La congiuntura odierna quasi impone un tono enfatico nel voler trattare un argomento come il prezzo di beni e servizi per i consumatori. Tale materia, appartenente all?attualità da circa due anni, irrompe quotidianamente nelle case degli italiani, al ritorno dal super mercato; bombarda le orecchie dei cittadini europei attraverso le voci degli speaker dei telegiornali e congela le menti degli abitanti italici dopo aver letto periodici o quotidiani, che trattano l?attuale situazione dei prezzi in Italia. Tutto ciò perché si constata, quasi giornalmente, che il potere d?acquisto della giovane moneta corrente è spaventosamente eroso.

In termini puramente economici, cosa vuol dire tale affermazione? Per potere di acquisto di una moneta si intende la quantità di un bene che si può acquisire con una sola unità di moneta. Se per esempio, pertanto, con 5 centesimi di ?uro si possono comperare 2 caramelle, il valore dell??uro espresso in caramelle è pari a 0.4, mentre il prezzo di una singola caramella è pari a 2.5 centesimi. Qualora il prezzo di una caramella raddoppiasse, passando a 5 centesimi, non si potranno più acquistare 2 caramelle con 5 centesimi, ma soltanto una: il potere d?acquisto della moneta, dunque, è ridotto alla metà. Tale enunciato sintetizza ed esemplifica uno dei concetti cardini dell?economia politica, quello del valore estrinseco della moneta, secondo cui, inoltre, esistono tanti valori della moneta, quanti sono i beni che essa compera; per calcolare il valore di acquisto della moneta si fa la media dei prezzi dei beni più importanti. Tale media è l?indice generale dei prezzi, il cui reciproco è il potere di acquisto. L?esempio enunciato e la teoria esposta hanno dei risvolti pratici nella congiuntura attuale.

Non sono pochi i cittadini che, nostalgicamente e quasi amareggiati, ricordano i tempi in cui si poteva acquistare una caramella con 50 £ire, mentre adesso la stessa caramella costa esattamente il doppio, ossia 5 centesimi di ?uro. Il problema si allarga, la malinconia cresce se si pensa che tale ragionamento si estende alle verdure, ai capi di abbigliamento, ai libri, alle tariffe telefoniche, insomma a qualsiasi cosa di cui l?uomo moderno sembra aver bisogno per vivere o addirittura sopravvivere.

Il consumatore italiano, e dunque anche lucano, ha visto il proprio reddito disponibile minato da inflazione o stagnazione salariale, negli ultimi anni, tanto che la sensibilità ai prezzi correnti sembra essere vistosamente aumentata. Il dato appare allarmante se si scopre che l?acuirsi di siffatta sensibilità interessa sia la popolazione a minor reddito che i gruppi sociali più abbienti. Forse per tale motivo i lucani rinunciano al grand bouffe del consumo pre-natalizio, evitando di fare grandi e indisciplinati acquisti, ma spendendo con cura e parsimonia parte del salario e attendendo con calma e rassegnazione l?arrivo dei saldi di fine stagione, introdotti il nuovo anno, quando i costi si abbattono e il potere di acquisto della moneta appare dilatarsi. Le varie offerte speciali in Basilicata sono divenute sempre più popolari, così come sta crescendo l?entusiasmo per i numerosi discount, quei punti vendita in cui si commercializzano beni sottomarca, dalla qualità accettabile e dal prezzo visibilmente minore.

Tali attività commerciali, in passato relegate nel ghetto degli esercizi adatti agli humiliores, sono ormai molto apprezzate e diffuse anche tra gruppi più facoltosi e danarosi. Anche i mercati rionali sono divenuti degli ottimi canali di distribuzione frequentati indistintamente da cittadini agiati o disagiati, tanto che il target interclassista, che per anni ha bollato i venditori ambulanti come secondari e popolari, sta definitivamente scomparendo. Iniziano a diffondersi anche i factory outlet, degli spacci aziendali i cui prezzi sono ridotti, i quali vendono varie marche più o meno note e prodotti che non sono di ultima produzione. I lucani, che prediligono la navigazione on line, frequentano siti internet che vendono oggetti in saldo, acquistando prodotti a distanza.

La congiuntura attuale quasi impone ai cittadini della Basilicata di individuare delle nuove soluzioni alla vistosa crescita dei prezzi: forse tali espedienti sono un efficace modo per ridurre degli incrementi galoppanti e continui, a tutela soprattutto degli indigenti, che stanno sprofondando nell?abisso, sempre più profondo, della povertà?

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