Al Centro oli di Viggiano, alle perplessita` per la sospensione delle attivita` voluta dal Presidente Bubbico fanno eco ancora veleni, ancora menzogne. Fuga di Anidride Solforosa

Siamo portati a credere che se si fosse trattato solo di una situazione di pericolo, il governatore non si sarebbe scapicollato, come riferiscono i giornali, dagli impegni istituzionali romani. Come
al solito le notizie non ci sono e quelle che vengono date dai canali ufficiali sono generiche, vaghe e, comunque, tranquillizzanti, come da copione che ormai conosciamo a memoria.
E se è il solito copione, a cui si aggiunge la non trascurabile novità del provvedimento di sospensione, siamo convinti che, ancora una volta, a Viggiano, nel centro oli, si è verificato qualcosa da tenere nascosto, da coprire, da non far sapere ai cittadini della Val d’Agri, all’opinione pubblica.

Apprendere che i sin’ora compiacenti uffici regionali preposti al controllo della qualità dell’ ambiente hanno chiesto a Bubbico di fermare l’attività dell’impianto Eni di Viggiano, deve seriamente preoccupare ed indurre a pretendere dalle autorità, almeno questa volta, chiarezza e completezza dell’informazione.

Deve preoccupare non poco la richiesta della Regione all’ARPA di “adottare tutte le misure atte a garantire un costante monitoraggio della qualità dell’aria per tutto il periodo necessario al ripristino, da parte della società Eni, delle normali condizioni di esercizio“. Ma come, non c’è già e costantemente un sistema di monitoraggio della qualità dell’aria? Non c’è servizio del Tg Basilicata sul petrolio che non parli dell’efficiente sistema di monitoraggio!!! E se poi scoprissimo che il famoso monitoraggio è solo una favola, perché mai dovrebbe essere assicurato solo per il periodo necessario al ripristino delle normali condizioni di esercizio del centro oli? I controlli non dovrebbero essere permanenti?

Sono domande che i cittadini di Viggiano per primi dovrebbero porsi e porre al loro sindaco. Ma questo presuppone che i viggianesi si sveglino dal torpore della rassegnazione e ritrovino – meglio tardi che mai – l’amore per la propria terra e la voglia di tutelare la propria salute.

Le stesse domande dovrebbero porsele i cittadini di Corleto, il cui sindaco sta per fare loro un grande regalo, lo stesso che Prinzi ha fatto a Viggiano.

 

 

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