Il 10 marzo 2003 si è riunita in Consiglio l’Amministrazione Comunale di Rivello (Pz). All’ordine del giorno tra gli altri punti di discussione, appariva integralmente la presente dicitura: “Determinazione su proposta ad iniziativa privata per progetto di estrazione, sistemazione e ripristino dell’area di proprietà comunale Cerritello-Rivello“. Ma andiamo con ordine.

Una società di Maratea (Pz), la Nicoman srl, rappresentata dal sig. Nicodemo Antonio, propone al Sindaco, Antonio Manfredelli, un progetto che ha in previsione l’estrazione di circa 480.000 mc. di rocce da destinarsi al completamento dei lavori del Porto di Sapri e di Policastro Bussentino. Il terreno da ‘espropriare’  è sito in località Cerritello sulla ss 104 con un’estensione che sfiora i 14.000 mq. Dal punto di vista economico l’intervento prevedeva una spesa di 740.000 euro a totale carico del richiedente. E’ giusto rammentare che nel luogo sopraccitato è già presente una discarica ormai satura. Il comune cosa avrebbe guadagnato da questa operazione? Innanzi tutto la bonifica della discarica RSU con un costo preventivato di 75.000 euro; la sistemazione dell’area post-attività estrattiva, per circa 10.000 mq, utilizzabile, eventualmente per insediamenti di tipo produttivo; piantumazione di essenze arboree e vegetali compatibili con il paesaggio; un ‘aggio’ da fissare in funzione del materiale estratto; lo smaltimento dei materiali di ‘risulta’ dei lavori post-terremoto con pagamento a carico delle ditte impegnate nella ricostruzione.

La Nicoman srl, da quest’ultimi però, ne avrebbe ricavato sabbia sottile impiegata per i sottofondi stradali. Insomma, a detta delle voci di corridoio, un ingente guadagno di gran lunga superiore alla cifra di gestione.

All’evidenza, una sorta di circolo vizioso, che se da un lato dava all’Amministrazione rivellese un buon contentino ritenuto dagli addetti ai lavori e dagli esperti del settore un’adeguata contropartita, dall’altro riduceva il territorio in un perfetto esempio di scempio ambientale dalla portata devastante da inserirsi nel già precario mondo delle cave e delle discariche lucane. Uno specchietto delle allodole che avrebbe aperto soltanto pesanti ambiguità. Da questo attentato all’eco-sistema di un angolo dimenticato della Valle del Noce si denota una mancanza di cultura verso la tutela e la valorizzazione ambientale. E pensare che l’attuale Amministrazione si era presentata alle scorse elezioni con una forte ‘vocazione‘ ambientalista. Fortunatamente il numero incerto della maggioranza, che da tempo ormai può contare soltanto sul sostegno di nove consiglieri ha sventato l’irreparabile. In quella seduta consiliare sia i collaboratori del primo cittadino che gli appartenenti alla minoranza erano in otto. Risalta l’attenzione su una buona dose di incoscienza e l’assenza di un programma decisamente indirizzato verso la conservazione e la promozione della nostra unica ricchezza: il verde.

Dure le reazioni della minoranza, che in caso di approvazione del progetto l’avrebbe spinta, come puntualizzano alcuni suoi esponenti, ad una salata denuncia del ‘fattaccio‘ alle Autorità competenti. Nel clima di tensione registratosi durante la seduta consiliare mi è parsa significativa la posizione assunta dal partito dello SDI.

Senza voler alimentare inutili polemiche ci dice il consigliere di minoranza Biagio Ponzi bisogna constatare l’atteggiamento contraddittorio di questa Amministrazione che, se da un lato si è battuta e si batte a spada tratta per far inserire gran parte del territorio comunale nella perimetrazione dell’istituendo Parco della Val d’Agri-Lagonegrese, dall’altro, con la proposta in discussione, vuole addirittura richiedere una variante del Piano Territoriale Paesaggistico di Area Vasta in vigore, ed eliminare parte dei vincoli da esso imposti, per rispondere ad un’iniziativa privata i cui fini e la cui convenienza per il comune di Rivello non sono ben definiti“.

Ci auguriamo che nei prossimi consigli comunali non si tenti di presentare la stessa proposta con il rischio di cadere in contenziosi ben più gravi di semplici ‘scaramucce’ politiche.

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