Il pericolo apparentemente scampato in seguito alla modifica del Decreto Legislativo n.314 in riferimento alla realizzazione di un sito unico nazionale per lo stoccaggio delle scorie nucleari non ci impone assolutamente di abbassare la guardia e dimenticarci dei famosi quindici giorni di protesta lucana ad oltranza che hanno fatto la storia della nostra regione. E? doveroso continuare nello studio e nel controllo di tutti quegli apparati che hanno portato alla scelta di Scanzano Jonico (Mt) e che porteranno probabilmente alla scelta di un?altra località predestinata, senza dimenticare, comunque, che il comune sulla bellissima costa jonica resta nella rosa delle possibilità.

Dobbiamo per un attimo fare un passo indietro ed immaginare quali potevano essere le disastrose incidenze sulle attività commerciali presenti sul litorale nell?eventualità di trasporti di massa di scorie nucleari; sulla salute dei cittadini, sul futuro dei nostri figli. A queste previsioni non dobbiamo certo dare il senso del futuro, come qualcosa che potrà avvenire, ma il senso del presente come qualcosa che è già avvenuto. Ed è proprio in uno dei tanti reportage girati a Scanzano Jonico che abbiamo conosciuto la Signora Rosa Leone e constatato con i nostri occhi i danni subiti dalla sua azienda in seguito alla notizia dello scorso 13 novembre 2003. Seduti attorno ad una tavola di prodotti tipici locali si è buttata giù questa intervista:

Signora, si presenti ai lettori?
Sono Rosa Leone, imprenditrice agricola e coltivatrice diretta, proprietaria dell?Azienda ?San Gaspero e San Michele? che produce prodotti genuini venduti nelle zone limitrofe ed esportati anche all?Estero. Siamo un?azienda seria che si è sempre distinta in questo settore, siamo lucani e tutto quello che facciamo lo facciamo con il cuore.

Per quanti ettari si estende la Sua proprietà e cosa producete?
Abbiamo circa 10 ettari di terreno tutti trasformati. Il nostro sostentamento è possibile grazie ad una vasta produzione: dalla frutta alla verdura, dal vino all?olio, dai conigli ai polli?

Cos?è successo quando è stato approvato il famoso Decreto Legislativo n.314?
Già dal giorno seguente tutti gli ordini che avevano sono stati annullati. Siamo stati costretti a licenziare uno dei due dipendenti che lavoravano per noi. Abbiamo letteralmente perso 2-3 ettari di ortaggi e buttare quintali e quintali di altri prodotti. Nessuno ha voluto più niente, nemmeno dai paesi vicini. Ma noi non siamo il solo caso, perché anche in altre aziende vicine ci sono state le medesime conseguenze. Se non lavoriamo non possiamo pagare tutte le spese necessarie?

Come avete potuto notare da queste prime battute si è aperta una situazione drammatica per tutti quelli che vivono di agricoltura in quelle zone. Si è minata la situazione sociale ed economica di intere famiglie. Non c?è stata nemmeno l?ombra di un animo coscienzioso nelle scelte venute dall?alto. E anche se spostiamo il discorso in altre aree italiane la situazione non cambia perché altri valori ed altri meccanismi saltano inesorabilmente.
Dopo aver fotografato i prodotti andati a male della Signora e letto negli occhi della stessa momenti di disperazione ed ansia per il Suo futuro, per quello della Sua terra e della Sua famiglia, abbiamo chiesto a Rosa Leone di lanciare un messaggio deciso. Leggete cosa ci ha detto:

?La terra è di Dio, anche il sottosuolo è di Dio e non del Governo che non può pensare di distruggere tutti i nostri sacrifici, i miei, degli scanzanesi, della Lucania tutta. Il pericolo maggiore è che moriremo tutti, i nostri bambini, di cancro e leucemie. [?] La terra è nostra, comprata con il sudore e per nessuna ragione al mondo andremo via, nemmeno se ci minacceranno con gli eserciti. Noi lotteremo insieme e con tutti i mezzi, non molleremo. Ci ribelleremo contro il cimitero delle scorie. [?] Non possiamo essere insultati e non possiamo assistere alla morte della nostra Lucania fiorente. [?] A noi coltivatori diretti non solo non ci avete mai aiutato, ma ora volete penalizzarci e costringerci a morire di fame e di malattie, perché non vendendo più niente noi moriremo. [?] Con la mano destra hai firmato il decreto, con la mano sinistra strappalo. Vergogna?.

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