intesa proposta dal ministero nella seduta del 23 dicembre 2002 (giusta delibera n. 552) inoltrando la stessa intesa al ministero detto per la stesura definitiva del decreto di approvazione da parte del presidente della repubblica. Con comunicazione del 22 maggio 2003 la Presidenza del Consiglio dei ministri ha convocato il tavolo tecnico per la presentazione definitiva dello schema del decreto istitutivo del parco su proposta del ministero dell?Ambiente. La convocazione è stata inoltrata non solo alla Regione capofila per la materia ed alla Regione Basilicata, ma anche al ministero dell?Ambiente, all?Anci, all?Upi, all?Uncem, ai sindaci dei Comuni interessati e Comunità montane interessate, alla Provincia di Potenza.

Il tavolo tecnico ha deciso in quella sede di accogliere e confermare la perimetrazione proposta dal ministero con allegato decreto e di accogliere inoltre la proposta della Regione Basilicata, rappresentata dall?assessore Restaino, e di accogliere anche la volontà di alcuni Comuni di voler ampliare le loro aree incluse nella perimetrazione del Parco. Sempre la Presidenza del consiglio dei ministri, con nota dell?8 ottobre 2003 ha riconvocato per il 20 ottobre 2003 il tavolo tecnico per la definitiva espressione di condivisione del decreto istitutivo del parco. In questa riunione tutti i convenuti hanno preso atto e condiviso la volontà di alcuni Comuni di voler ampliare, per altro lievemente, il territorio interessato e hanno ribadito l?adesione sia alla perimetrazione proposta dal ministero sia il decreto istitutivo. Detto ciò, è importante richiamare l?attenzione di tutti sul fatto che, sia la proposta del ministero dell?Ambiente del 2001, sia la perimetrazione proposta dal Consiglio regionale nel 2002, sia la perimetrazione in discussione al tavolo tecnico del maggio 2003, tutte prevedevano l?inclusione di un?area del monte Caperrino, nel comune di Laurenzana.

L?inclusione di tale area infatti è estremamente strategica per il territorio del parco perché costituisce un corridoio ecologico ed un?area di connessione per la salvaguardia della biodiversità animale e vegetale tra l?esistente Parco regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e l?isituendo parco nazionale dell?Appennino Lucano.
Ciò è coerente con la volontà della Regione Basilicata di sottoporre a stretto controllo, monitoraggio e minimizzazione degli impatti prodotti dalle attività di prelievo degli idrocarburi in corso sulla dorsale appenninica coinvolta. Pertanto, rilevando che da parte del ministero non è ancora pervenuto nulla, non si capisce dove vogliano parare le dichiarazioni del sottosegretario all?Ambiente on. Tortoli, quando sostiene che il ministero dell?Ambiente ha restituito alla Regione Basilicata la perimetrazione del Parco per una sua modifica inerente l?esclusione dell?area Caperrino, visto che è dimostrato negli atti amministrativi scritti e nella volontà di un?intera comunità lucana la condivisione di una proposta dello stesso ministero che include l?area che oggi vogliamo escludere.

Dobbiamo pensare che il ministro dell?Ambiente ha adottato una linea politica diversa dal suo sottosegretario o dobbiamo pensare che il ministero dell?Ambiente diretto da Tortoli e non dal ministro? Insomma al di là dei sospetti che vengono sollevati da queste contrarietà all?interno del ministero dell?Ambiente, sarebbe utile comprendere se i programmi del ministero delle Attività produttive sono concertati con gli altri ministeri o ognuno va per proprio conto e che la Regione Basilicata debba comunque subire i cambiamenti programmatici in qualsiasi momento di un qualsiasi ministro in barba a tutte le concertazioni previste tra le Regioni e il governo?

Comunque sia, la regione Basilicata intende mantenere alta la propria coerenza e trasparenza di comportamento delle proprie decisioni confermando in toto la continuità di quanto istituzionalmente è stato deliberato. Ciò significa che la perimetrazione del parco dell?Appennino lucano, della Val d?Agri ? Lagonegrese deve restare comunque quello già deciso da un?intera comunità coinvolta e deliberato dal Consiglio regionale di Basilicata, ce comunque accoglieva la proposta dello stesso ministero dell?Ambiente.

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