Sono passati alcuni anni da quando le Poste Italiane sono state privatizzate, i nuovi amministratori possono essere orgogliosi di aver azzerato un pauroso deficit accumulato quando l?ente postale era un carrozzone politico, inefficiente e ?governato? con criteri del più bieco clientelismo.
I vertici aziendali sono riusciti a compiere un miracolo a ricondurre i bilanci al segno positivo ma non è stato un?impresa indolore, almeno qui da noi in Basilicata.

Permangono e si sono acuiti i problemi denunciati da più parti dell?intero territorio regionale. Molti uffici postali sono stati soppressi, molti altri sono aperti solo parzialmente, le code agli sportelli sono diventate una costante da incubo quasi dappertutto.

Il personale impiegato sia agli sportelli che nella consegna della corrispondenza è stato ridotto in maniera davvero esagerata. Se poi consideriamo che gli uffici postali sono diventi ?anche? sportelli bancari allora si capisce il perché dei disagi denunciati quotidianamente da cittadini ed istituzioni.

Alla diminuzione di personale ha fatto da contraltare l?aumento delle operazioni agli sportelli ed ecco quindi che l?equazione non trova soluzione.
Anche il sistema informatico adottato non è dei più efficienti, molto spesso la mancanza del collegamento blocca per ore le operazioni che sono di per se alquanto macchinose.

In questo mix di inefficienze si inserisce il comportamento di quello che rimane della Direzione delle Poste in Basilicata, assolutamente irrispettoso delle esigenze della popolazione lucana, delle tante proteste dei Sindaci e dei Parlamentari lucani, più volte intervenuti per indurre la dirigenza delle Poste a sanare le tante inefficienze che cagionano tanti problemi all?utenza.
La dirigenza lucana delle Poste si limita ad informare che questo o quell?ufficio è stato modernizzato ma tutti sappiamo che si tratta di maquillage solo di facciata, i problemi invece non vengono risolti semmai vengono ingigantiti.

In Basilicata, come nel resto d?Italia, le Poste concentrano le risorse e gli investimenti nel settore bancario lasciando scandalosamente abbandonato a se stesse il servizio postale vero e proprio che è ancora svolto in regime di assoluto monopolio.

Spedire una raccomandata, pagare le utenze con il bollettino di conto corrente risulta possibile solo utilizzando i (cattivi) servizi di Poste Italiane. Non è giusto però che in particolari periodi, quando le scadenze si concentrano, i poveri cittadini debbano patire le pene dell?inferno passando ore e ore in coda in uffici postali, alcuni dei quali assolutamente inadatti a contenere tutti gli utenti.

Non passa giorno che sulle pagine dei quotidiani locali non si trovino gli echi di furibonde proteste da parte di utenti inviperiti; purtroppo le proteste si infrangono contro un autentico muro di gomma eretto dai dirigenti della Direzione locale.

Se si è giunti a questa situazione la colpa è anche della privatizzazione selvaggia che favorisce la gestione che traguarda solo agli utili di bilancio e che quindi non tiene conto dell?importante servizio universale che le Poste svolgono o che dovrebbero svolgere. Se si continua ad andare nell?attuale direzione ben presto non ci sarà da scandalizzarsi se di punto in bianco molti uffici postali lucani verranno soppressi perché ritenuti poco remunerativi.
I servizi vitali al cittadino devono essere garantiti a tutti, indistintamente, non solo a quelli che hanno la fortuna di abitare in una particolare area geografica. Chi vive al sud già è stato punito.

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