Durante i primi giorni di luglio l?Autorità di ambito territoriale ottimale (Aato) stipulò una convenzione con l?Acquedotto lucano S.p.A. (via della Chimica, Potenza), al fine di affidare la gestione del servizio idrico integrato, comprendente la conduzione di acquedotto, fognatura e impianti di depurazione. La Aato fu nominata dalla Regione Basilicata a sovrintendere la gerenza dell?acqua potabile in Basilicata e individuò nell?Acquedotto lucano S.p.A. (Al), il gestore unico del settore, designato a operare per i prossimi cinque anni. Dopo una fase transitoria, è stato nominato il predetto Acquedotto lucano, quale ente preposto allo svolgimento di adempimenti prettamente tecnici, quali nuovi allacciamenti, riparazione guasti, perdite e rotture della rete.

Al nuovo organismo, allo stesso tempo, è affidata la gestione amministrativa, comprendente letture dei contatori, emissione delle bollette di pagamento, stipula di altri contratti, cessazioni utenze, cambi di dati, compiti in precedenza demandati a uffici comunali ubicati sul suolo potentino.

Le sedi dell?Acquedotto lucano S.p.A. sono situate in diversi comuni lucani, così come ha previsto l?organizzazione aziendale, la quale ha suddiviso l?intera regione in sei macro-aree, dal capoluogo a Melfi, da Castelluccio a Matera, da Marconia fino a Villa d?Agri. La società di nuova costituzione si occupa della preziosa risorsa idrica nei 131 comuni lucani, dopo che la gestione è stata sottratta all?Acquedotto Pugliese. Il neo presidente è Vincenzo Santochirico, il quale si trova a capo di un organico quasi per la maggior parte di provenienza dell?ente non più funzionale sul territorio lucano, come fu sottolineato a settembre nel corso di un incontro con i sindacati; eppure a ottobre la vertenza non era ancora dileguata e i 253 dipendenti Aqp, assunti prima del 31-12-92, non erano ancora impiegati presso il nuovo organismo.

Il TAR di Basilicata a luglio pose una particolare attenzione, relativamente alle tariffe da praticare alle utenze per l?utilizzo dell?acqua. Queste ultime, stabilite dalla Aato, risultavano essere più basse da quelle applicate in precedenza dall?Acquedotto Pugliese (Aqp), ente che nella fase transitiva, pertanto, si venne a trovare nella situazione di poter perdere degli introiti. Chissà se con l?avvento di Al le tariffe sono rimaste davvero convenienti per l?utenza? Già ad agosto si disse che la riduzione sarebbe stata attuata solo quando l?organismo fosse divenuto operativo.

Sempre ad agosto, in seguito a un incontro verificatosi con i vertici lucani in materia di gestione delle acque potabili, sono stati scoperti dei ritardi nei pagamenti da parte dei comuni gestiti da Al, in quanto le rilevazioni dei consumi non furono imminenti. In tale occasione fu verificata anche la delega di affidamento al gestore del servizio idrico integrato e si stabilì di programmare incontri al fine di risolvere le problematiche insorte dopo la convenzione. Nel corso dell?incontro si è messa in pratica la delega e la Regione Basilicata ha reso nota la funzionalità dell?impianto di potabilizzazione di Montalbano Jonico.

Durante il mese di settembre nella sede della Provincia di Potenza si tenne un incontro tra le massime autorità di Al e il presidente dell?ente pubblico del capoluogo, Vito Santarsiero. Il fine è stato di preparare un primo momento di verifica sulla gestione idrica da parte del novello organismo e coinvolgere anche uffici dell?Arpab, nonché organi preposti alla tutela ambientale, offrendo una gestione ottimale. A ottobre, nel corso di una conferenza stampa, il presidente di Al, Santochirico, ha stilato un bilancio dei primi mesi di attività dell?organismo, sottolineando che gli interventi sono stati prettamente volti a ridurre perdite nella rete, a effettuare riparazioni, in modo che il sistema idrico divenga in primo luogo funzionale ed efficiente, poi operativo a pieno regime.
Adesso che la gestione idrica integrata spetta a enti lucani, chissà quali saranno i cambiamenti per i cittadini e per l?ambiente?

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