Nonostante la lunga ed estenuante fase di audizione in Terza Commissione Consiliare Ambiente della Regione Basilicata di tutti i sindaci della Val d’Agri che ha portato il 23 dicembre 2002, con il loro parere vincolante in base alla Legge 426/98, all’approvazione da parte del Consiglio Regionale dell’intesa del P.N. Val d’Agri Lagonegrese, oggi, in modo tardivo ed in accoglimento dell’istanza di non meglio definiti proprietari di fondi e cacciatori, i sindaci dei comuni di Abriola e Pignola sostenuti dall’Assessore Provinciale al Bilancio chiedono la rettifica della perimetrazione del parco Val d’Agri Lagonegrese e la modifica della Delibera del Consiglio Regionale del 23.12.2002. Tra l’altro l’assessore provinciale al Bilancio arroga in questo modo a se competenze che spettano invece alla Giunta ed al Consiglio Provinciale.
 
Essi pensano di prendere i classici “due piccioni con una fava“: in modo strumentale si assicurano i voti dei cacciatori alle prossime elezioni, chiedono che i loro centri storici siano inclusi nel parco per sostenere la richiesta dei fondi comunitari (che senso ha se poi il resto del territorio ne è fuori?) ed inoltrano istanza di esclusione di aree a forte vocazione ambientale al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Basilicata, al Presidente della Provincia di Potenza, ai Presidenti delle Comunità Montane ed ai Parlamentari Lucani con l’obiettivo di ritardare l’emanazione del Decreto del Presidente della Repubblica di perimetrazione del parco.
 
Ciò inoltre favorirebbe ancora una volta le multinazionali petrolifere che sono intenzionate a continuare le ricerche e le estrazioni petrolifere in area parco, ove tale attività è invece vietata, nel comprensorio Sellata Volturino e Montagna di Caperrino tra Laurenzana, Castelmezzano e Pietrapertosa ed in altre località di interesse naturalistico.
 
La tracotanza e la povertà culturale, oltre a disconoscere le vere vocazioni ambientali e territoriali della Basilicata, si rivolge paradossalmente anche contro le Istituzioni e la stessa Regione Basilicata, alimentando politiche di sviluppo contraddittorie e poco chiare che finiscono per favorire lo spopolamento dei centri abitati e l’emigrazione di migliaia di giovani lucani. 

L’iniziativa di riperimetrare oggi un parco già ampiamente mutilato da interessi petroliferi e di campanile  si configura pertanto come un atto ingiustificato e compiuto  in spregio di Istituzioni quali i Consigli della Provincia di Potenza e della Regione Basilicata


(Dott. Angela Risucci – Presidente WWF Basilicata)

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