L’Unione Italiana Ciechi (UIC) ONLUS nasce nel lontano 1920 ed è articolata in sezioni provinciali, presenti in tutta Italia. L’obiettivo dell’organizzazione è di curare il rispetto morale, l’educazione e l’integrazione scolastica, nonché lavorativa e sociale dei minorati della vista. Rientrano in questa categoria i non vedenti, ma anche gli ipovedenti. Questi ultimi sono individui affetti da difetti gravi e irreparabili della vista, in quanto il loro visus è inferiore o pari a 3/10 e non esistono rimedi per risolvere tale minorazione. Non esistono lenti od operazioni chirurgiche, che arginano il problema, la soluzione può essere solo individuale o sociale.

Sabato, 12 aprile, presso il Principe di Piemonte di Potenza, si è tenuta la prima assemblea annuale dell’Unione Italiana Ciechi, durante la quale si è discusso dell’attività consuntiva svolta nel corso del 2002, da tale associazione. Non trascurabile in numero delle personalità di rilievo intervenute.

Il discorso d’esordio è stato pronunciato dal presidente dell’amministrazione provinciale di Potenza, Vito Santarsiero. Egli ha sottolineato l’importanza concreta dell’UIC nella vita di non vedenti e ipovedenti, supportata tangibilmente dalla Provincia stessa, la quale è attenta alle fasce più deboli e indifese. Grazie all’appoggio di tale ente, in effetti, è stato possibile realizzare il corso per operatori tiflologi, mediante il quale sarà possibile assistere direttamente i minorati della vista e inserirli nella società. Segue l’Onorevole Giuseppe Molinari, il quale auspica impegni sempre maggiori delle istituzioni e dei parlamentari nella vita dei ciechi o degli ipovedenti. Questi ultimi, infatti, sono persone che hanno il diritto di affermarsi in ambito lavorativo, magari come centralinisti, così come sancito dalle leggi 113/85 e 68/99.

Il sentore Vito Gruosso, sottolinea l’importanza di una vita dignitosa da assicurare ai minorati della vista. Il successivo intervento è del senatore Nicola Lapenta, il quale è solidale con il lavoro delle istituzioni e dell’UIC, a vantaggio dei più deboli, ma in contempo difende anche la vita dei singoli individui, che deve essere sottratta da attività meccaniche e ripetitive. Anche il rappresentante del prefetto, Giuseppe Mauceri, si ritiene soddisfatto del lavoro svolto finora. Così come lo è Michele Corcio, presidente della sezione di Foggia, nonché consigliere nazionale dell’UIC, e Francesco Schiavone, presidente regionale dell’UIC. L’intervento conclusivo è di Antonio Mecca, presidente della sezione di Potenza. L’insigne professore sintetizza l’attività svolta dall’UIC nel corso del 2002.

La sezione dell’UIC di Potenza è impegnata a mantenere unita la categoria attraverso contatti diretti epistolari o telefonici. Trattasi di un modo che consente all’organismo di essere continuamente attenti alle reali necessità degli iscritti. Lo scorso 18 maggio, si è svolta una maratonina per le vie del centro storico del capoluogo lucano, alla quale hanno partecipato non vedenti, ipovedenti, ma anche anziani e bambini. Dal 13 al 15 settembre l’associazione ha organizzato un soggiorno a Gubbio, Assisi e Perugia. L’associazione mantiene, inoltre, ottimi rapporti con gli enti pubblici ed è attenta all’integrazione, all’istruzione scolastica, alla formazione professionale, all’avviamento a lavoro, alle pratiche pensionistiche e assistenzialistiche, degli iscritti. Estremamente innovativo è il progetto che ha formato 14 operatori tiflologi. Questi ultimi saranno presto impegnati nelle attività extrascolastiche per due ore al giorno, in modo da integrare ipovedenti o non vedenti tangibilmente nella società. Tra i banchi dell’APOF sedeva il giovane Nazzareno Catalano, papà della piccola Miriam, bimba ipovedente di soli due anni. Il corsista afferma di aver seguito le lezioni per essere di ausilio e supporto alla figlia. Insieme alla moglie Alina, hanno saputo affrontare una difficoltà, che non di rado annienta gli individui e a volte distrugge le famiglie.

I coniugi circa due anni fa divennero genitori di una bimba – Miriam, per l’appunto – il cui peso corporeo era pari a 300 grammi. Un esserino che Nazzareno teneva tranquillamente nel palmo di una mano. Pochi sanno che nascere prematuri comporta al 90% una minorazione visiva, causata da una malformazione della retina, che si verifica quando l’infante non respira autonomamente e necessita di ossigeno per sopravvivere. I bambini più fortunati sono “solo” ipovedenti, mentre gli altri sono destinati alla cecità assoluta fin dalla nascita. Al giorno d’oggi sono tanti i neonati prematuri, ma quanti realmente conoscono tale problematica? Quanti realmente si interessano di loro e delle rispettive famiglie? Nazzareno e Alina Catalano hanno saputo rendere tale avversità la loro ragione di vita, assistiti da una potenza superiore, come essi stessi affermano. Hanno saputo mettere in discussione la loro vita, le loro certezze, il loro lavoro sicuro, per seguire e sostenere la loro piccola bimba e adesso anche la loro seconda figlia, Giuditta, nata prematura. Giuditta sta bene.

Il loro intervento, come quello dell’UIC è concreto, diretto a proporre condizioni di vita migliori ai minorati della vista.

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