Pubblichiamo di seguito la terza parte di uno studio condotto da Angelo Armentano sul Clientelismo in Basilicata

“Conservazione del potere e privilegio nella Basilicata del XIX sec.”

Terza Parte. Subito dopo la conquista del Regno delle due Sicilie, la Chiesa non tardò a schierarsi in modo palese a favore del re deposto e, per favorirne la restaurazione, stanziò ingenti fondi e risorse per armare i rivoltosi.
Con la presa di Porta Pia, però, il Vaticano entrò giocoforza all’interno dell’orbita dell’Italia sabauda. Il contesto, quindi, cambiò in modo radicale: gli eserciti piemontesi non erano più degli oppressori, ma dei liberatori, per cui mutò anche la propaganda trasmessa dai parroci. I briganti divennero una minaccia per la brava gente e quest’ultima non avrebbe dovuto più ribellarsi al nuovo sovrano, ma accettarlo e salutarlo come un benefattore.
L’effetto di pacificazione messo in atto sortì gli effetti desiderati: il meridione era sempre stato legato al cattolicesimo e anche in questo caso si rivelò disponibile ad ubbidire alle parole provenienti dai ministri del culto.

Il prestigio del Clero risultò dunque accresciuto e una nuova categoria, che comunque non era mai stata troppo distante dagli ingranaggi dell’aristocrazia, si presentò per prendere la fetta di potere che le spettava.

Già intorno al 1875, la triade formata dalla figura del prete, da quella dell’avvocato e da quella del farmacista, si era riattualizzata in un contesto politico differente.
Da questo momento in poi, la Basilicata sarà governata in modo costante da ecclesiastici, medici e uomini di legge e dagli entourage ad essi collegati.
Il dominio da essi esercitato sul popolo sarà politicamente diretto ed indiretto, cioè terranno le redini della cosa pubblica non solo occupando di persona i posti di maggior rilievo, ma effettuando opera di persuasione e di accrescimento del consenso grazie alla loro influenza e allo statura in ambito locale.
Il controllo indiretto fu appannaggio quasi esclusivo dei rappresentanti del clero, i quali, senza mai fare politica attiva, erano, in realtà, i veri padroni delle coscienze politiche e sociali del popolo. A medici ed avvocati, invece, spettava il coinvolgimento in prima persona, che, come è facile intuire, non sarebbe mai stato possibile senza la pregressa attività di cui sopra.

Questa alleanza diede come frutti la stagnazione dei quadri del potere, la scomparsa di qualsiasi contestazione popolare, l’accentramento in senso oligarchico e nepotista delle risorse economiche e una generale arretratezza che dura ancora oggi.

Questo prospetto complessivo può essere riassunto con il nome generico di “questione meridionale”.
La nascita della questione meridionale, quindi, non può essere addossata con faciloneria solo al governo nazionale: responsabilità ben più ampie vanno attribuite a quelli stessi lucani che detenevano ruoli di potere e prestigio e che, pur trovandosi nelle condizioni di poter contribuire alla crescita della popolazione, preferirono agire a vantaggio della setta di appartenenza.
In buona sostanza la citazione riportata prima trova perfetta rispondenza nei fatti.
Dopo l’unità d’Italia, coloro che in Basilicata avevano comandato o che prima erano stati vicini a posizioni di comando, mantennero i loro posti e continuarono a governare.
Il potere in Basilicata divenne così appannaggio di pochi circoli ristretti con struttura spesso dichiaratamente massonica.
In ogni paese c’erano due o tre famiglie importanti, a cui capo c’era l’immancabile magistrato/medico ed erano queste famiglie che si accordavano per la gestione del potere e delle risorse, coadiuvate dai parroci e da alti prelati cui era affidato il compito di instillare nei credenti un cristiano sentimento di rassegnazione.

0 Comments

Leave a reply

associazione - progetto - collabora - identificati - note legali - privacy - contatti

Associazione Lucanianet.it c/o Broxlab Business Center | P.zza V. Emanuele II, 10 | 85100 Potenza tel.+39 0971.1931154 | fax +39 0971.37529 | Centralino Broxlab +39 0971.1930803 | ­www.lucanianet.it | info@lucanianet.it Testata Giornalistica registrata al tribunale di Potenza n° 302 del 19/12/2002 | ­C.F. 96037550769 Invia un tuo contributo tramite bonifico bancario alle seguenti coordinate IBAN : IT 31 E 08784 04200 010000020080

Log in with your credentials

Forgot your details?