Questo è troppo. Non bastano le trivellazioni continue che abusano della nostra terra, che fanno della nostra aria il sapore putrido del catrame, il cielo insipido di colori e monotematico. Non bastano le anomalie e le contraddizioni di Parchi che non sono Parchi e di non-Parchi che diventano Parchi, in virtù di logiche e perimetrazioni politico-economiche. Non bastano le cementificazioni selvagge di una costa che ne ha vissute e ne vive fin troppe, tra il turismo delle belle speranze e l?agricoltura che ne traina il futuro. Non bastano i rifiuti tossici della Trisaia di Rotondella che ha aperto, da decenni, le porte all?inferno che stiamo vivendo. Non bastano le innumerevoli discariche abusive sparse per la regione, ad un passo dai centri abitati. Non bastano gli illeciti consueti. Non sono bastate, in questi anni, le nostre concessioni, né tantomeno i nostri amari silenzi. Hanno sortito qualcosa le nostre denunce, tra le censure ?di categoria? e la stupida diffidenza; ma ancora non siamo soddisfatti. Ognuno di noi ha già nelle proprie ambizioni, nelle proprie professioni, nei propri ambiti d?azione, nelle proprie case una scoria difficile da smuovere e debellare. Ed ora vengono ad impiantare centrali che stoccano altre scorie nucleari, e ne avremo per 150mila lunghi e desolanti anni, dove ci attendono leucemie e tumori, estinzioni e morte di una moltitudine di gente. Questo è troppo.

Avuta la notizia dell?approvazione del Decreto Legislativo ?Uccidiamo la Basilicata?, ?Sotterriamo ogni Popolo del Sud?, ?Mettiamo fine alla loro Storia? c?è stato un sussulto lucano, misto a rabbia e orgoglio, non delirio fallaciano, ma logico e sensato capovolgimento dei fatti, reazione sacrosanta, ribellione audace e tormentata. E? la protesta di una terra che ha deciso di non abbassare la testa definitivamente, di far ascoltare la sua voce ai potenti arroganti, la cui legittimazione del potere supera ogni sorta di concertazione. Per questo si chiede il ritiro di tutto, delle classi politiche che ci hanno fin qui governato. Si chiede che venga rivisto il Piano Energetico nazionale ed internazionale, che si faccia quadrate il cerchio (?per usare una retorica frase di chiarezza?), che si puniscano i colpevoli. La mia giovane ed immatura età non mi impone di guardare soltanto avanti prendendo coscienza del ?rospo? del presente, ma mi consente di voltarmi e ribadire la scelta dei nostri padri che nel Referendum Anti-Nucleare dell? 8 novembre 1987 si schierarono dalla parte di un ?No!? giusto, quasi plebiscitario. In tanti dicono che quella tornata referendaria fu sia vinta che perduta, perché lo Stato si dimostrò pronto nel respingerne gli esiti, nel nascondersi dietro barricate interpretative della decisione popolare. Fu proposto a tempo debito un presidio nucleare limitato con la chiusura delle tre vecchie centrali, che erano entrate in funzione negli anni Sessanta, ma al tempo stesso conservare l?attività della centrale di Caorso, la più grande.

Ache se alcuni giorni fa il Consiglio dei Ministri ha modificato parzialmente di Decreto Legislativo n. 314 (…vi consiglio di leggere l’analisi del suo testo originale nella rubrica di Politica…) sul testoche per giorni ha paralizzato la nostra regione, togliendo dal testo il nome della nostra Scanzano Jonico (Mt) e non indicando altre località, non bisogna pensare che la nostra protesta finisce qui. I conti continuano a non tornare. Mi viene in mente l?attentato mortale al Presidente Eni, Enrico Mattei, un caso sospetto, dietro al quale si muoveva un disegno ben pianificato che ha portato, a mio avviso, a tutto quello che abbiamo vissuto e che nel futuro ci riserverà altro. Anche questi episodi sono sempre maledette scorie; come scorie sono i sospetti sul ?Sindaco dei Rifiuti?, Mario Altieri e come scoria è stato ed è il Progetto ?Un Computer in ogni casa? che ha portato alla creazione della ?Censura Nucleare? di BasilicataNet.it in coabitazione con i servizi del Tg3 Regionale. Ma quali computer, già da tempo stocchiamo scorie ?sospette? nelle nostre case e vi assicuro che questa volta non ne avremo per migliaia di anni. E? una promessa.

Per il momento, accontentatevi e stupitevi della nostra nuova veste grafica e della decisa linea editoriale: inchieste incrociate e monitoraggi continui in una regione dove tutto questo è necessario. Questa è la notizia più bella.

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