Diverse le pubblicazioni:

?Embrici? (1986)

?Embrici e poi? (1987)

?Concerto di memorie? (1989) romanzo del quale il critico D. Giancane scrive: ?Il romanzo si nutre di profondi succhi, di un focus centrale che sta tra la dimensione puramente letteraria, l?analisi antropologica, il recupero della civiltà contadina e il mondo variegato eppure lucidissimo della memoria che viene ripercorsa dall?autore con una sorta di metafisica chiarezza, in cui s?intrecciano simboli ed oggetti, situazioni e personaggi?.

?Pianeta uomo? (1993)

?Sentieri di ragno? (1993)

?Elementi di linguistica e psicomotricità? (1994)

?Meridiani e paralleli? (1997) – poesie

?Sono nato in un paese/ di nuvole/dove fischia il vento/nelle notti brevi/tra gli embrici antichi/e il giorno è lungo di fatiche/contadine?? , dove ?i contadini hanno giacche/di fustagno?, dove ?le donne allattano/al seno/ sedute nei solchi/ottobrini/da poco ingravidati?.

?Paese del sud?

[dal primo volume di poesie ?Embrici?]

Si presenta ai nostri occhi il mondo contadino con i suoi miti, le sue storie, ansie, inquietudini ma perfettamente aderente alla realtà.Il poeta- scrittore rievoca il paese natìo (Avigliano) partendo da una descrizione naturalistica filtrata da suoni e immagini che ne danno una connotazione ben precisa.Un termine nuovo è presente nella sua poesia: ?l?embrice? che coprendo il tetto contadino, circoscrive uno spazio chiuso e si apre verso un esterno di duro e faticoso lavoro.Accanto alla donna che, intenta ad allattare, custodisce la sacralità propria della famiglia, nei suoi versi compaiono anche donne contadine sane, robuste e forti con mani callose per il duro lavoro dei campi. Dai loro volti bruni traspare una certa rozzezza.

?Sono dure le donne/ e rozze e parlano secche/e piegano l?uomo con sicurezza/e bevono vino alla bottiglia e governano bestie/ma conoscono i giochi d?amore??

Donne a tratti sguaiate e quando la loro voce tace, parla il corpo.

Cosa si muove in luoghi dove s?intrecciano destini, sogni, amori e leggende?
L?inquietudine propria del genere umano non s?arresta, si rincorre costantemente il mistero della vita.
Il volume ?Embrici? si apre con versi brevi che alludono alla ricerca d?identità e singolarità.Tra gli indistinti embrici umani, il poeta vuole fissare i contorni di quell?embrice posto lì, su quel tetto.

?E sono/ coi miei pensieri di sempre/quell?embrice/sconnesso/caduto in frantumi/al colpo di martello/tra tavole, pietre, schegge?.

Diversi personaggi si muovono su uno scenario intriso di realismo, sacralità, magia, familismo e tribalità.Punto fermo del suo dibattersi quotidianamente in una frammentarietà di illusioni, attese, speranze: la ?vecchia madre?.
La donna, ormai stanca, si muove a fatica lungo stanchi sentieri con una senile pensosità. La voce è un po? confusa ma i ricordi nitidi e chiari. A volte si perde nei meandri della sua mente, sembra fissare il vuoto.Come riempirlo? Dinanzi ai suoi occhi, dubbi, silenzi, false certezze, paure e una solitudine che abbrutisce.

Cosa chiedere ancora alla fatalità del destino? Il miracolo di rivedere un?alba chiara al suo risveglio.

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