Le società calcistiche accolgono tra le loro fila gruppi di ragazzi, al fine di rendere noto ai giovani il mondo dello sport, cercando di trasmettere i sani e genuini ideali, a cui uno sportivo dovrebbe fare riferimento nel corso della propria carriera da atleta. I principi vanno insegnati ai fanciulli, in modo che incorruttibili valori possano radicarsi nell?animo ed essere attuati concretamente ogni istante della vita. All?interno delle società calcistiche, per tale motivo, sono tesserati i pre-adolescenti. Esistono, in effetti, raggruppamenti di fanciulli di 6-8 anni, denominati piccoli amici, di 8-10 anni, i cosiddetti pulcini, e di 10-12 anni, conosciuti come esordienti.

La predetta fascia realizza attività a livello non agonistico, ma esclusivamente dilettantistico, poiché si intende attuare uno dei principi cardini dello sport, secondo cui si pratica un?attività atletica per formarsi e divertirsi, senza privilegiare gli individui che risultino avere maggiori attitudini, capacità e prestanza fisica; coinvolgendo, al contrario, in egual misura i fanciulli meno abili allo sport. L?obiettivo, pertanto, come stabilì Pierre De Coubertin, non è vincere, ma partecipare.

Le squadre di calcio organizzate unicamente per accogliere giovani sono dette ?di puro settore? e a Potenza sono la PGS Don Bosco, l?AS S. Maria e l?associazione A. Fortunato. Queste società partecipano a partite tra gruppi sportivi fino ai campionati regionali. Nel settore non esistono rappresentative, affinché i giovani sportivi non siano selezionati secondo le loro abilità. Si evita in tal modo che soltanto i più abili possano essere convocati, prescelti e selezionati; al tempo stesso è assicurato il rispetto dell?ideale atletico secondo cui si pratica uno sport per fini ludici ed educativi. Naturalmente se dovessero esistere dei talenti, essi non saranno dimenticati, ma verranno segnalati, invitati a raduni e, in seguito, scelti o selezionati.

L?obiettivo di tali squadre non è esclusivamente economico, eppure non bisogna dimenticare che esse devono sopportare costi per assicurare il funzionamento della società e della squadra. Basti pensare che sono necessarie divise sportive, palestre, tecnici qualificati? In tale ambito si inserisce la FIGC settore giovanile e scolastico. L?organizzazione, infatti, coordina l?intero settore, effettua dei controlli per garantire l?attuazione delle norme, tutela i diritti dei ragazzi ed è inserita all?interno delle scuole, al fine di trasmettere gli ideali sportivi e reclutare giovani amanti del calcio.

L?attività calcistica è regolata dalla FIGC, la quale tiene presente la Carta dei diritti dei ragazzi allo sport, emanata a Ginevra nel 1992 dalla Commissione tempo libero ONU. Nella predetta è sancito che è indispensabile salvaguardare i diritti di divertirsi, giocare, fare sport, beneficiare di un ambiente sano, essere allenati da persone competenti, esercitarsi secondo ritmi adeguati, misurarsi con giovani che abbiano le stesse capacità di successo, partecipare a competizioni, non essere un campione, perché tutti hanno il diritto di praticare uno sport.

La UEFA propone, analogamente, delle argomentazione a tutela del calcio giovanile, delineando un decalogo, dal quale si evince che il calcio è: gioco, creatività, dinamicità, onestà, semplicità, amicizia. Tale sport, come si evince dal documento UEFA, nasce dalla strada, quale luogo da non esorcizzare, in quanto è per strada che si impara a vivere e, vivere secondo le sane leggi dello sport, implica il rispetto, la tolleranza e la fratellanza.

Il calcio in Italia, e anche in Basilicata, è uno sport molto amato, tanto da essere considerato lo sport nazionale per eccellenza. Risulta, pertanto, importante investire risorse in tale attività, evitando che gli interessi economici impongano il rispetto esclusivo del dio denaro, in quanto si verificherebbe un allontanamento dall?integrità personale e dai valori spirituali, elementi fondamentali per la sana crescita e la valorizzazione dello sport.

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