Una discarica abusiva è stata scoperta nel territorio comunale di Terranova del Pollino (PZ) in una zona rientrante nell’area sottoposta a tutela dal parco nazionale. Il ritrovamento è avvenuto grazie a dei controlli effettuati dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato e dai Carabinieri del piccolo centro situato proprio sul confine con la Calabria che, recatisi in località c/da Petto Ottavio, si sono ritrovati di fronte al classico scenario di degrado che contraddistingue i luoghi utilizzati per smaltire irregolarmente i rifiuti.

Gli agenti intervenuti sul posto hanno provveduto immediatamente a porre sotto sequestro l’intera area rinvenendo una notevole quantità di rifiuti cosiddetti “speciali” giudicati però non particolarmente pericolosi. Nello specifico, dai primi accertamenti effettuati, è risultato che la zona era abitualmente utilizzata per disfarsi in maniera irregolare dei vari scarti prodotti dall’industria edile, come calcinacci o pezzi di laterizi, dei pneumatici ormai fuori uso, dei rifiuti ferrosi (trovati tra l’altro in avanzato stato di ossidazione) oltre che dei normali rifiuti domestici quali plastica, cartoni e contenitori in latta di vario genere. Una curiosità: tra i numerosi materiali stoccati irregolarmente sono state ritrovate, inoltre, anche una bilancia per attività commerciale ed un registratore di cassa.

La notizia di ieri assume un significato del tutto particolare se si considera il fatto che segue a brevissima distanza un altro episodio di analoga natura che ha interessato, meno di un mese fa, sempre un’area rientrante nel perimetro del Parco del Pollino. Ancora una discarica abusiva era stata individuata infatti venerdì 28 marzo dagli agenti del Corpo Forestale di S. Severino Lucano in località  Piano Colella nel territorio comunale di Episcopia. In questo caso la superficie posta sotto sequestro rientrava in quella che viene definita “zona 2” (di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale con limitato grado di antropizzazione) in base alla classificazione per aree di diverso interesse che viene di norma fatta all’interno dei parchi nazionali, e dove vige il divieto di apertura di discariche anche autorizzate. Rinvenuti, invece, rifiuti di diverso genere tra cui anche alcune tipologie ritenute altamente pericolose per l’ambiente come vecchi automezzi ormai in disuso, motori, serbatoi per carburante e materiali ferrosi di varia natura.

A seguito di quanto accaduto non si può che rilanciare, dunque, la proposta di attivare al più presto strumenti di monitoraggio continuo e generalizzato, già più volte invocati, sul territorio, specie per aree ad elevata valenza, non solo naturalistica, come quelle poste sotto tutela da un parco nazionale. Se infatti le azioni condotte dal Corpo Forestale e dai Carabinieri non possono che essere accolte positivamente, d’altro canto è pur vero che l’obiettivo da raggiungere non è tanto la scoperta di attività illegali legate allo smaltimento dei rifiuti, quanto piuttosto prevenire che tali episodi si verifichino, per evitare che, magari, in un futuro più o meno prossimo il Parco del Pollino venga ricordato anche come “terra di discariche“.

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