TUTTA LA REGIONE VUOLE IL PARCO DELLA VAL D’AGRI E NEL PARCO IL MONTE CAPERRINO
IL MESSAGGIO RIUSCIRA’ AD ARRIVARE FINO AL MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE?

Legambiente plaude alle prese di posizione dell’assessore regionale all’ambiente e dei ds lucani in merito alla risposta del sottosegretario al ministero dell’ambiente all’interrogazione parlamentare degli onorevoli Molinari e Lettieri sul Parco della val d’Agri e Lagonegrese.

E’ evidente che, come nella vicenda Scanzano, la pervicace volontà del governo nazionale di imporre atti e decisioni scavalcando le conunità locali, ha avuto il potere di avvicinare posizioni che, soprattutto sulla questione petrolio, sono state in questi anni fortemente divergenti.

“Legambiente continua a ritenere, afferma Antonio Nicoletti responsabile nazionale aree protette della Legambiente, che ci siano stati e continuino ad esserci errori gravi nelle modalità con cui è stata condotta tutta l’operazione di sfruttamento petrolifero in Basilicata, sia per i danni che ha comportato e comporterà sui sistemi di sviluppo locale che in relazione al tormentato iter di nascita del Parco dell’ Val d’Agri e Lagonegrese.”

“Tuttavia in questa fase – continua Nicoletti – apprezziamo la reazione netta e chiara espressa da livelli istituzionali e di partito orientata a non recedere minimamente rispetto a quanto, sulla perimetrazione del Parco, è stato stabilito in sede di Conferenza Stato-Regioni e deliberato in Consiglio Regionale. In più ci auguriamo che questa presa di posizione rappresenti il punto di partenza per una più attenta riflessione a tutti i livelli istituzionali sulla questione petrolio in Basilicata”.

“D’altronde – dichiara Antonio Lanorte, Direttore Regionale della Legambiente -la richiesta di esclusione della Montagna di Caperrino dal perimetro del Parco, che di fatto blocca la sua nascita, viene corredata da interpretazioni grottesche da parte di esponenti del governo nazionale, che nascondono solo la volontà di assecondare i desideri della Elf Total Fina. E’ un film già visto: interessi di parte da privilegiare a costo di calpestare processi autonomi di governo del territorio che possano ostacolare attività di imprese le cui opere diventano farsescamente di “preminente interesse nazionale”.”

“Del resto anche la Corte Costituzionale – continua Marco De Biasi, Presidente Regionale della Legambiente – con la sentenza n.303 del 25 Settembre 2003 aveva dichiarato incostituzionali le parti della “legge obiettivo” che volevano “sottomettere” al volere del governo centrale l’intero paese con il pretesto delle opere strategiche.”

La Consulta, infatti, stabiliva che lo Stato centrale può decidere solo d’intesa con la Regione, il programma per la costruzione di una grande opera, ritenendo fondamentale, per la pianificazione delle opere strategiche sul territorio, gli accordi di programma fra Stato e Regione.

Nel caso in discussione è ormai chiaro quale sia, anche alla luce delle prese di posizione degli ultimi giorni, l’indirizzo della Regione Basilicata.

Al Ministero delle Attività produttive non resta che prenderne doverosamente atto, al Ministero dell’Ambiente non resta che procedere con gli adempimenti formali di sua competenza per formalizzare l’istituzione del secondo Parco Nazionale in territorio Lucano.

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