Cari amici, giorni fa, a Corleto Perticara si è tenuta l’audizione pubblica prevista dall’art. 10 della L.R. 47/98 nell’ambito della procedura VIA per il progetto di costruzione del Centro Oli di Tempa Rossa nel territorio di Corleto Perticara.
Vi invito a leggere la memoria che Sos Lucania ha presentato alla commissione perchè, ad un certo punto, sono stato “invitato” ad attenermi esclusivamente a questioni di carattere tecnicio e/o amministrativo. Naturalmente non ho consentito che un prezzolato burocrate decidesse il contenuto dell’intervento e perciò ho continuato a leggere le tre cartelle (anche perchè l’art. 10 della L.R. 47/98, che ho letto pi di una volta, non pone i limiti drastici indicatimi dal responsabile della audizione).
Questi, però, come contro mossa, ha ordinato ai suoi assistenti di non registrare il mio intervento. Nonostante la tensione e la concitazione ho, comunque, concluso la lettura della memoria.

Qualche altra annotazione:

  • a) E’ stato vergognoso il modo con il quale (non) è stata data pubblicità all’audizione: qualche manifesto immediatamente coperto. A Corleto nessuno aveva notizia dell’evento.
  • b) Alle tante domande di natura esclusivamente tecnica ed amministrativa rivolta ai rappresentanti dell’Eni non è stata data alcuna risposta ed i “giovanotti” inviati dalla compagnia petrolifera si sono limitati a dire, imbarazzati, di non essere preparati a rispondere alle domande poste.

Entrambe le circostanze dimostrano che la norma dell’art. 10 viene considerata dall’Eni e dalla Regione una incombenza fastidiosa ed inutile ancorchè obbligatoria per legge. Evviva la democrazia della carta!


Pare che la grande “ubriacatura del petrolio” cominci gradualmente e lentamente a dissolversi nella triste constatazione di una realtà molto diversa da quella prospettata qualche anno fa da imbonitori e saltimbanchi. La granitica convinzione del “petrolio come grande occasione di sviluppo” presenta crepe sempre più evidenti se è vero che anche nella stessa maggioranza che governa questa regione sono sempre più numerose le voci che dissentono dall’impostazione dei petrolieri e dei loro amici della giunta regionale.

Più che “grande occasione”, quella del petrolio si è rivelata una “grande fregatura” soprattutto per i cittadini dei territori interessati all’estrazione petrolifera. Il “favoloso accordo di programma”, gloria e vanto delle giunte Dinardo e Bubbico, dimostra oggi tutti i suoi limiti se si considera il fatto che la stragrande maggioranza degli impegni assunti da Eni non è stata adempiuta.
Partiti (anche quelli con propri rappresentanti nella maggioranza al consiglio regionale), associazioni, comitati, sindacati, dopo l’allarmante e preoccupante ripetersi di incidenti ai pozzi ed al centro oli di Viaggiano e, soprattutto,dopo la bufera giudiziaria di queste ultime settimane, chiedono ad alta voce la sospensione dell’attività estrattiva e di ricerca in Basilicata sino a quando non si farà luce sulle responsabilità degli uomini dell’Eni e dei rappresentanti del popolo coinvolti nell’indagine giudiziaria. Ma l’arch. Bubbico si dimostra irremovibile. Neppure il coinvolgimento nell’inchiesta giudiziaria del proprio Vice Presidente nonché assessore con delega al petrolio, ha indotto il governatore a sospendere l’attività petrolifera.

Non è possibile che in buona fede si continui ad assecondare ogni pretesa delle compagnie petrolifere, ad avere fiducia in chi in questi anni ha dimostrato di non meritarla. E infatti alla buona fede non abbiamo mai creduto, tranne il caso di qualche sprovveduto sindaco che, però, ha subito colto al volo le grandi opportunità … per sé stesso.[continua…]

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