Il teatro non è solo un edificio al cui interno si rappresentano opere liriche o in prosa, ma è un luogo ove si rievocano gesta di nobili eroi, si rivivono esperienze di umili personaggi, si raccontano storie e vicende umane, concrete o irreali. Tale situazione si ripresenta ogni qualvolta il sipario si leva, quando fatti astratti acquistano una vita reale, attraverso quel soffio vitale che fuoriesce dai corpi degli attori, immateriale come il sibilo della loro voce e tangibile come i loro corpi, i quali riproducono le gesta e le movenze di personaggi che sarebbero rimasti soltanto delle parole impresse su carta e imprigionate nei libri. Il teatro è anche questo, è la vita di volumi ed eroi che si propaga, senza i filtri del play back o dell?obiettivo di una cinepresa. Il pubblico, sito in platea o galleria, da millenni gusta le rappresentazioni dal vivo, provando emozioni e sentimenti, tanto concreti perché sono gli stessi gli attori che nutrono tali stati d?animo, dando vita a personaggi e vicende.

La Basilicata ha i propri piccoli teatri, all?interno dei quali sono numerose le rappresentazioni che vengono realizzate. La stagione lucana è molto ampia, sia per numero di pièce teatrali riprodotte, che per i luoghi in cui esse sono messe in atto, a partire da gennaio. La stagione teatrale 2003, curata dall?Associazione Basilicata Spettacoli (ABS), è quasi terminata, ma vale la pena descriverne e conoscerne alcuni frammenti.

Per ciò che concerne la prosa è stato rappresentato Anfitrione, da Plauto a Kleist, che racconta la beffa ordita da Giove contro Anfitrione e Alcmena, quando la bella sposa fedele, è ingannata dall?infida divinità; quest?ultima acquista le fattezze dello sposo, al fine di sostituirsi a lui nell?alcova nuziale. Il piano riesce alla perfezione e la vicenda impone una riflessione che spazia dal tema di un Dio onnipotente fino alla tematica degli uomini beffati e traditi, impersonati dalla compagnia del Teatro de Gli Incamminati ? Teatro Ebe Stigliani.

In Misura per misura, invece, viene recuperato e riproposto il rinomato testo shakespeariano, da parte della complessa di attori Progetto URT, al fine di mostrare i rapporti tra Giustizia e Potere, attraverso delle personificazioni, in modo da descrivere le umane debolezze e scempiaggini, presenti nel ?600, ma valide ancora oggi. In particolar modo il Duca di Vienna parte e si traveste da frate per scoprire come è visto dagli occhi del popolo, mentre il giudice Angelo, che opera in vece del duca, fa condannare a morte un giovane innocente ed è disposto a commutare la pena soltanto se la giovane sorella suora del condannato si concedesse inerme alle macabre voglie del magistrato.

Tra le altre rappresentazioni messe in scena bisogna ricordare anche I giganti della montagna, scritta dal rinomato Luigi Pirandello e riprodotto dal gruppo Apas ? Argot. Nello spettacolo la giovane e bella Ilse cerca di commuovere i potenti della terra, i metaforici giganti della montagna, recitando, con la propria compagnia teatrale e mossa dal rimorso e dal dolore, il testo a lei dedicato dal giovane innamorato di lei, morto suicida. Nessuno degli uditori comprende la bellezza del testo, ognuno preso dal proprio mondo e ucciso dall?aridità del proprio cuore, incapace di gustare della bellezza e della purezza dell?arte. Solo le persone realmente sensibili possono apprezzare lo splendore artistico che si cela nell?opera e Pirandello, in un testo metateatrale, lo ricorda al proprio pubblico e la platea di oggi può assaporare il messaggio di un grande artista della letteratura del ?900.

Tali rappresentazioni in prosa non sono che uno scorcio delle opere teatrali, riprodotte sui palcoscenici di Potenza, Matera, Francavilla, Rionero, Rivello, Stigliano, Venosa, ?nel corso di un intero anno, anche d?estate, all?aperto o in piazza. La nuova stagione teatrale incomincerà da gennaio 2004, quando si darà vita a nuove opere, per viaggiare nel tempo e nello spazio, con il cuore e con la mente, restando comodamente seduti in poltrona!

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