?600mila buone ragioni come gli abitanti della Basilicata, 12mila ettari coltivati, 400 milioni di euro di investimenti: sono i numeri di un modello di sviluppo alternativo per la nostra terra?, ha detto il Presidente dell?Upi di Basilicata Vito Santarsiero presentando a Matera, nel palazzo della Provincia, il primo libro dedicato alla “rivolta di Scanzano”. “NO”, curato dall’agenzia di stampa Immaginapoli per l’Unione delle Province di Basilicata.

Il volume, tirato in 2.000 copie, è un dossier completo (88 pagine di testo e 16 di fotografie a colori) che ricostruisce la vicenda, con una dettagliatissima cronologia, numerose schede sulla area metapontina (dall’archeologia all’ambiente) e gli interventi di tecnici e scienziati che spiegano tutti gli errori di metodo e di merito della scelta governativa sull’ubicazione del deposito unico nazionale di scorie radioattive.
Alla presentazione del volume oltre ai due Presidenti delle Province, Nino Carelli di Matera e Vito Santarsiero di Potenza, sono intervenuti il vice Presidente dell?Upi Antonello Grignetti, il Presidente del Consiglio Provinciale di Matera Rocco Rivelli, il Senatore Giampaolo D?Andrea, il giornalista Ugo Maria Tassinari che ha curato il libro insieme a Josè Mazzei.

?Era più che giusto che presentassimo a Matera questo volume che nasce con l?intento di lasciare una traccia di quello che è successo ? ha detto il Presidente dell?Upi di Basilicata, Vito Santarsiero ? Avevamo bisogno di definire i contorni di questa vicenda grave dal punto di vista non solo politico, ma anche tecnico e procedurale per richiamare un aspetto importante: quello del metodo che è stato poi l?elemento che ci ha permesso di trovare l?adesione di tutta Italia. Il volume ? ha ricordato Santarsieroera nato per essere presentato a Roma ed essere offerto a tutti i parlamentari del Paese il 2 dicembre. Doveva essere il contributo dell?Upi di Basilicata per una decisione corretta della nostra vicenda. La modifica del Decreto ha fatto sì che il volume assumesse un altro carattere, quello della memoria storica, dei contenuti procedurali da doversi sottolineare per la realizzazione di qualsiasi opera nel nostro Paese. Il volume sarà ora distribuito nelle scuole ai nostri studenti per far capire che il nostro ?No? non è stato in funzione di un sito ma di scelte più profonde?.

?Questa iniziativa dell?Upi di Basilicata, su proposta dalla Provincia di Potenza ? ha spiegato il Presidente della Provincia di Matera Nino Carelli – voleva dare una testimonianza del ruolo delle Province in merito a questa vertenza nazionale su Scanzano Jonico. Non per la necessità di rivendicare un attivismo a tutti i costi, ma per rimarcare il nuovo ruolo al quale sono chiamate le Province e non solo in materia di ambiente. Il Decreto rappresentava un arretramento dello sviluppo sul territorio. E le due Province si sono mosse per dire il loro ?no? con grande stile con grande riservatezza ma anche con grande determinazione proprio per evitare che i nostri sforzi sul territorio e sull?ambiente venissero penalizzati. Non dimentichiamo però che la nostra Provincia già ospita le scorie nucleari con l?Enea?.

?Una presenza questa dell?Upi di Basilicata ? ha ribadito il vice Presidente Antonello Grignetti – nella sua interezza in tutte le sue componenti che rappresenta una memoria di un evento che ha visto il popolo lucano coeso nel rappresentare i propri diritti. La protesta di Scanzano Jonico è stata il riscatto della regione e delle nostre istituzioni contro un provvedimento che non era inconsistente solo sul piano politico ma anche sul piano politico scientifico?.

?La presentazione di questo volume ? ha ricordato il Presidente del Consiglio Provinciale di Matera Rocco Rivelli ? proprio a un mese dall?emanazione del Decreto serve per fare un bilancio di questa vicenda. In Basilicata cosa è successo in quei giorni ha insegnato che nulla sarà come prima in Basilicata e nel Sud. La vicenda di Scanzano Jonico ha rappresentato una rottura culturale nell?intero Sud. I cittadini con strumenti che non erano del tutto scontati, quelli della non violenza, hanno portato avanti una battaglia. Questa lezione va colta e portata avanti. Dobbiamo lanciare un messaggio ai Sud del mondo perché non siamo disposti ad accettare uno sviluppo senza progresso?.
?Plaudo a questa iniziativa ? ha detto il Senatore Giampaolo D?Andrea ? per le cose che ha saputo insegnarci: per il significato che ha rappresentato dal punto di vista della protesta, che è stata massiccia, civile, ferma, ma caratterizzata dal rispetto delle regole. E? stato il segno che esiste un governo democratico dei conflitti sociali.

Non è stata la protesta meridionale come ha voluto etichettarla qualche giornale del Nord, né un modo di assecondare lo spirito ribellistico di un mezzogiorno in opposizione, ma una rivolta che ha interessato tutte le classi sociali e politiche. Non dobbiamo dimenticare tutto il valore positivo che dietro questa vicenda. Non è solo una protesta ?contro? ma anche ?per?. Per dire sì ad una prospettiva di sviluppo del Metapontino. Martedì ? ha ricordato D?Andrea ? il Decreto sarà al voto in Senato. Siamo soddisfatti, ma manteniamo ancora anche perplessità sulla decisione del Governo. Cautela e responsabilità ci dicono risultati positivi sono stati raggiunti ma per voltare pagina il governo deve rinunciae all?idea di un sito unico nazionale?.

?Dietro questo volume c?è tutto l?orgoglio della professione ? ha detto il giornalista Ugo Maria Tassinari ? Da organizzatore di giornali sono tornato a fare il compilatore, ma ho potuto realizzare questo libro solo perché i colleghi della carta stampata e delle Agenzie hanno fatto uno straordinario lavoro. Una settimana di lavoro per raccontare quel corteo dei centomila che ha rappresentato una lezione che i politici devono apprendere per riadeguare il nuovo modello di sviluppo. C?erano diecimila ragioni dietro il No. Vinta la prima battaglia ora con più orgoglio e forza dobbiamo incalzare le forze politiche regionali perché non si ripetano episodi come questo?.

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