Vogliamo vivere! (To be or not to be) 1942 di Ernst Lubitsch con Jack Benny, Carole Lombard, Felix Bressart, Lionel Atwill, Stanley Ridges.

Voto 96/100

Uno dei film più divertenti dell?intera storia del cinema.

L?affermazione, forse fin troppo categorica, è valida chiaramente per chi, al cinema, si diverte di fronte ad una battuta fulminante, ad un doppio senso velato, ad un intreccio ben architettato, ad una situazione surreale. Chi, invece, trova interessanti films del tipo ?American Pie? o ?Natale in India? ed altri simili, farebbe bene ad evitare la visione di questo film in cui l?intelligenza trabocca da ogni scena e la volgarità è messa al bando.
Il film narra le vicende di un gruppo di attori polacchi, capeggiati da Joseph Tura e Maria Tura, che rimangono senza lavoro dopo l?invasione tedesca finché sono coinvolti in un complotto antinazista in cui mettono a frutto le loro capacità di interpretazione scenica.

Ci sarebbe da scrivere fiumi di parole su questo film e su quello che il regista Ernst Lubitsch rappresenta nella storia del cinema. Cercherò di essere sintetico al massimo ricordando l?affermazione di un noto critico cinematografico: ?Lubitsch è un gruviera in cui ogni buco è geniale?; è profondamente vero che le soluzioni registiche adottate da Lubitsch, anche quando appaiono imperfette, sono profondamente studiate e sono le più geniali che sarebbe stato possibile adottare.

A testimoniare la veridicità di quanto detto c?è la trovata più geniale del film: l?uccisione della spia nazista che avviene in teatro dietro ad un sipario chiuso che si apro solo dopo aver udito gli spari e quando la spia cade morta al suolo. E? l?inversione di una storia teatrale in cui il sipario cala sulla morte di un personaggio, ma qui simboleggia, a mio modesto avviso, anche la speranza della libertà dal nazismo che si prospetta al pubblico polacco immaginario, l?inizio per la Polonia di una nuova vita.
Provate ad ascoltare il dialogo pieno di doppi sensi a sfondo sessuale tra Carole Lombard ed il bel pilota polacco e capirete che il buon gusto può trionfare anche trattando argomenti scabrosi.

Sono queste le invenzioni registiche che fanno riconoscere il cosiddetto ?Lubitsch touch?, l?inconfondibile tocco di Lubitsch che connota ogni suo film quasi come un autografo di intelligenza e leggerezza uniche.
Eccezionale l?interpretazione di Carole Lombard, al suo ultimo film, e del simpaticissimo Jack Benny, attore di teatro a suo agio anche al cinema; all?altezza del compito anche una serie di comprimari, tra cui spicca un Felix Bressart di una bravura impressionante (ascoltate il suo monologo di Shylock tratto dal Mercante di Venezia di Shakespeare e ditemi se non vi vengono i brividi).

Per concludere due suggerimenti:

1) La videocassetta non è facilmente reperibile in videoteca ma la si può trovare su internet al sito Internetbookshop.it o altri similari;
2) A chi ama leggere consiglio il libro ?L?ultimo tocco di Lubitsch? di Samson Raphaelson edito da Adelphi. Scritto da uno dei collaboratori più fedeli di Lubitsch vi potrà aiutare a comprendere come il cinema sia stato vera e propria ?fabbrica di sogni? negli anni ?30 e ?40 del secolo scorso.

BREVE BIOGRAFIA DI ERNEST LUBITSCH

Ernst Lubitsch nacque a Berlino il 29 gennaio 1892 da un ricco sarto e, fin da piccolo, si dimostrò appassionato di teatro, recitando nel gruppo teatrale della scuola. A sedici anni abbandonò la scuola ed iniziò a lavorare come contabile nel negozio del padre. Successivamente entrò a far parte del teatro tedesco di Max Reinhardt, all?interno del quale ottenne ruoli di sempre maggiore importanza.

Dal 1912 lavorò come apprendista negli studi cinematografici Bioscope di Berlino e l?anno successivo recitò in una serie di commedie grazie alle quali ottenne un buon successo. Iniziò a scrivere sceneggiature e nel 1918 esorsì come regista girando Gli occhi della mummia.

Il successo vero e proprio arrivò con La principessa delle ostriche (1919), caratterizzato da un umorismo sottile e da un ironico cinismo, tratti che diventeranno d?ora in poi i segni distintivi dei film di Lubitsch e che faranno di lui un grande maestro della commedia brillante e della satira sofisticata.

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