Nacque a Potenza il 10 febbraio
1907.

Studiò a Pavia e Milano, prima ingegneria, poi frequentò la Scuola d’Arte
e l’Allademia di Brera.

Dalle suggestioni giovanifi per i mallhiaioli, gli impressionisti e i
futuristi approdò alla pittura del Novecento, che ne condizionò l’impronta.

Viaggiò e soggiornò in Medio Oriente, a Beirut, Damasco, Aleppo, Rodi,
Atene, Costantinopoli, Cipro, il Cairo, a Londra, Berlino, Monaco, Francoforte,
Ginevra, Parigi, in Spagna, isole del Mediterraneo, Singapore, Polinesia,
Bankok.

Strinse rapporti di amicizia con Cocteau, Picasso, Ernst, Guttuso, Hemingway,
Mirò, Chagall, Camus, Montanelli e una serie di belle signore.

Espose gran parte della sua produzione andata venduta in gallerie e alberghi
di tutto il mondo.

Ebbe studi a Roma, a Cortina d’Ampezzo, dove soggiornò nella tranquillità
delle Dolomiti.

Libero, contraddistinto da un segno rapido e sicuro, impegnato in una
continua meditazione e nella ricerca di materia ed espressioni autentiche,
ha scandito il suo percorso artistico con una serie di “cicli”.
L'”Arcaico”, “Petra”, “Il Potere”, “La Polinesia”,
“Il Precario” sono fasi significative della sua esplorazione.

Legatissimo alla terra d’origine, alla sua gente, ai luoghi della storia,
dell’archeologia, ai monuenti delle civiltà, ha inseguito il magico richiamo
della pietra, dei deserti, dei paesaggi, dei silenzi.

Dalla sua mano, dai suoi pensieri sono nate visioni e rappreentazioni
ritratti e ambientazioni che dalla realtà, del figurativo hanno sfiorato
il simbolismo e il surreale.
Finestre di legno con gerani nicchie su pareti rocciose per volti, persone
o cavalli, totem di istituzioni e sembianze del potere sono gli scenari
consueti delle riflessioni di Squitieri.

I temi di una tavolozza, gli spazi di una denuncia, i momenti di una
solennità che da momento esistenziale restano traccia indelebile delle
ragioni e delle conoscenze di un passato che guardava già al futuro.

La vita di Italo Squitieri si fermò a Cortina nel dicembre nel 1994.

Ai disegni, ai suoi quaari, alle numerose note della critica si è da
poco aggiunto “Il cavallo di Metaponto” , un libro che raccoglie
una serie di appunti autografi della sua vita, dato alle stampe per volontà
del fratello Ugo.

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