Si inaugura oggi 6 Maggio, presso il palazzo Lanfranchi a Matera il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Regione Basilicata. Si tratta, secondo le dichiarazioni rilasciate ieri nel corso di una conferenza stampa da Paolo Venturoli (Soprintendente Regionale per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoantropologico), di “un museo dinamico, aperto al teritorio e alle potenzialità culturali dell’arte lucana e meridionale“.

Nell’edificio seicentesco della città dei sassi saranno ospitate tre differenti sezioni di opere. La prima raccoglie una serie di manufatti provenienti da tutto il territorio regionale ed in particolare dalle numerose parrocchie e diocesi disseminate in tutta la Basilicata. Più di 100 le opere d’arte previste in questa sezione che coprono un arco temporale che va dal Medioevo al Settecento, di cui fanno parte quadri, sculture lapidee, statue in legno, argenti ed affreschi. Il museo dedica, invece, la sua seconda sezione alla Collezione D’Errico esponendo 70 dipinti messi a disposizione dall’omonimo Ente Morale (fondato nel 1914) che ha sede a Palazzo S. Gervasio (PZ). Nella terza ed ultima sezione sono ospitati i quadri realizzati da Carlo Levi; in particolare è prevista l’esposizione di 44 opere dell’indimendicato scrittore e pittore piemontese sulle 199 depositate in comandato presso la Soprintendenza.

Palazzo Lanfranchi ospiterà una serie di iniziative dedicate al patrimonio demoantropologico della Basilicata, non solo esponendo la propria raccolta di arte popolare ma rappresentando anche opere di proprietà di enti e privati“. Ad affermarlo è lo stesso Soprintendente Venturoli che al riguardo ha anche annunciato che sono in programma diverse mostre tematiche. In particolare, verrà innaugurata a Luglio una rassegna dedicata alla scultura lignea regionale dal Medioevo al primo Cinquecento che prenderà vita grazie alla collaborazione con l’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università della Basilicata. In corso d’opera anche un’iniziativa in concerto con la Fondazione Levi per ospitare, nel 2004, a Matera una mostra complessiva sulla produzione dell’ “artista” torinese oltre che, naturalmente, un intesificarsi dei rapporti con l’Ente Morale D’Errico per favorire sia lo scambio di opere che la realizzazione di iniziative comuni tra le due realtà museali.

Lungo questa scia le succesive dichiarazioni di Venturoli il quale ha affermato inoltre “di essere pronto a contribuire al dibattito perché la Basilicata si doti di una legge sui musei“. Proprio l’opportunità di poter presto diventare propulsore di interventi di produzione e trasmissione culturale sembra cogliersi nelle parole del Direttore del nuovo museo, Agata Altavilla, secondo la quale Palazzo Lanfranchi è “un luogo in cui configurano confluiti ordinatamente gli elementi costitutivi della storia della civiltà artistica della regione” oltre che rappresentare “un nodo del sistema museale in Basilicata che può contribuire a valorizzare il nostro patrimonio culturale“.

Da subito aperta al pubblico una delle chiese annesse all’antico edificio, Santa Maria De Armenis, mentre per quella della Madonna del Carmine, destinata nel futuro a diventare un auditorium, il restauro si avvia alle sue fasi conclusive. A completare l’offerta del museo materano vi sono inoltre gli spazi espositivi della Sala delle Arcate, dove verranno allestiti i diversi eventi di arte contemporanea in cartello, le Sale della Biblioteca e del Catalogo, quelle occupate dal Centro Levi oltre che uno spazio dedicato alla vendita di pubblicazioni ed articoli legati al museo.

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