Che la Basilicata, a causa della inconsistenza numerica dei suoi abitanti, debba patire lo si è capito da tempo: la fuga dei principali Enti erogatori dei servizi dal nostro territori è storia degli ultimi anni (l’Enel, la Telecom, le Ferrovie hanno più che dimezzato la loro presenza lasciando i lucani a combattere con tanti disservizi).

Anche lo sport, con la globalizzazione ed un federalismo selvaggio e per nulla solidale, viene pesantemente penalizzato dal fatto che nelle nostre due sole province vivono meno di seicentomila abitanti.
La crisi economica del CONI, figlia dei mancati introiti del Totocalcio, ha ulteriormente aggravato la situazione. Mi spiego meglio.
Da sempre lo sport italiano è stato finanziato dagli introiti del Totocalcio, le Federazioni Sportive ricevevano dal CONI i finanziamenti che consentivano, fra l’altro, il funzionamento dei Comitati territoriali delle Federazioni stesse. Con il progressivo diminuire delle entrate le Federazioni sportive hanno visto, conseguentemente, diminuire i contributi a loro favore e, per induzione, i Comitati territoriali delle Federazioni Sportive hanno visto arrivare sempre meno soldi per l’attività periferica.

Le gonseguenze più drammatiche ricadono sulle realtà più piccole come la Basilicata che non riescono ad autofinanziarsi con gli introiti delle rimesse delle Società affiliate sempre in virtù dell’esiguo numero delle Società affiliate.
Anche il peso politico della Basilicata è minimo all’interno delle varie Federazioni Sportive dove le regioni con grandi numeri determinano scelte che spesso penalizzano in maniera rilevante le regioni più piccole.
Il caso più eclatante lo abbiamo vissuto questa estate con la composizione dei gironi di serie B del campionato di pallavolo. Le squadre lucane sono state inserite in un girone siciliano in barba al buo senso ed alla geografia. Mentre le squadre potentine devono sobbarcarsi lunghe e costose trasferte al di la dello stretto, le squadre siciliane percorrono pochi chilometri per le loro trasferte. Le proteste ed il grido di allarme non è stato accolto dal vertice della federvolley solo perche proveniente da una regione che non conta niente in termini di voti alle assemble federali.
Stessa cosa avviene nel basket dove la Basilicata da anni viene aggregata nel campionato di serie C2 alla Puglia mentre ha sempre disputato in modo autonomo la serie D: quest’anno la Federazione nazionale ha deciso di accorpare anche questo campionato alla Puglia cancellando la poca autonomia del Comitato Regionale della federcanestro. C’è voluta un’estate di battaglie per impedire questo scippo.
Anche altre discipline sportive hanno problemi legati alla inconsistenza numerica di tesserati e si dovrebbe intervenire a livello politico per tutelare la nostra identità regionale.

 

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