Diversi critici hanno espresso giudizi sulla liricità della Labriola. Stralci di critica tratti da:

Giorgio Barberi Squarotti
(Recensione critica, 27 giugno 1973)

Istanti d?amore ibernato è un denso ed intenso discorso poetico che ha acutezze strazianti e prolungati indugi descrittivi e meditativi, suasive eleganze e sorprendenti folgorazioni. E? un libro vario eppure unitario per la forza singolare ed originalissima della misura poetica che si avverte coerente e continua…

Rosa Maria Fusco
(da ?Gina Labriola? in Le lucane, I percorsi di poesia femminile in Basilicata)

Per Gina Labriola tutte le terre sono la sua terra, tutte le madri sono la madre, tutte le donne sono ‘la donna’, se stessa in definitiva, cercata (e trovata) al termine di peregrinazioni e di viaggi, odi e amori, baruffe e pacificazioni…

Vittorio Sereni
(Luglio 1973)

Una poesia in cui il meridione natio e l?Iran acquisito si mischiano in un lirismo dove sensibilità squisitamente femminile e più fonda elegia trovano un loro personale rilievo…?

L?attività letteraria di Gina Labriola spazia dalla narrativa alla poesia, dalla traduzione alla critica letteraria. I luoghi ricordati sono il frutto di una civiltà millenaria che ha lasciato tracce indelebili. Il suo obiettivo non è tanto quello di rappresentare viaggi ideali tra città antiche cariche di simbologia e di memoria ma è vivere concretamente in contesti differenti al fine di cogliere somiglianze nella diversità.

Nata a Chiaromonte (PZ), è vissuta undici anni in Iran lavorando presso l?Istituto italiano di cultura di Teheran come collaboratrice dell?Ismeo (Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente). Nella sua poesia arte e vita s?intrecciano, le radici lucane si mescolano a sostrati linguistico-espressivi persiani, spagnoli, francesi. La prima raccolta poetica del 1972, ?Istanti d?amore ibernato? s?ispira a modelli di vita persiani, ricordiamo anche ?Alveare di specchi?, ?In uno specchio la fenice?.

Due i motivi dominanti nei suoi versi: la Lucania e l?Iran, apparentemente diversi ma straordinariamente somiglianti. Sud è la Basilicata ma a sud si trova anche la Persia, paese fortemente impregnato di mito. Il suo allontanarsi dalla terra d?origine non è tanto visto come sradicamento ma risponde all?esigenza di allontanarsi per riscoprire le proprie origini.
Nei suoi versi trasfonde tutta se stessa: la voce della sua anima, il suo cuore, ansie, pensieri, progetti. Intrecciati richiami orientali ci fanno respirare un?altra aria…

Il suo nomadismo (girovaga tra Persia, Spagna, Bretagna, Francia) si arresta in un ?alveare? di specchi, le immagini si rifrangono e si ricongiungono in un alveare circoscritto: la famiglia. La vivacità intellettuale della Labriola spazia dalla poesia alla narrativa, dal teatro alla pittura.

E? stata lanciata una grande novità editoriale curata dalle edizioni ?Il Grappolo?: ?Storie della pignatta?. La bambina- scrittrice rivive le storie narrate dalla zia Capitolina attraverso una serie di racconti magici che ribolle in una vecchia pignatta di terracotta. Tale iniziativa entra nell? orizzonte d?attesa di una categoria curiosa di lettori: i bambini.

Cosa ci si aspetta di trovare in queste storie? Un intreccio di storia, mito e magia stimolerà la nostra tensione conoscitiva. Il dinamismo caratterizzante la personalità della straordinaria scrittrice la spinge a partire da un luogo all?altro e indifferentemente da un genere all?altro.

Il libro si apre con un rituale magico eseguito il giorno della sua nascita:
Al mio paese quando nasceva un bambino si gettava dal suo primo bagno acqua nel focolare se era femmina…“.

Il seguito? Ai lettori le condizioni migliori per gustarlo!

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