[…continua]Il sospirato 1° Semestre ha avuto inizio, nel rispetto delle date e delle materie annunciate, attenendosi ai dettami del Nuovo Ordinamento, che prescrive la suddivisione degli esami in moduli; tale scansione richiede che il criterio di valutazione degli studenti avvenga in base ad un numero di crediti, acquisibili mediante le ore di studio svolte durante le lezioni in aula o le esercitazioni in laboratorio, sommate alla preparazione individuale, il tutto verificato in sede d’esame. Per rispettare simili disposizioni sarebbe necessaria la frequenza obbligatoria, ma non è stato attuato un metodo per ottenere un riscontro effettivo;  i docenti si sono limitati a consigliare assidua presenza e  partecipazione di massa, quindi hanno prestato una certa attenzione alle esigenze di studenti lavoratori o fuori sede.
Costoro, infatti, non si sono sentiti vincolati né penalizzati, visto che  l’unico “surplus” di lavoro è stato costituito da un lieve ampliamento dei programmi d’esame (contemplato in qualsiasi Ateneo); certo, non andrebbero sottovalutati fattori di diversa natura, che pure giocano un ruolo importante nella dinamica universitaria, influenzando positivamente la carriera studentesca o arrecando svantaggi nell’andamento didattico.

Si evince facilmente che recarsi a lezione, spesso costretti ad affrontare orari dai ritmi forsennati, oppure propendere per uno studio solingo equivale ad un’ardua scelta, soprattutto durante gli esordi da matricole inesperte, quando ci si sente in balìa di meccanismi arcani, alle prese con un enigmatico “universo”, le cui regole sembrano avvolte in un fitto mistero…
Muovendo i primi passi all’interno di questa istituzione, si entra in contatto con una realtà davvero tutta da scoprire, nonostante un primo impatto di parvente familiarità, favorito anche dall’approccio, che avviene in un’aula (pur di dimensioni superiori a quelle scolastiche), in presenza di altri studenti disposti nei banchi delle varie file (in numero maggiore rispetto ai compagni di scuola) e con un professore pronto ad illustrare la materia di sua competenza (con spiegazioni di livello qualitativo superiore e più autorevoli di quelle fornite dai docenti scolastici).
Bastano pochi istanti per notare le differenze e avvertire il peso dell’iniziale estraneità imperante, ma non occorrono neanche troppi sforzi per riuscire ad instaurare con i neo-colleghi un clima rassicurante, che renda l’orario settimanale e la successione dei corsi da seguire  una gradevole consuetudine.

E’ altrettanto vero che spesso i sinceri intenti di solidarietà ed i propositi di proficua collaborazione si traducono in atteggiamenti di indifferenza, noncuranza, diffidenza, invidia ed in reazioni egoistiche, dettate da esasperate ambizioni personali o amplificate dalla concreta esigenza di concludere il proprio ciclo di studi entro i ristretti tempi previsti.

Il 1° Semestre, che corrisponde al periodo incluso tra i mesi di ottobre e febbraio, si suddivide ulteriormente in una parte (o meglio 2 segmenti) dedicata allo svolgimento delle lezioni per un numero definito di materie, da ottobre a dicembre, e nella sessione deputata alla fase di verifica, mediante prove d’esame (scritte/orali), concentrata nell’arco dei restanti mesi (gennaio/febbraio). Ciascun modulo può oscillare da un minimo di 30 ad un massimo di 120 ore, con conseguente assegnazione dei crediti corrispondenti e dei programmi che svolgono i docenti( per il numero di pagine dei testi destinati agli studenti).
Per valutare il profitto dei singoli candidati si continua ad utilizzare un punteggio espresso in termini numerici frazionari, ossia in trentesimi; sono previsti appelli distribuiti in 3 date (di norma abbastanza distanziate) per ogni insegnamento, con l’opportunità di ripresentarsi a quella successiva della medesima materia in caso di non accettazione della votazione conseguita (per il non superamento della prova ci si attiene alla procedura approvata dal docente).

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