Lunedì prossimo vi presenteremo la seconda parte di questo articolo. non mancate.

Legambiente nacque come Lega per l’Ambiente nel 1980. Essa fu fondata e guidata da Gianni Mattioli e Massimo Scalia, i quali coordinarono negli anni ’70 la mobilitazione antinucleare a Montalto di Castro e negli altri siti scelti dal governo per la localizzazione di centrali nucleari. L?associazione ha individuato, come campi privilegiati d’intervento, la critica ai modelli energetici, l’ecologia urbana e l’impegno per il risanamento ambientale delle città, nonché la sensibilizzazione dei cittadini sui temi dell’inquinamento ambientale e del rischio industriale. Nel 1983, a Urbino, la Lega per l’Ambiente tenne il primo congresso nazionale. E? strettamente connessa con La nuova ecologia, considerato tra i più autorevoli mensili ambientalisti fondato all’inizio degli anni ’80.

Il tema energetico è centrale per la Lega per l’Ambiente e ruota attorno agli obiettivi dell’abbandono da parte italiana dell’opzione nucleare e della riconversione del modello energetico dalle megacentrali a carbone verso una politica fondata sul risparmio, sul miglioramento dell’efficienza, sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e meno inquinanti. E? in lotta contro il nucleare, fino alla vittoria nei referendum del 1987, contro le mega-centrali Enel in funzione (La Spezia, Porto Tolle) e in costruzione (Brindisi, Gioia Tauro). Fondamentale è stata, in tale ambito, l’opera dei Centri di Azione Giuridica, che hanno promosso centinaia di iniziative giudiziarie, diventando uno strumento decisivo in moltissime vertenze ambientali.

Nel maggio 1982, a Roma, organizzò la prima manifestazione anti-traffico, con migliaia di cittadini in bicicletta che sfilarono per le vie del centro storico chiedendo meno automobili e più mezzi pubblici, corsie preferenziali, isole pedonali, piste ciclabili. Da allora, la Lega per l’Ambiente e i suoi circoli hanno continuato a battersi contro l’inquinamento urbano e per una politica dei trasporti di forte incentivazione del mezzo pubblico, con iniziative di mobilitazione dei cittadini (blocchi anti-traffico, referendum consultivi sulla richiesta di chiusura dei centri storici alle auto private) e campagne di analisi, informazione e sensibilizzazione sui rischi ambientali e sanitari dell’inquinamento urbano.

Un altro filone storico dell’azione della Lega per l’Ambiente è costituito dalle iniziative per denunciare e neutralizzare l’impatto inquinante e i rischi d’incidente delle “industrie a rischio“: tra le tappe di quest’impegno, il boicottaggio della Hoffmann-La Roche, che aveva tentato di esportare clandestinamente fusti di diossina (1984); le manifestazioni contro la Standa per protestare contro l’inquinamento provocato dagli stabilimenti Montedison a Porto Marghera (1986) e la battaglia contro i fanghi rossi scaricati a mare dalla Stoppani di Cogoleto e dall’Enichem di Manfredonia; nonché la mobilitazione contro la Farmoplant di Massa (fino alla chiusura dell’impianto, decisa nel ’90) e contro l’Acna di Cengio, azione promossa insieme ai lavoratori dell’Alfa-Lancia di Arese per l’adozione delle vernici ad acqua prive di solventi tossici (1989).

Nel 1986 è salpata per la prima volta la Goletta verde, un’imbarcazione-laboratorio che da giugno ad agosto di ogni anno testa lo stato di salute del mare italiano e di alcuni tratti di quello francese. Ha denunciato, nel corso di tali studi, le inadempienze di Usl, Comuni e Regioni in materia di monitoraggio delle acque di balneazione. Oggi l’Italia dispone di un quadro sufficientemente dettagliato dei “chiaroscuri” del suo mare.
Dal 1989, la Lega per l’Ambiente partecipa ogni anno, con gli “azionisti ecologisti”, alle assemblee di grandi aziende (Montedison, Enimont, Enichem, Fiat, Sme, Sip), portando la voce del “popolo inquinato” nella stanze dei bottoni dell’industria pubblica e privata. All’Enimont, nel ’90, gli “azionisti ecologisti” hanno denunciato per primi, insieme all’impatto inquinante dell’industria chimica, anche tutto il marcio della vendita all’Eni della quota-Enimont di Gardini. Gli anni ?90 sono caratterizzati dalla lotta contro i pesticidi, mediante accurati controlli di frutta e verdura, presa da supermercati e bancarelle al mercato, attraverso il progetto Scegli sano. Si raccolgono, altresì, dati relativi al dilagante effetto serra e informazioni sullo stato di salute di corsi d’acqua. Concretizza, inoltre, l’opera di denuncia dei mille intrecci tra illegalità, corruzione e poteri criminali da un lato, danno ambientale dall’altro, mediante iniziative che in molti casi hanno anticipato l’esplosione di Tangentopoli.

Rientra in questo campo anche la battaglia contro lo smaltimento irregolare, abusivo e clandestino dei rifiuti, che ha portato alla costituzione in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri dell?Osservatorio ambiente e legalità, il quale raccoglie dati, informazioni, segnalazioni sulle innumerevoli connessioni tra illegalità e degrado ambientale, e in particolare sul fenomeno delle “ecomafie“.

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